PER LA COSTITUZIONE. UN APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA E AL PARLAMENTO ....

RICHIESTA DI DIMISSIONI PER IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO. Fondando il Partito "Forza Italia", il cittadino Silvio Berlusconi si è appropriato indebitamente della Parola della Repubblica : ITALIA - a cura di pfls

mercredi 2 juillet 2008.
 

-  « non accetto che un potere dello Stato voglia cambiare chi sta al governo »

-  « Vogliono darmi 6 anni e farmi dimettere »

-  Lo sfogo di Berlusconi con i suoi : come potrei continuare a governare con una condanna ?

ROMA - Forse è l’unica parola che non ha ancora pronunciato in pubblico, che non è entrata nello sfogo di ieri, o in quello della settimana scorsa a Bruxelles. Ma è una parola che illustra un incubo, che spiega lo stato d’animo del premier meglio di qualsiasi discorso sul diritto di governare o sulla sovranità popolare minacciata dalle toghe. La parola è « dimissioni », e il Cavaliere non ha dubbi : « Questi magistrati vogliono darmi 6 anni e un istante dopo sarei obbligato a dimettermi ».

Non l’ha ancora detto in pubblico, ha girato intorno al concetto, ma chi chiacchiera in modo riservato con Berlusconi è proprio questo ragionamento che ascolta : « Come potrei continuare a fare il capo del governo con una condanna, con i risvolti interni e internazionali che avrebbe ? Non potrei. E conterebbe poco il fatto che l’accusa dei magistrati milanesi è ridicola, che persino all’estero - compreso il liberalissimo Financial Times - si sono accorti che i magistrati italiani tengono da troppo tempo sotto ricatto la democrazia del nostro Paese ».

Ieri mattina, calcolo o meno, è anche questa paura che ha fatto da molla alle parole di Berlusconi davanti alla platea di Confesercenti. Alla definizione di una parte dei giudici come « metastasi della democrazia ». Al gesto mimato delle manette : « Certi giudici vorrebbero vedermi così... ». Appena finito di parlare il Cavaliere ha preso sotto braccio il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, e ha continuato lo sfogo, anche per rispondere ai fischi : « Voi non avete ancora capito nulla, non avete capito che io difendo anche voi, i vostri interessi a vivere in un Paese non soffocato da un potere che non ha più nulla di legittimo, che tiene sotto scacco il Paese dal ’94 : prima con me, poi con Mastella e Prodi, ora di nuovo con il sottoscritto ». C’era Veltroni in prima fila : poteva essere un deterrente, non lo è stato. Berlusconi è entrato pienamente, o rientrato se vogliamo, in quella fase che gli è caratteristica, congeniale, naturale : dire quello che pensa. Da alcune settimane ormai è in totale disaccordo anche con il suo primo consigliere, quel Gianni Letta che lui stesso tributa di onori ad ogni possibile occasione.

In queste ore Letta dice agli alleati che « Silvio sbaglia », che « ci vorrebbe meno aggressività », che « non è questo il metodo giusto ». E in queste ore Berlusconi continua a fare di testa sua, a respingere i tentativi di mediazione condotti con un occhio alle ragioni del Colle, ai possibili obiettivi da raggiungere con un approccio più soft. Si è rimesso in moto il meccanismo che due legislature fa divideva la corte del premier in falchi e colombe. La differenza con il passato è il Cavaliere, che non ha più voglia di ascoltare grandi discorsi. Ieri lo ha spiegato anche dal palco di Confesercenti, per rispondere ai fischi. Ha reagito alle critiche con un « mi avete invitato voi... ». Poi ha concluso avvertendo, assimilando il proprio disastro a quello del Paese : « Dicono che faccio leggi nel mio interesse. Ma io in politica sono sceso per difendere gli interessi degli italiani. Il mio interesse semmai sarebbe quello di lasciare il Paese e godermi i soldi meritatamente guadagnati ».

E se questa è la cornice la presenza di Veltroni diventa invisibile : « Se questa opposizione non capisce, il dialogo si spezza. Lo hanno voluto spezzare loro, ma adesso non lo vogliamo più noi, sono ancora giustizialisti ». L’Italia, conclude Berlusconi, è ormai « una democrazia in libertà vigilata, tenuta sotto il tacco da giudici politicizzati, ma i cittadini hanno il diritto a esser governati da chi scelgono democraticamente : non posso accettare che un ordine dello Stato voglia cambiare chi è al governo, con accuse fallaci ».

Marco Galluzzo

* Corriere della Sera, 26 giugno 2008


Sul tema, nel sito, si cfr. :

-   E’ tutto finito ? La lezione di Antonino Caponnetto : "Nessuno di noi, e io meno di chiunque altro, puo’ dire che ormai tutto e’ finito" (Una preghiera laica ma fervente) !!!
-  RESTITUITEMI IL MIO URLO !!! IL GIORNO DELLA MEMORIA E LA DIGNITA’ DELL’ ITALIA, 27 GENNAIO 2008.
-  IL TRUCCO DELLO SPECCHIETTO DELLE ALLODOLE FUNZIONA ANCORA E LA CARTA DI IDENTITA’ DI TUTTI GLI ITALIANI E DI TUTTE LE ITALIANE E’ RIDOTTA IN POLTIGLIA .... DALLA CINA UNA GRANDE LEZIONE !!!
-  L’aver dimenticato l’importanza della Parola ci sta portando direttamente nelle fauci della guerra civile e al suicidio culturale, politico e sociale.

-  Individuo e Stato. Psicologia di massa del fascismo (Wilhelm Reich). ORIGINI DEL TOTALITARISMO. LA TESI DI HANNAH ARENDT NON CONVINCE. Emilio Gentile, con "La via italiana", lo dimostra e getta luce sul nostro stesso presente

-  AVANTI !!! A "REGIME LEGGERO", FINO ALLA CATASTROFE .... L’ ITALIA IPNOTIZZATA. TUTTO IL PARLAMENTO CANTA ALLEGRAMENTE : "FORZA ITALIA" - L’INNO DI UN SOLO PARTITO !!! L’ECCEZIONE E’ LA REGOLA. Un commento di Giuseppe D’Avanzo

-  L’AVVENTURA DI "FORZA ITALIA" E’ FINITA. BERLUSCONI LO ANNUNCIA A MILANO.

PER LA COSTITUZIONE E PER LA DEMOCRAZIA !!! IL PARTITO DI "FORZA ITALIA" SI SCIOGLIE, FINALMENTE !!! BERLUSCONI HA DECISO E NON TORNA INDIETRO. FORMIGONI CONDIVIDE, MA AN NO

-  NUOVO GOVERNO. FEDELTA’ ALLA REPUBBLICA E ALLA COSTITUZIONE. Giuramento di Berlusconi, Bossi e tutti gli altri Ministri. In Parlamento un solo partito e un solo urlo : "Forza Italia" !??

UNA VERGOGNA PLANETARIA : L’ITALIA E LA SUA COSTITUZIONE OFFESA E FERITA !!! MA CHI E’ IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ?! IL PRESIDENTE DI "Forza ITALIA" ?! Il vero volto del Cavaliere. Un editoriale di Ezio Mauro

-  PACIFICAZIONE, COSTITUZIONE E NUOVO GOVERNO : RESTITUIRE LA PAROLA "ITALIA" AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, GIORGIO NAPOLITANO, E ALL’INTERO PARLAMENTO. Forza ! VIVA, VIVA L’ITALIA

-  Per un ri-orientamento antropologico e teologico-politico ....


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