Nel regno dell’Uno o di "uno" travestito da Uno?!

SULLO SPIRITO - DEL "LOGOS" O DEL "LOGO"?! PER UNA CRITICA DELL’IDEOLOGIA. UNA "LETTERA AI CRISTIANI" DI ROBERTA DE MONTICELLI - a cura di Federico La Sala

sabato 17 marzo 2007.
 


De Monticelli affogata nel pensiero unico

Nel suo nuovo saggio la filosofa si rivolge ai cristiani e a Dio stesso. Critica l’ideologia, eppure finisce per farsi travolgere dalla «mentalità comune» e dalla logica dello scontro

di Adriano Fabris (Avvenire, 17.03.2007)

Questo libro si presenta in forma di lettera, e più precisamente come una «lettera ai cristiani». Non è certo una novità scrivere una lettera a chi crede. Lo aveva già fatto Simone Weil, molto citata in queste pagine, con la sua Lettre à un religieux. Qui, tuttavia, il "tu" del mittente è rivolto non solo agli «amici cristiani», ma nel congedo conclusivo addirittura a Dio, come accade nelle Confessioni di Agostino e nel Proslogion di Anselmo.

Il libro, in uscita martedì, dà prova di un’indubbia onestà intellettuale. In esso si parla di «fede e ragione» (II capitolo), di «fede e verità scientifica» (III capitolo) e del «disagio intellettuale» provocato dalle concezioni «ideologiche» di un tale rapporto.

Il principale filo conduttore della riflessione è dato, infatti, dalla nozione di "ideologia": quella «malattia che - come afferma l’autrice - sta divorando la nostra lingua» e trasformando le nostre parole in qualcosa che viene «schierato, catalogato e di conseguenza aggredito o applaudito».

Non si può non essere d’accordo. E tuttavia, onestà per onestà, una tale posizione lascia spazio al desiderio di capire per qual motivo De Monticelli accetta a sua volta di farsi coinvolgere in un gioco che finisce per risultare anch’esso strumentalizzabile ideologicamente.

Perché, infatti, l’autrice si lascia talvolta andare a polemiche che accettano la logica dello scontro (si veda il I capitolo, il «Prologo in terra» sul caso Welby), invece che tentare in primo luogo di comprendere? Perché rimprovera agli altri gli stessi errori argomentativi in cui finisce per ricadere, e che dipendono da un’acritica assunzione di termini e concetti nell’accezione dominante della mentalità comune?

Con questo libro infatti, e con la retorica che in esso è inevitabile, Roberta De Monticelli si dispone a entrare nel circuito mediatico, attraversato oggi fin troppo da posizioni e contrapposizioni. Diverso era l’approccio di Simone Weil, che appunto la sua lettera non l’ha pubblicata.

Ecco in fondo il motivo di tutto il contendere, che interessa anche questo libro: il costituirsi della mentalità comune. Si tratta di decidere se ciò che nella mentalità comune è ritenuto condiviso lo è davvero, e qual è la sua legittimità. Un compito culturale, come si vede, non già l’esercizio di un potere. La mentalità comune crede, a torto o a ragione, che l’approccio scientifico e le tecnologie ad esso collegate possano in prospettiva risolvere tutti i nostri problemi. Ora: qual è l’immagine dell’uomo che ne deriva? Che cosa accade della motivazione, del senso, dei valori, anche religiosi, ai quali la stessa De Monticelli si richiama?

Su tutto ciò è legittimo manifestare le proprie opinioni, come hanno fatto anche autorevoli esponenti della Chiesa cattolica. E per ovviare all’unilateralità di certe posizioni hanno proposto, come compito urgente, un «allargamento degli spazi della razionalità»: cercando di capire i motivi dell’imporsi di una certa idea di ragione e di una concezione della fede ritenuta in conflitto con essa.

Questo è infatti un punto che oggi, forse, è poco compreso: il fatto che il richiamo al cristianesimo è in grado di mettere sotto giudizio un tale pensiero unilaterale. E lo può fare perché lo stesso cristianesimo è caratterizzato da una pluralità di esperienze dello spirito che non sono in conflitto fra loro, ma che in molti casi si completano vicendevolmente. Ciò tuttavia non comporta una babele di prospettive, né l’indifferenza delle diverse posizioni, in quanto c’è pur sempre il riferimento a un’identità comune. Né potrebbe essere altrimenti: anche perché non si può dialogare, come dice anche l’autrice, con chi non ha principi di fondo.

È chiaro nel libro che Roberta De Monticelli predilige uno dei filoni della tradizione cristiana: quello che, attraverso Agostino, recupera la grande tradizione platonica e neoplatonica, e valorizza soprattutto l’esperienza mistica. Su questa sua scelta sarebbe bello dialogare ancora con lei. Non sono convinto, infatti, che il credere si risolva alla fine in un sentire, come troviamo scritto. E bisognerebbe fosse meglio precisato, anche, quel concetto di "verità" che l’autrice usa più volte senza mai definirlo.

-  Roberta De Monticelli
-  Sullo spirito e l’ideologia
-  Baldini Castoldi Dalai
-  Pagine 160. Euro 12,50


Sul tema, nel sito, si cfr.:

-  IL PADRE NOSTRO E’ AMORE NON MAMMONA.
-  ROBERTA DE MONTICELLI URLA "BASTA" A MONS. GIUSEPPE BETORI, A BAGNASCO, E ALLA CHIESA CATTOLICA.
-  L’abiura di una cristiana laica

-  DOPO L’"HUMANAE VITAE", NECESSARIO UN ALTRO PASSO AVANTI: UNA TELECAMERA TARGATA "VATICANO" NELLA CASA DEGLI SPOSI.
-  NON CAPISCONO CHE LA CONTRACCEZIONE NEGA SCOPO ULTIMO MATRIMONIO!!!

-  "Deus caritas est": la verità recintata!!! Caro BENEDETTO XVI ... Messa in latino? Ma quale latino?! Faccia come insegna CONFUCIO: provveda a RETTIFICARE I NOMI. Segua FRANCESCO !!! E ri-mediti sulla ’sollecitazione’ (Un "Goj") di Luigi Pirandello ... a Benedetto XV.

-  PAESE IMPAZZITO: FORZA "CHE.RUBINO"!!! Università: contro la catastrofe culturale in atto, la ’ripresa’ del paradigma del "principio": "Ecce Homo"!!! PER IL "logo" della "SAPIENZA" DI ROMA, UN APPELLO...

-  VATICANO: CEDIMENTO STRUTTURALE DEL CATTOLICESIMO-ROMANO. Benedetto XVI, il papa teologo, ha gettato via la "pietra" su cui posava l’intera Costruzione.


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