BENEDETTO XVI A MALTA, FREUD A LONDRA, E UNA BAMBINA : LA LEZIONE DI "MOSE’" DA NON DIMENTICARE. Una nota di Federico La Sala

samedi 24 avril 2010.

-  BENEDETTO XVI A MALTA, FREUD A LONDRA, E UNA BAMBINA :
-  LA LEZIONE DI "MOSE’" DA NON DIMENTICARE.

-  Una nota di Federico La Sala *

VIAGGIO DI BENEDETTO XVI A MALTA, 2010. “A Malta, al momento di pregare per il Papa, sull’altare è salita una bambina di nove anni, sembrava una rappresentazione concreta del concetto cristiano di “angelo”. Ha pregato, a nome di tutti, perché Benedetto XVI « continui ad ascoltare la Parola di Dio con devozione, a meditarla in santità e a testimoniarla con coraggio ». Un Papa, una bambina e una preghiera sincera : per immaginare un futuro diverso, basta e avanza”. Così, don Filippo Di Giacomo chiude il suo articolo : La congiura del silenzio. La vicenda dei preti pedofili sta portando alla luce le coperture messe in atto da alti personaggi della Chiesa. E in Vaticano parte lo scaricabarile (l’Unità, 21.04.2010).

Nel baratro dell’inferno che si è spalancato davanti a tutta la gerarchia vaticana sulla vicenda dei pastori che mangiano le pecore e gli agnelli, si può ben capire il suo entusiamo di fronte a questa “patetica” scena del “Pastore” della Chiesa cattolica (“universale” !), mediaticamente composta e volta a tranquillizzare gli animi dei “fedeli” ! Ma di fronte a una Istituzione come la Chiesa cattolico-romana, la sua dichiarazione è senza futuro : è “l’avvenire di una illusione” (Sigmund Freud, 1927).

Se non ci si interroga su “il disagio della civiltà” (Sigmund Freud, 1929), e su “Perché la guerra ?” (Sigmund Freud - Albert Einstein, 1932), che cosa vogliamo capire di Mosè, di Gesù, di san Paolo, di Hitler, di Pio XII, e di Benedetto XVI e del cattolicesimo romano ?!

Freud aveva ben capito che il contenuto principale del cristianesimo "fu sì la riconciliazione con Dio Padre, l’espiazione del delitto commesso contro di lui, ma l’altro lato della relazione emotiva compariva nel fatto che il figlio, che aveva preso su di sé l’espiazione divenne egli stesso dio accanto al padre e propriamente al posto del padre" (L’uomo Mosé e la religione monoteistica). Detto in modo veloce e semplice : Edipo, il papa-re è in Vaticano - ancora,oggi!!! C’è un gran lavoro da fare, un intero mondo da ripensare e da ricostruire - e non nella direzione dei vecchi e nuovi “sacerdoti di Ammone” !!!

VIAGGIO DI FREUD A LONDRA, 1938. Arrivato a Londra, con “L’uomo Mosè e la religione monoteista”, nel pubblicare l’opera completa, nella seconda avvertenza (giugno 1938), Sigmund Freud scrive : “Al mio spirito critico questo lavoro [...] pare una ballerina che cerca di tenersi in equilibrio sulla punta di un solo piede [...] Comunque sia, il dado è tratto”.

Ciò di cui Freud si rende conto ora - e solo ora (a Londra) - e ancor meglio e di più, è che la strada dell’interpretazione dei sogni (1900) è una strada che (lo ha portato e ) porta lontano e che, con l’aiuto della comprensione dell’”edipo completo”, è possibile comprendere cosa ci sia dietro ogni “Totem e Tabù”(Sigmund Freud, 1912), ricomprendere meglio l’eredità della religione e, in particolare, delle tre religioni monoteistiche (l’ebraismo, il cristianesimo, e l’islam) e costruire un futuro diverso per tutta l’umanità. Questa la stella fissa di tutto il suo cammino, non dimentichiamola e non dimentichiamolo.

Nel 1902, in una lettera del 28 settembre, Freud scrive a Theodor Herzl (l’autore di Lo Stato ebraico, 1896), per chiedergli una recensione del suo lavoro. Egli scrive "di avere chiesto all’editore di mandargli una copia dell’Interpretazione dei sogni" e aggiunge, chiarendo il senso del suo invio - e del suo stesso lavoro : “La prego di conservare la copia come testimonianza dell’alta stima in cui ormai da anni, così come molti altri, tengo lo scrittore e il combattente per i diritti umani del nostro popolo” (cfr. : Yosef H. Yerushalmi, Il Mosè di Freud, Einaudi 1996, pp. 18-19) !

Nella Motivazione del "Premio Goethe" conferitogli il 28 agosto 1930, in un passaggio, così è detto : "Sigmund Freud ha posto le basi per una rinnovta collaborazione tra le discipline scientifiche e per una migliore comprensione tra i popoli" (Opere 11, Bollati Boringhieri, Torino 1992, p. 5).

Freud, benché consapevole che il suo lavoro e il suo contributo si porti dietro (ancora non sciolti) elementi della trama edipica, a conclusione della sua vita è contento di quanto ha realizzato, sia per quello che ha fatto nel suo percorso di ricerca sia per quello che ha detto e scritto in L’uomo Mosè e la religione monoteistica. E quest’ultimo lavoro la ritiene una bella e soddisfacente conclusione della sua vita (morirà nel settembre del 1939). E’ proprio contento - grande è la sua gioia : ha dato alla luce una bambina che cammina da sola e sta imparando già a ballare !

Negare al Faraone la vittoria postuma ! Se si vuole, e senza nessuna forzatura, si può ben dire che L’uomo Mosè e la religione monoteistica sia il suo più prezioso contributo, a pensare meglio la lotta contro l’antisemitismo e contro il nazismo.

Nel 1970, Emil Fackenheim istituisce la 614ma norma del canone ebraico : “È fatto divieto agli ebrei di concedere a Hitler vittorie postume” (Emil L. Fackenheim, La presenza di Dio nella storia. Saggio di teologia ebraica, Brescia, Queriniana, 1977, pp. 97-99 e 111-112). Nel 1982 pubblica "TIQQUN. Riparare il mondo. I fondamenti del pensiero ebraico dopo la Shoah" (Medusa, Milano 2010) : in questo, in particolare, di Sigmund Freud nemmeno una parola. Questo modo di comportarsi non mi sembra sia il modo per "essere giusti con Freud" (Jacques Derrida, 1992) e una buona premessa per trasformare o riparare il mondo !

Federico La Sala (21.04.2010)

* Sul tema, nel sito, si cfr. :

CON KANT E FREUD, OLTRE. Un nuovo paradigma antropologico : la decisiva indicazione di ELVIO FACHINELLI - di Federico La Sala.

RIPARARE IL MONDO. LA CRISI EPOCALE DELLA CHIESA ’CATTOLICA’ E LA LEZIONE DI SIGMUND FREUD. Alcune note di Federico La Sala

L’ARCHIVIO DEGLI ERRORI : L’ "IO SONO" DI KANT E L’ "IO SONO" DELL’"UOMO SUPREMO" DEI "VISONARI" DELLA TEOLOGIA POLITICA ATEA E DEVOTA.


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