COSMOLOGIA E TEOLOGIA ("IN GOD WE TRUST"). Lo sbarco sulla Luna e la bandiera americana nel "mare della tranquillità"

LA LUNA, 1969 : UNA LEZIONE GALILEANA (E DANTESCA) ALLA TERRA. Non così "si va in cielo", non così "va il cielo" ! Due note (una di Marco Roncalli) sul tema - a cura di Federico La Sala

AL DI LA’ DI OGNI FONDAMENTALISMO TEOLOGICO-POLITICO E SCIENTIFICO-TECNOLOGICO. Una traccia per una svolta antropologica ...
vendredi 17 juillet 2009.
 



Ricorrenza

L’uomo, la Luna e l’inno sofferto di Padre Turoldo

di Marco Roncalli *

« Bellissima cosa e mirabilmente piacevole, vedere il corpo della Luna... », quando, quattro secoli fa, puntato il cannocchiale a contemplarla con nuovi occhi, Galileo Galilei scriveva nel « Sidereus Nuncius » queste righe, i suoi avversari parlavano di un’allucinazione : più o meno come quelli che continuano a dubitare del primo allunaggio, quarant’anni fa, vedendo in esso il « primo assaggio di realtà virtuale » .

Sgombrato il campo dalle teorie dei complotti a colpi di effetti speciali, resta il fatto che l’inizio della colonizzazione umana del cosmo, cominciata con il satellite vicino alla Terra, avvenne nel clima di guerra fredda tra Urss e Usa con investimenti pazzeschi a sostegno di una sfida che esigeva la vittoria e per gli americani ancor più che la guerra in corso nel Vietnam.

E così finì che persino l’astro irraggiungibile cantato nei secoli da Saffo a Leopardi, o da Rabindranath Tagore a Federico García Lorca, venne addirittura calpestato da due coraggiosi astronauti - Neil Armstrong e Buzz Aldrin - che consegnarono agli Usa con il loro balzo sul suolo lunare il ruolo di prima potenza mondiale.

Oggi però rivedere le sequenze filmate di quel repertorio provoca, oltre alle emozioni di ieri, qualche interrogativo in più che nell’ubriacatura del revival di questi giorni non sempre ha trovato... spazio. E non ci riferiamo al fatto che lassù l’uomo, nonostante progressi tecnologici incredibili e il perdurante bisogno di possibili fonti energetiche, non ha voluto rimetterci piede. Né alla crisi economica globale che farebbe sembrare assurda un’altra simile assai onerosa conquista, ritenuta ambigua già quatto decenni fa da chi anelava pane per gli affamati invece che pietre seppure lunari (« Non credere, America, che ti si possa perdonare / perché sei approdata sulla Luna : / altri comporranno infiniti pena / all’avvento dell’era nuova. / Non io, pur commosso e lacerato a un tempo / dal rimorso di essere uno dei tuoi : / non io, che sarei maledetto, soffocando / la consapevole impotenza degli umili... » , scrisse padre Davide Turoldo nella sua elegia per il 21 luglio 1969).

No. Piuttosto, ci riferiamo ad alcune immagini. Una fra tutte quella dell’astronauta che posa la bandiera a stella e strisce sulla luna e che - indirettamente - suggerisce l’idea di chi fissa la sua sovranità, quasi a rivendicare un dominio, benché il diritto aerospaziale lo escluda nettamente. Infatti - ed è anche questo il bello della luna -, il Trattato del ’ 67, l’Outer Space Treaty, afferma cose poco note, ma assai interessanti. Ad esempio che « lo spazio extra atmosferico, ivi compresa la luna, [...] può essere esplorato e liberamente, senza alcuna discriminazione » (articolo 1). Anzi dice di più : « Anche realizzando una base lunare permanentemente abitata si potrà al massimo rivendicare la propria sovranità entro la base stessa » (articolo 2).

E non è finita ; ecco cosa recita l’articolo 4 : « Sono vietati sui corpi celesti l’apprestamento di basi e installazioni militari, di fortificazioni, la sperimentazione di armi di qualsiasi tipo e l’esecuzione di manovre militari » . Mi chiedo perché certe regole che valgono sulla luna non debbano valere su questa terra dove, fra l’altro, sarebbe quanto meno più facile o frequente il poterle applicare. Me lo chiedo ingenuamente pensando che da noi viene respinto chi calpesta il patrio suolo anche se fugge dal suo Paese solo per sopravvivere e, in fin dei conti... non vuole mica la luna.

* Marco Roncalli (Avvenire, 17 Luglio 2009)


UNA TRACCIA PER UNA SVOLTA ANTROPOLOGICA

di Federico La Sala *

[...] Senza equivoci : non siamo più né nelle taverne di Bacco e di Arianna, né nelle caverne a luci rosse. Siamo all’aria aperta : "io amo perfino le chiese e i sepolcri degli dèi, ma quando, con l’occhio suo puro, il cielo penetra dai loro soffitti in rovina : volentieri sto a sedere, come erba e rosso papavero, su chiese in rovina"(Nietzsche). Se volete, siamo a Nea-polis ... si sta suonando e cantando insieme a tanta bella gente,al sole e in mezzo al verde, When the Saints Go Marching In di Louis Armstrong.

Siamo semplicemte contenti : gli astronauti americani Armstrong, Aldrin e Collins (di origini italiane, così le cronache) ... ci hanno inviato la cartolina del pianeta. E la cosa è molto bella e importante. Addirittura anche Mr. Konner lo riconosce : "Se il programma spaziale non avesse dato alcun frutto (e spesso io faccio molta fatica a discernere che cosa ci abbia dato), gli dobbiamo essere grati per aver prodotto tale fotografia". Anch’egli guarda e sorride, guarda e sorride.... Nea-polis ... gli Azzurri [...] (pp. 188-189).

* Federico La Sala, La mente accogliente. Tracce per una svolta antropologica, Roma, Antonio Pellicani editore, 1991, in particolare il cap. Terzo della Terza parte - Le "regole del gioco" dell’Occidente e il divenire accogliente della mente.

Sul tema, nel sito, si cfr. :

-  RIVOLUZIONE COPERNICANA. "Vicisti, Galileae" (Keplero, 1611).
-  UNESCO : IL 2009 ANNO INTERNAZIONALE DELL’ASTRONOMIA.

-  PER IL PRESENTE E L’AVVENIRE, RICORDARE "IL ROSPO NEL POZZO" !!! AI VESCOVI E A TUTTA LA GERARCHIA DELLA CHIESA IN UN VICOLO CIECO, UNA PICCOLA E BELLA LEZIONE DI SAGGEZZA MONGOLA ... E DI MANZONIANA MEMORIA

-  MATEMATICA E ANTROPOLOGIA, ALTRO CHE MISTERO. GALILEO GALILEI E’ GALILEO GALILEI ... E LA TRASCENDENZA CRISTIANA NON E’ LA TRASCENDENZA "DELL’ENTE ...CATTOLICO-ROMANO", DEL VATICANO !!!
-  Cerchiamo di "non dare i numeri" : il "Logos" non è un "Logo", e la "Charitas" non è la "caritas" !!!

-  LA STATUA DELLA LIBERTA’ DEGLI U.S.A. - CON LA SPADA SGUAINATA : "GUAI AI VINTI" !!! "IN GOD WE TRUST" : TUTTO A CARO-PREZZO ("DEUS CARITAS EST") !!! LA LEZIONE DI FRANZ KAFKA, IL MAESTRO DELLA LEGGE.

-  PIANETA TERRA. SULLE ALI DELLO SPIRITO DI FILADELFIA E DI GIOACCHINO DA FIORE, PER IL DIALOGO E LA PACE. UN NUOVO MOMENTO DELLA PROMESSA ...
-  OBAMA IN GHANA. IL DISCORSO IN PARLAMENTO

-  IL CIELO NON E’ VUOTO, MA NEMMENO E’ OCCUPATO DALL’IMPERATORE COSTANTINO E DAL SUO ESERCITO !!!

-  La Fenomenologia dello Spirito... dei “Due Soli”. Ipotesi di rilettura della “Divina Commedia”..

-  FOUCAULT, HADOT, PROSPERI, VATTIMO. L’ "addio alla verità" degli antichi e la coraggiosa proposta della carità ("charitas"), oggi.


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