Per una nuova antropologia e una nuova teologia. A Sigmund Freud, gloria eterna........

LO SPIRITO DI ASSISI: AL DI LA’ DELLE PERFIDIE IN-CROCIATE. LA LEZIONE DI GIOVANNI PAOLO II SULLA DONNA E SULL’UOMO E SU DIO. L’attualità della "Mulieris Dignitatem"(1988) non sta nel testo (come pensano e celebrano nel Vaticano di Ratzinger) ma nella testa e nel cuore dell’uomo Wojtyla - a cura di pfls

LA "SACRA FAMIGLIA" DELLA GERARCHIA CATTOLICO-ROMANA E’ ZOPPA E CIECA: IL FIGLIO HA PRESO IL POSTO DEL PADRE DI GESU’ E DEL "PADRE NOSTRO". E’ ORA DI RESTITUIRE "L’ANELLO DEL PESCATORE" A GIUSEPPE, PER AMARE BENE MARIA!!!
domenica 10 febbraio 2008.
 


-  L’attualità della lettera di Giovanni Paolo II commentata dal cardinale Canizares e dalle filosofe Gerl e Ales Bello

Donna e uomo, la differenza che salva la persona umana

-  Al via un convegno promosso dal Pontificio Consiglio per i laici nel ventennale della «Mulieris Dignitatem»
-  Il cardinale Rylko: «Il genio femminile, forza che vince discriminazione e violenza»

DA ROMA ANGELA NAPOLETANO (Avvenire, 08.02.2007)

Madri, sorelle e spose. Donne consacrate a Dio nella verginità insieme a donne che reggono ambasciate, cattedre universitarie o semplici incarichi da im¬piegate. La sala congressi di Palazzo Carpegna, ieri, era uno spaccato di quel «genio femminile » a cui Giovanni Paolo II - era il 1988 - dedicò la lettera apostolica Mulieris Dignitatem. Arrivate a Roma da quasi 50 diversi Paesi del mondo, le oltre 250 donne che, fino a domani, parteciperanno al convegno organizzato dal Pontificio Consiglio per i laici, «Donna e uomo, l’humanum nella sua interezza», sembrano quasi rispondere con la loro presenza al «grazie » che Papa Wojtyla, proprio con il documento apostolico di cui ricorre il ventesimo anniversario, indirizzò alle donne di ogni nazione «per tutte le vittorie che la storia deve alla loro fede, speranza e carità».

«Abbiamo bisogno di testimonianze positive e persuasive del fatto che è possibile vivere l’identità maschile e femminile secondo il disegno divino», spiega il cardinale Stanislaw Rylko, presidente del dicastero vaticano, all’apertura dei lavori. Poco più tardi, dal parterre del convegno si alza la voce di Marie Reine Segla, giovane donna africana: «Siamo qui per questo, e non solo. Vogliamo testimoniare, tra l’altro, la dignità di donna che ci riconosce la Chiesa».

I lavori del convegno ripercorrono il doppio binario già individuato da Giovanni Paolo II per descrivere la dignità e la vocazione della donna: da un lato, le peculiarità del ’genio’ femminile («forza morale e spirituale capace di superare ogni forma di discriminazione, violenza e sfruttamento» dice il cardinale Rylko) e, dall’altro, il legame con l’uomo, quell’unione fondata sul disegno originario di Dio che «creò l’uomo a sua immagine; maschio e femmina li creò». «Un’autentica promozione dela donna nella società e nella Chiesa - continua Rylko - va fondata su questi solidi principi antropologici e teologici». Il pensiero del cardinale polacco rimbalza quindi a ciò che, oggi, sta trasformando l’interpretazione dei modelli dell’identità ’maschile’ e ’femminile’. «C’è chi vorrebbe fare della donna l’antagonista e la rivale dell’uomo, spingendola a intraprendere la strada della lotta per il potere - dice - e chi, al contrario, vorrebbe cancellare ogni differenza perché concepita esclusivamente come il risultato di condizionamenti socioculturali».

Il risultato? Il porporato parla chiaro: «Si approda a quell’ideologia del genere - spiega - secondo cui ognuno è libero di scegliere la propria identità sessuale a prescindere dalle evidenze biologiche ». Interpretare con questi modelli l’essenza della donna e dell’uomo - è il ragionamento di Rylko - è mettere in gioco «la persona umana », motivo per cui «il Signore esige, oggi più che mai, che i suoi discepoli vadano controcorrente, superando i complessi d’inferiorità, ma con la consapevolezza di difendere qualcosa d’importante». L’essenza dell’uomo. Della sua persona.

La riflessione del presidente del Pontificio Consiglio per i laici è amplificata da quella del cardinale Antonio Canizares, arcivescovo di Toledo, primate di Spagna. «L’ideologia di genere riduce la persona a individuo. E la distrugge ». Nasce da qui l’invito del porporato spagnolo a rileggere la lettera apostolica Mulieris Dignitatem. Lo scritto di Giovanni Paolo II, dice, «proclama una verità luminosa sulla donna, una proposta gioiosa per la Chiesa e l’umanità ». Riprendere in mano la lettera papale sulla dignità e la vocazione della donna potrebbe essere dunque un modo per recuperare il senso originario dell’antropologia cristiana. «Torniamo agli inizi», incoraggia Canizares, secondo cui la riflessione a cui si approda dopo aver letto quanto Giovanni Paolo II scrive sulla creazione, sul matrimonio e sulla famiglia può essere solo una: «La vera libertà è possibile solo nell’amore e nella fedeltà, perché essa non è affermazione dell’io ma donazione radicale di sé».

A distanza di vent’anni, dunque, la ’novità evangelica’ che Papa Wojtyla annunciò con la Mulieris Dignitatem («nella relazione marito-moglie - scrive Giovanni Paolo II - la sottomissione non è unilaterale, bensì reciproca!») non ha perso vigore. Anzi. Hanna Barbara Gerl, docente di Filosofia e Scienze della religione comparata a Dresda, cita Edith Stein e aggiunge: «L’uguaglianza tra uomo e donna non è solo un dono, ma un comandamento». È da qui che bisogna cominciare, aggiunge Angela Ales Bello, docente di Filosofia alla Pontificia Università Lateranense, per «guardare al femminismo con occhi nuovi, privi di anacronismi e pregiudizi».

-  LA STORIA
-  Un testo nato all’interno di un percorso radicato nel Vaticano II

È stato il primo documento pontificio interamente dedicato alla donna, pubblicato durante l’Anno mariano il 15 agosto 1988, solennità dell’Assunta.

Nella «Mulieris dignitatem» Giovanni Paolo II offre un percorso che si radica nel racconto della Genesi e culmina nel modello della Madre di Dio come esempio per tutti sulla via della santità. L’attenzione alla donna, di fatto, è andata crescendo dopo il Vaticano II: nel 1973, a sei anni dall’erezione del Pontificio Consiglio per i laici, Paolo VI, rispondendo a una richiesta del Sinodo dei vescovi e in vista dell’Anno internazionale della donna indetto dalle Nazioni Unite (1975), istituisce la «Commissione di studio sulla donna nella società e nella Chiesa». Dopo il 1988, poi, resta memorabile la lettera inviata da Wojtyla a tutte le donne nel 1995. Benedetto XVI, infine, ha dedicato alla responsabilità ecclesiale delle donne la catechesi del 14 febbraio 2007.

-  IL PROGRAMMA
-  Oggi il dibattito sulle tendenze culturali

Oggi il convegno internazionale «Donna e uomo: l’humanum nella sua interezza. A vent’anni dalla lettera apostolica ’Mulieris dignitatem’» vedrà in mattinata la relazione su «Donna e uomo: creati l’uno per l’altra» di Attilio Danese e Giulia di Nicola.

Seguirà il «Giro d’orizzonte» su «Problematiche e tendenze culturali contemporanee» con interventi sulla riduzione della femminilità a oggetto di consumo, sull’ideologia del gender, sul rifiuto della maternità e della famiglia e sulla donna nel mondo del lavoro. Nel pomeriggio la relazione «Responsabilità e partecipazione della donna all’edificazione della Chiesa e della società» di Paola Bignardi. Seguirà il dibattito su «Il ruolo e la missione della donna».

Domani mattina, dopo la preghiera delle 9, è prevista l’udienza con Benedetto XVI. Nel pomeriggio seguirà il lavoro per gruppi e, alle 18, le conclusioni.


Sul tema, nel sito, si cfr.:

INDIETRO NON SI TORNA....

AL DI LA’ DELLA TRINITA’"EDIPICA" - E DELLA TERRA E DEL SANGUE!!!

I soggetti sono due, e tutto e’ da ripensare...

RESTITUIRE L’ANELLO DEL PESCATORE A GIUSEPPE ...

Lettera di Ratzinger ai Vescovi sulla collaborazione dell’uomo e della donna....

"Deus caritas est" (2006). Un tragico "lapsus" (Freud) più che millenario....


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