Storia e Letteratura ...

POTENZA, SASSO DI CASTALDA: alla figura e all’opera di don GIUSEPPE DE LUCA il terzo Parco Letterario della BASILICATA.

venerdì 15 settembre 2006.
 

BASILICATA

Nasce nella Regione il terzo parco letterario ed è dedicato al grande sacerdote-scrittore

Un giardino per don De Luca

Presso il Palazzo di famiglia potrebbe trovare posto la sua ricca e importante biblioteca. Un’opera idealmente pensata anche per i giovani, afferma Rotundo

Da Sasso Di Castalda (Pz), Giorgio Agnisola (Avvenire, 15.09.2006)

È intitolato alla figura e all’opera di Don Giuseppe De Luca il terzo Parco Letterario della Basilicata, promosso in collaborazione con la Fondazione Nievo, dopo quelli dedicati a Carlo Levi e Isabella Morra, rispettivamente ad Aliano e Valsinni, in provincia di Matera.

La dedicazione al prete-scrittore, che ha segnato una parte importante della storia cattolica del ’900, vuole riproporre la testimonianza di uno studioso di raffinata cultura e di saggia intelligenza politica, che seppe esprimere la sua vocazione con uno spirito di grande modernità. Don De Luca soleva ripetere di essere interessato non alla politica, ma ai politici, che invitava a tenere alta la bandiera della ricerca intellettuale, tralasciando le barriere tipiche e caratteristiche di ogni ideologia.

Fu amico di Papini, Ungaretti, Prezzolini, Palmiro Togliatti e soprattutto di Papa Montini e Papa Roncalli. Nutrì interesse per la situazione del clero nei paesi dell’Est e memorabile fu il contributo che apportò a favore dell’avvicinamento tra Urss e Santa Sede.

Ma è la sua opera letteraria, soprattutto, al centro degli interessi del nuovo Parco che avrà come centro ideale Sasso di Castalda, la piccola, deliziosa cittadina circondata da faggete, situata ad una trentina di chilometri da Potenza, a poco meno di mille metri di altitudine, in cui De Luca nacque nel 1898 e dove si spera venga presto collocata, presso il Palazzo di famiglia donato al Comune e attualmente in corso di ristrutturazione, la sua biblioteca ricca di oltre ottantacinquemila tra volumi, appunti e carteggi, depositati presso la Biblioteca Vaticana.

Inteso come un contenitore di eventi e strutture culturali anche stabili, ispirati ai luoghi, ai personaggi, ai percorsi intellettuali dell’universo letterario di De Luca, il Parco coinvolgerà anche altri centri del potentino, come Brienza, comune di nascita di Francesco M. Pagano, e Tito, dove ha sede il Fondo Alianello, che conserva scritti e manoscritti inediti dell’autore, in un conte sto ambientale segnato da una forte identità culturale, che ha radici nella Magna Grecia, come lo stesso De Luca ebbe a scrivere con forti accenti lirici nella sua nota Ballata alla Madonna di Czestochowa.

Un Parco, dunque, che non ha un preciso confine territoriale, ma piuttosto spirituale, come voleva Stanislao Nievo, lo scrittore pronipote di Ippolito, scomparso poco tempo fa, a cui si deve l’ideazione dei Parchi Letterari. «D’altra parte - afferma il sindaco di Sasso, Giuseppe Rotundo - il parco De Luca si propone anche come opportunità di iniziative di aggregazione e di attività economiche ad ampio raggio, soprattutto per i giovani: da quelle turistico-culturali, a quelle artigianali, a quelle produttive e legate alle specificità del luogo, nel segno della creatività locale e della continuità con la tradizione, ma anche della innovazione tecnologica».

La nuova struttura si avvale della collaborazione della Comunità Montana Melandro e di altri enti territoriali, tra cui l’Università di Basilicata, e di sponsor privati, avendo come motore operativo un’ associazione del capoluogo regionale, il Circolo Angilla Vecchia, di cui è presidente Vincenzo Fierro. Si devono a quest’ultimo, in particolare, l’idea del parco e la proposta di un quadro di iniziative di significativo interesse culturale, la prima delle quali è stata la presentazione ufficiale del Carteggio 1933- 1962 (l’anno della morte di De Luca), tra lo studioso, Loris Francesco Capovilla e Giovanni XXIII, curato da Marco Roncalli.

«Il nostro desiderio - dice Fierro - è di far conoscere soprattutto alle nuove generazioni, attraverso l’opera di De Luca e il suo vissuto, la cultura spirituale del nostro territorio, che l’autore seppe interpretare con straordinaria e moderna sensibilità, rafforzando il valore simbolico delle nostre radici, ma anche guardando al presente con una consapevolezza nuova, con un nuovo sguardo interiore».

Tra le iniziative programmate, la realizzazione di un comitato scientifico, racc ordato con i circuiti della ricerca universitaria nazionale ed europea, l’organizzazione di un premio letterario De Luca, in coordinazione con le Edizioni di Storia e Letteratura che lo stesso studioso fondò, un progetto di diffusione dell’opera di De Luca, rivolto soprattutto alle scuole della Basilicata e la realizzazione di un documentario sul sacerdote e sull’intellettuale.


carteggio

E il «prete lucano-romano» dialogava con Papa Giovanni

Tre ecclesiastici diversi per indole, ruolo, anagrafe, e però «uniti nell’intensità del loro servizio al Vangelo», accomunati dall’«amore per la cultura»: Angelo Roncalli, prima visitatore e delegato apostolico a Sofia e a Istanbul, nunzio a Parigi, poi patriarca di Venezia, infine pontefice; Giuseppe De Luca, «prete lucano-romano» di straordinaria erudizione, storico e filologo; Loris Capovilla, sacerdote veneziano che si trovò a «vivere dieci anni della sua vita come collaboratore del patriarca Roncalli, poi di Giovanni XXIII» diventando di necessità il filtro fra De Luca e il Pontefice. Sono loro i protagonisti del «Carteggio 1933-1962», appena uscito a cura del giornalista e saggista Marco Roncalli per i tipi delle romane Edizioni di Storia e Letteratura (pagine 312, euro 38).


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