MARX, NIETZSCHE, FREUD, FACHINELLI. La mente accogliente e i "furbetti" della tradizione critica... nell’epoca del berlusconismo

BERTINOTTI, IL "MARE CALMO" (O LA "PENTOLA") DI MASSIMO FAGIOLI, E "LIBERAZIONE". Un articolo di Umberto Rosso - con una ’vecchia’ lettera sul tema di Federico La Sala

giovedì 3 gennaio 2008.
 


-  Lo psichiatra eretico che divide Rifondazione aveva attaccato Vendola e Sansonetti
-  E sulla possibile acquisizione del giornale:
-  "Stravagante l’idea del doppio direttore"

-  "Parole inaccettabili su Liberazione"
-  E Fausto rompe con l’amico Fagioli

-  di UMBERTO ROSSO (la Repubblica, 3 gennaio 2009)

CALA il sipario. A Bertinotti il guru non piace più. Addio a Massimo Fagioli, ascoltato santone per quattro anni dell’ex presidente della Camera. E bye-bye anche a Luca Bonaccorsi, discepolo fagiolino tutto di un pezzo, che vorrebbe mettere le mani su Liberazione, il quotidiano di Rifondazione, spronato dal segretario del partito Paolo Ferrero. Proprio l’assalto al giornale e al suo direttore Sansonetti sta sgretolando quelle consolidate amicizie di "politica&psiche". E sta aprendo uno spettacolare controvalzer di legami e alleanze dentro Rifondazione. Con Ferrero lo "stalinista" che ora si ritrova al fianco il protagonista delle sedute di psicanalisi di massa a Trastevere. L’uomo che si è auto-intestata la svolta della non violenza dentro Rifondazione.

Bertinotti invece, dopo giorni di interviste e dichiarazioni del maestro contro Sansonetti ("eterno ragazzino del ’68, praticamente un malato di mente") e Vendola ("non può essere omosessuale, cattolico e comunista allo stesso tempo, va curato"), non ce l’ha fatta più, e ha deciso appunto che era arrivato il momento di prendere le distanze. Se non pubblicamente, almeno dentro il partito. Telefonate e massaggi riservati, affidati ai suoi collaboratori più stretti, per il direttore e il comitato di redazione del giornale.

"Nelle posizioni dei due io, sia chiaro, non mi riconosco affatto. Anzi, sono sconcertato e indignato. Il giornale deve vivere in piena autonomia, che Sansonetti ha garantito fin qui in modo eccellente". Amareggiato dalle manovre in corso al punto che l’ex leader del partito sta provando a tagliare fisicamente i ponti con Bonaccorsi, che della sua rivista "Alternative per il socialismo" è stato fin qui editore.

"In realtà - sottolineano però i redattori del bimestrale - il nostro editore si chiama Editori Riuniti. Bonaccorsi, attraverso Left, lo distribuisce ma l’abbinamento non funziona come dovrebbe, se nelle edicole fuori Roma la rivista è praticamente introvabile. L’accordo va riconsiderato". Uno sganciamento dalla galassia dell’editore cognato di Ivan Gardini (il figlio di Raul ne ha sposato la sorella Ilaria) che le polemiche di questi giorni stanno accelerando. In considerazione del fatto che, secondo le confidenze di Bertinotti, il piano che il fagiolino e il suo guru hanno in testa sarebbe il seguente. "Il senso dell’intera operazione sta nella stravagante proposta del doppio direttore. Uno per la politica, che diventerà così il commissario dell’attuale segretario. L’altro che sovrintende alla parte culturale e informativa. E qui si corre il rischio di creare un corpo separato". Insomma, da una parte nelle mani di Ferrero, dall’altra il pericolo di una presa del potere dei fagiolini a Liberazione, trasformata in una specie di house-organ del guru romano.

I ricordi dei bei tempi a questo punto si fanno lontani e sfumati. Una storia cominciata una mattina del 2004, quando a Villa Piccolomini di Roma, presente anche Ingrao, scoppiò per la prima volta la scintilla. Bertinotti portato in trionfo dai fagiolini per il suo socialismo nuovo: sul sito restano ancora le parole di celebrazione dello psicanalista "mai prima d’ora qualcuno aveva, fra comunismo e libertà, messo le parole: realtà umana". Da quel momento i due diventano quasi coppia fissa.

Fagioli va ai congressi di Rifondazione, Bertinotti ospite d’onore alla libreria Amore&Psiche, il quartier generale al Pantheon del gran cerimoniere, che allarga i suoi consulti a dieci euro ai rifondaroli in crisi di identità. Certo qualche "stranezza" l’avevano notata, come quando Fagioli chiese all’allibito Sansonetti di licenziare in tronco la responsabile della cultura per due pagine su Freud, "quel cretino, quel criminale di Sigmund: la giornalista va cacciata".

Ora sugli scogli dell’assalto a Liberazione naufragano rapporti politici e personali. Perché, come dice l’ex capogruppo alla Camera Gennaro Migliore, che pure dei fagiolini è stato un fan, "se ti presti a certe operazioni politiche poi saltano anche i rapporti umani".


Lettera

Egr. dott.

...

come ha ben intuito la Sua ipotesi di lettura del percorso di E. De Martino mi trova con-senziente e disponibile: è interessante e preziosa, sia per se stessa sia per la connessione che essa ha con la linea della mia stessa ricerca *

Detto questo, però, il mio invito è quello di non fermarsi e di scavare di più e meglio. E con questo, senza mezzi termini e velocemente, il consiglio è: "se sulla tua strada incontri il Buddha, uccidilo" (il titolo di un libro molto interessante apparso anni fa nelle edizioni Astrolabio).

Chiaro è il senso, credo: Fagioli - come Freud e sulla strada di Freud - è andato più in là di Freud (cfr. il famoso Zuiderzee), ha raggiunto l’alto mare ... ma non è riuscito a venire a galla; si è acquetato/accampato nell’inconscio mare calmo... ed edipicamente si è riproposto come Freud Mosé o come Jung "mago-pastore, Seelesorger".

Ora, se vuole far vivere la Sua ipotesi di lavoro, non può legarla alla posizione-’stazione’ di Fagioli: questo il nodo da sciogliere.

A mio parere, l’inconscio mare calmo è decisivo (non mi fraintenda - ciò che è di Fagioli e di Armando è di Fagioli e di Armando!) ma non determinante. Bisogna venir fuori, e con gli occhi aperti. Altrimenti la morte continuerà a vincere, e ... noi - scioccamente - a pensare che il mare è mio, è tuo, è nostro - ’romanamente’!

Fino a prova contraria, la verità rende liberi (- non schiavi!, e nemmeno proprietari!).

Buon lavoro e cordiali saluti

Federico La Sala

20.01.1994 d.C.

*

LA DECAPITAZIONE DI OLOFERNE E LA FINE DELLA CLAUSTROFILIA. UN OMAGGIO A ELVIO FACHINELLI. Una nota sull’importanza della sua ultima coraggiosa opera - di Federico La Sala


Sul tema, nel sito, si cfr.:

L’ITALIA, IL VECCHIO E NUOVO FASCISMO, E "LA FRECCIA FERMA". La lezione sorprendente e preveggente di Elvio Fachinelli

Se FERRERO è FERRERO, VENDOLA è VENDOLA, GIORDANO è GIORDANO, BERTINOTTI è (ancora) BERTINOTTI, VELTRONI è (ancora) VELTRONI, e PRODI è (ancora) PRODI ... UNA MOBILITAZIONE CULTURALE GENERALE, SUBITO - ORA.


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