"VICISTI, GALILAEE"! PER KEPLERO (1611). LA VITTORIA DI GALILEO NON SOLO E’ SCIENTIFICA, MA E’ ANCHE LA VITTORIA "RELIGIOSA" DEL "GALILEO" ("CRISTO") - CONTRO LA CHIESA ATEA E DEVOTA ("APOSTATA") DEL TEMPO!!!

HAI VINTO, O GALILEO! L’elogio "laicista" di Piergiorgio Odifreddi diventa per Michele Smargiassi (seguendo De Santillana) un "Hai vinto, Vaticano"!!! Come con Dante, una cecità storiografica (e teologico-politica) di lunga durata - a cura di Federico La Sala

giovedì 8 ottobre 2009.
 



-  La figura dello scienziato protagonista dell’ultimo libro di Odifreddi

-  Vita di Galileo eroe laico e imperfetto

-  Nel volume risalta il confronto tra un uomo geniale ma "normale" e la Chiesa che gli si oppone

di Michele Smargiassi (la Repubblica, 06.10.2009)

Sfortunato il laico che ha bisogno di eroi, perché troverà solo eroi laici, cioè imperfetti e criticabili. L’altare su cui Piergiorgio Odifreddi istalla il suo Galileo è scivoloso, e non potrebbe essere altrimenti per un libro che, come altri del matematico impertinente nonché ateologo militante, è un atto d’accusa contro gli ipse dixit e l’arroganza dell’autorità per diritto divino. Ma nello sforzo di non santificare il più celebre martire del libero pensiero succede che, a lettura terminata, l’esclamativo titolo Hai vinto, Galileo! (Mondadori, 120 pagine, euro 17,50) più che di gioioso omaggio si colori di affettuosa ironia.

Il sidereo annunziatore di verità eretiche, l’uomo che fermò il sole in cielo sfidando i pontefici, nel ritratto di Odifreddi fatica a reggere il passo del proprio mito: geloso delle proprie scoperte e pronto a rivendicarne «lamentosamente» la priorità, magari a torto, ingrato verso i suoi precursori, opportunista, incostante, talora pronto al compromesso, talaltra inutilmente temerario, qualche volta sopravvalutato (Il Saggiatore è «un libro memorabile per non esserlo»), non di rado alle prese con problemi «troppo difficili per i suoi mezzi» a costo di «ottusi errori» e, al contrario di Keplero, «più grande sperimentatore che grande teorico». Difficile non notare che il vero eroe del libro di Odifreddi è un altro: Giordano Bruno, che non abiurò, laico senza macchia ancorché piuttosto arrostito.

Si può indovinare che questa desacralizzazione del mito di Galileo risponda a un preciso scopo retorico: far risaltare ancora di più, al confronto con la "normalità" di un uomo dotato di retta ragione e passione per la conoscenza, ma anche figlio del suo tempo e pronto al cedimento, l’enormità del torto e l’intollerabilità della repressione che fu costretto a patire dall’Inquisizione.

Del resto il libro di Odifreddi non nasce per colmare una lacuna, neppure divulgativa, nella conoscenza della vita e dell’opera di Galileo Galilei. Si tratta piuttosto di una vindicatio laica rivolta apertamente all’oggi, di un giù-le-mani contro le «lacrime di coccodrillo» del tardivo pentimento vaticano, come dimostra il pamphlettistico finale nel quale la rivolta dei professori della Sapienza contro la visita papale del gennaio 2008 viene rivendicata come legittimo contrappasso: «Per una volta, nel nome di Galileo è stato zittito l’erede di coloro che per secoli, dal Sant’Uffizio e dalla Cattedra di Pietro, hanno zittito lui».

Più che un’agiografia di Galileo, dunque, il volume di Odifreddi è una teratologia della Chiesa. Legittima, e anche fondata: è impossibile per una coscienza libera non provare orrore per le falsità curiali, le doppiezze papali, la ferocia degli inquisitori, la vergogna dell’abiura imposta con la minaccia capitale, vero «peccato originale della scienza moderna»; giusto e necessario ricordare che i pentimenti non cancellano i delitti dal libro della storia. Ma fermandosi qui si finisce per trascurare la ricerca di spiegazioni più complesse e profonde della semplice contrapposizione tra "libertà di pensiero" e "oscurantismo clericale".

Tirare Galileo per il pastrano nelle dispute odierne comporta rischi di semplificazione storica. Così come il pavido Galileo di Brecht soffre nei panni del renitente alla lotta di classe, l’imperfetto Galileo di Odifreddi non sa riempire quelli del portabandiera del progresso schiacciato dal tallone della superstizione.

Del resto già mezzo secolo fa un notevole studioso di Galileo, Giorgio de Santillana, non sospetto di oscurantismo, faceva notare che il gran pisano fu tutt’altro che un nemico della fede e della Chiesa, che tutti i suoi protettori, collaboratori e discepoli erano chierici, che la sua epistemologia si ispirava all’«idealismo matematico e al platonismo pitagoreggiante», cioè alla tradizione filosofica classica, almeno quanto si fondava sull’osservazione sperimentale.

Ben più spericolata, al confronto, era la rivoluzione ideologica che negli stessi anni stavano conducendo le gerarchie romane, impegnate a forgiare ex novo, su basi teologiche ardite, la novità dirompente dell’assolutismo moderno. Operazione odiosa sul piano politico e morale, ma innovativa su quello della dialettica storica. «In quel momento ambiguo», arrivò ad affermare de Santillana polemizzando proprio con chi voleva trasformare Galileo in un «futuristico» alfiere del laicismo, «è Galileo che sta per l’antico, e il Pontefice per il moderno». Anche il laico e antidogmatico Antonio Banfi, poi, riconosceva che a Galileo mancò «una precisa coscienza di una missione ideale» per incarnare la figura di portabandiera impavido della Ragione. Il limitato Galileo di Odifreddi tiene conto di queste precauzioni: tanto che alla fine l’aureola di eroe laico gli traballa laicamente sul capo.



Sul tema, in generale, si cfr.:

USCIRE DAL GREGGE. IL CATTOLICESIMO-ROMANO ABUSA DEL NOME DI "CRISTO" E DI "CRISTIANO", E’ SOLO IL CODICE SIMBOLICO DELLE CASTE ATEE E DEVOTE DELL’EUROPA. SBATTEZZARSI: "USCIRE DAL GREGGE". VA BENISSIMO!!! Ma non buttiamo l’acqua sporchissima e nera con il bambino.

MATEMATICA E ANTROPOLOGIA, ALTRO CHE MISTERO. GALILEO GALILEI E’ GALILEO GALILEI ... E LA TRASCENDENZA CRISTIANA NON E’ LA TRASCENDENZA "DELL’ENTE ...CATTOLICO-ROMANO", DEL VATICANO!!! Cerchiamo di "non dare i numeri": il "Logos" non è un "Logo", e la "Charitas" non è la "caritas"!!!

UNESCO: IL 2009 ANNO INTERNAZIONALE DELL’ASTRONOMIA. Che farà l’Italia? Galileo di nuovo al confino!?!

GALILEO, HAI VINTO!!! "Processo con il trucco. Il manoscritto del «Dialogo» fu vistato anche dal Papa. Poi sparì". Un articolo di Armando Torno, sulle ultime ricerche


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