COSTITUZIONE, POLITICA, LINGUA, E COMUNICAZIONE ....

CHI E’ IL SOVRANO IN ITALIA ? DAL 1994 CE NE SONO "DUE". MICHELE CILIBERTO COMINCIA A CHIEDERSELO, OGGI (2009). Un suo invito a rileggere, oltre che Gramsci, Tocqueville - a cura di Federico La Sala

NEL 1994, CON IL PARTITO "FORZA ITALIA", E’ NATO ANCHE IL "NUOVO" PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Il sonno della ragione costituzionale ha generato mostri...
samedi 24 octobre 2009.
 

[...] Per riuscire a contenere i processi patologici delle democrazie ci vuole ben altro e soprattutto è necessario individuare nuove forme di comunicazione fra “governanti” e “governati” e nuove relazioni fra democrazia diretta e democrazia rappresentativa attivando nuovi contrafforti nei confronti delle dinamiche dispotiche e nuove forme di equilibrio e di bilanciamento dei poteri.

Come diceva Montesquieu, si può essere tutti uguali e tutti servi ; per poter essere tutti uguali e tutti liberi bisogna impegnare una grande battaglia ; ed è precisamente questa che bisogna combattere oggi in Italia [...]

-  L’ITALIA E L’ANNO DELLA VERGOGNA (1994) : L’ALLARME DI DON GIUSEPPE DOSSETTI E IL SILENZIO GENERALE SULL’INVESTITURA ATEO-DEVOTA DEL "NUOVO" PRESIDENTE DELLA "REPUBBLICA" ("FORZA ITALIA"). Una nota di Nadia Urbinati sulla "difesa della Carta", oggi (2009)

ZAGREBELSKY E IL GRANDE SILENZIO SULLA NASCITA DEL PARTITO GOLPISTA DEL FALSO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ("FORZA ITALIA"). La democrazia delegittimata

-  VOLONTA’ DI POTENZA E DEMOCRAZIA AUTORITARIA. CARLO GALLI NON HA ANCORA CAPITO CHE, NEL 1994, CON IL PARTITO "FORZA ITALIA", E’ NATO ANCHE IL "NUOVO" PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Una sua riflessione


Ancora prima di Gramsci

-  In Italia le basi del potere repubblicano sono messe a dura prova.
-  Per questo, oltre ai Quaderni, bisogna rileggere Tocqueville

di Michele Ciliberto, Università Normale di Pisa (l’Unità, 28.10.2009)

In Italia, sono toccate in questi giorni le fondamenta stesse del potere repubblicano. La sentenza della Corte costituzionale sul Lodo Alfano ha fatto esplodere tensioni e contrasti che riguardano il problema di chi sia il sovrano in Italia. Problema radicale, nel senso letterale della parola : esso riguarda le radici ultime dell’esistenza della Repubblica. Di questo si tratta : e bisogna averne lucidissima coscienza. Il Presidente del Consiglio rivendica la sua primazia sostenendo di essere stato eletto dal popolo e di avere per questo funzioni e diritti che travolgono funzioni, equilibri e reciproci bilanciamenti dei poteri. Una posizione di carattere populistico, è stato detto ; di una nuova forma populismo, aggiungo io, che stravolge le fondamenta della democrazia rappresentativa italiana.

Di fronte a tutto questo da alcune parti si è parlato del tradizionale “sovversivismo” delle nostre classi dirigenti, frutto diretto del tradizionale distacco - anzi separazione - tra “governanti” e “governati” nel nostro paese. È l’analisi di Gramsci nei Quaderni che individua nel sovversivismo delle nostre classi dirigenti un punto caratteristico, e rivelatore, della storia nazionale italiana.

Senza alcun dubbio, è un’interpretazione interessante, con la quale continuare a fare i conti ; ma non coglie appieno il dato nuovo della situazione italiana. Quello che abbiamo di fronte è una generale patologia della democrazia rappresentativa che non riguarda, in quanto tale, solo il nostro Paese. Non tenderei ad interpretare ciò che sta accadendo in termini di arretratezza della società italiana. Penso invece che da noi siano esplosi, in maniera precoce e più violenta, anche per fragilità - questa sì della nostra struttura istituzionale e sociale, dei fenomeni che riguardano il destino della democrazia rappresentativa nei prossimi anni. È per questo motivo, credo, che la crisi italiana e le iniziative del presidente del Consiglio sono diventate oggetto di attenta analisi da parte dei giornali stranieri, sia europei che americani. Essi intuiscono che il problema non concerne solo l’Italia, ma che la favola riguarda, o potrebbe riguardare, anche loro, e non in un futuro lontano.

Da questo punto di vista sono persuaso che oggi sarebbe utile rileggere, oltre che Gramsci, Tocqueville, e , in modo particolare, la seconda Democrazia in America un testo classico che come tutti i grandi classici ha la capacità di sporgere oltre il proprio tempo storico.

In quelle pagine Tocqueville dimostra come la democrazia si possa risolvere nella costituzione di un potere statale dispotico, da un lato ; in una forte “passivizzazione”, dall’altro, delle masse, le quali rinunciando alla propria individuale responsabilità affidano la loro sorte ad un potere che progressivamente si impadronisce e domina l’intera realtà politica e sociale.

Ovviamente, l’analisi di Tocqueville va riattualizzata alla luce del potere che oggi hanno assunto i mezzi di comunicazione di massa, e specialmente la televisione, quali strumenti prioritari delle nuove forme di dispotismo attraverso un generale processo di “passivizzazione” degli individui, il dato più inquietante della situazione in cui ci troviamo.

Ma, precisato questo, quell’analisi resta un punto di riferimento indispensabile. « Volesse il cielo che ci fossero delle rivoluzioni ! » - esclama Tocqueville nella seconda Democrazia sottolineando la situazione di apatia, di staticità, di perdita di autonoma iniziativa, nella quale possono precipitare i popoli democratici. Ma non si arrende a questa situazione. Proprio nelle pagine finali della Democrazia in America fa l’elogio dell’insopprimibile esigenza di libertà dell’uomo, un ostacolo insuperabile per qualunque forma di vecchio o nuovo dispotismo. Quella di Tocqueville, però, prima di essere una constatazione, era soprattutto un auspicio, un’ultima speranza.

Per riuscire a contenere i processi patologici delle democrazie ci vuole ben altro e soprattutto è necessario individuare nuove forme di comunicazione fra “governanti” e “governati” e nuove relazioni fra democrazia diretta e democrazia rappresentativa attivando nuovi contrafforti nei confronti delle dinamiche dispotiche e nuove forme di equilibrio e di bilanciamento dei poteri.

Come diceva Montesquieu, si può essere tutti uguali e tutti servi ; per poter essere tutti uguali e tutti liberi bisogna impegnare una grande battaglia ; ed è precisamente questa che bisogna combattere oggi in Italia. ❖


Sul tema, nel sito, si cfr. :

-  L’ITALIA E L’ANNO DELLA VERGOGNA (1994) : L’ALLARME DI DON GIUSEPPE DOSSETTI E IL SILENZIO GENERALE SULL’INVESTITURA ATEO-DEVOTA DEL "NUOVO" PRESIDENTE DELLA "REPUBBLICA" ("FORZA ITALIA"). Una nota di Nadia Urbinati sulla "difesa della Carta", oggi (2009)

ZAGREBELSKY E IL GRANDE SILENZIO SULLA NASCITA DEL PARTITO GOLPISTA DEL FALSO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ("FORZA ITALIA"). La democrazia delegittimata

-  VOLONTA’ DI POTENZA E DEMOCRAZIA AUTORITARIA. CARLO GALLI NON HA ANCORA CAPITO CHE, NEL 1994, CON IL PARTITO "FORZA ITALIA", E’ NATO ANCHE IL "NUOVO" PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA. Una sua riflessione

-  LA DEMOCRAZIA A RISCHIO. L’ANM IN STATO DI AGITAZIONE, MA NON ANCORA SVEGLIA. Una mail del 27 gennaio 2002 a "Magistratura Associata"

-  GIOACCHINO, DANTE, E LA "CASTA ITALIA" DELLO "STATO HEGELIANO" - DELLO STATO MENTITORE, ATEO E DEVOTO ("Io che è Noi, Noi che è Io").

-  L’OCCUPAZIONE DELLA LINGUA ITALIANA : L’ITALIA E LA VERGOGNA. Un’analisi di Gianrico Carofiglio

-  LE PRIMARIE DEL PD E IL SILENZIO DI BERSANI, FRANCESCHINI, E MARINO, SU UN PAESE CON "DUE" PRESIDENTI DELLA REPUBBLICA !!! "Una domanda soltanto" di Roberto Cotroneo


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