FILOSOFIA E POESIA. Goethe e la continuità tra il pensiero greco e il cristianesimo nelle riflessioni sulla vita, sul senso del tempo umano ...

RICORDATI DI VIVERE: E IN UN ATTIMO ("AUGENBLICK") SARAI FELICE. Il filo d’oro dell’eternità nella catena del tempo. Un lavoro di Pierre Hadot, presentato da Rosita Copioli - a cura di Federico La Sala

Hadot vive le espe­rienze di cui parlano gli stoici, Epitteto, Seneca, Marco Aure­lio, gli epicurei, Lucrezio, i cristiani, Spinoza, Goethe.
domenica 7 giugno 2009.
 

Hadot, viaggio con Goethe cercando la felicità

di ROSITA COPIOLI (Avvenire, 06.06.2009)

Pierre Hadot, il celebre studioso di filosofia antica, au­tore del bellissimo Il velo di Iside. Storia dell’idea di natura (Einaudi), ha scritto un libro dettato dalla ne­cessità della sua anima. Per farlo, si è aggrappato a Goethe, come all’ultimo scrittore che nel mondo moderno sappia offrire l’antica consolazione della filosofia, nella splendida veste della poesia. La poesia di Goethe è la rielaborazione complessa e altissima del motto memento mori (ricordati di morire), nel memento vivere (ricordati di vivere). Il pro-me­moria di neo-platonici, cristiani, e romantici, che era stato il punto d’inizio del Werther, si muta in Gedenke zu leben, il «ricordati di vivere» spirato a Spinoza, che Wilhelm Meister legge in una epigrafe negli Anni di apprendistato.

Montaigne aveva scritto: «Il nostro grande e glorioso capolavoro è vive­re come si deve [...] È una perfezione assoluta, e quasi divi­na, saper godere lealmente del proprio essere». Per Goethe questa «salute», questa «felicità» inseguita dai saggi, che non è un fatto naturale, ma una conquista, è rappresentata dalla poesia. «Grande è il piacere dell’esistere / più grande ancora il piacere nell’esistere» (Divano). La poesia dà voce ai doveri sacri: aderire alle leggi di natura e al cosmo, e ai doveri quo­tidiani della vita, nell’intreccio benefico di «pensare e fare».

Invece di considerare il presente come qualcosa che è già passato nell’attimo in cui lo percepiamo, Goethe vi concen­tra attenzione e coscienza senza distaccarlo dal passa­to e dal futuro. Ne dilata l’e­sperienza in una durata me­tafisica che è «presenza».

L’attimo non è solo il kairòs del momento felice, quando il destino sorride in una strizzatina d’occhio (Augen­blick). Il battere d’occhio è l’istante da fissare per sem­pre: «Guarda l’attimo (Au­gen-blick) negli occhi (Au­gen)», comanda l’Elegia di Marienbad. Ogni attimo ha un valore infinito perché rappresenta l’eternità nella sua interezza. Occorre ac­cettare e amare la metamorfosi dell’essere per ritrovarsi uni­ti al divino che è nell’esistenza. Così la farfalla si consuma tra le fiamme della luce. Lo stesso «muori e diventa» della farfalla prescrivono le misteriose parole di Daimon, Tyche, Eros, Ananke e Elpis in Urworte, che terminano con la spe­ranza (Elpis) e insegnano a farsi discepoli dell’eternità.

Au­gen-blick, ricorda Hadot, è anche il ’colpo d’occhio’ che fa cogliere all’istante l’insieme, come a volo d’uccello, tra cielo e terra. Esso è lo sguardo della poesia, il suo simbolo: ossia la «rivelazione vivente e istantanea dell’imperscrutabile».

Que­sto libro è molte cose insieme. È un saggio intorno alle fonti antiche che Hadot conosce come pochi (a proposito dello ’sguardo dall’alto’ che né i Greci né gli uomini del Medioe­vo avrebbero posseduto e che Hadot documenta ampia­mente, è giusta la critica alle semplificazioni della psicologia storica che tende a determinare momenti e svolte decisive nella storia della psicologia collettiva: quelle di Blumemberg che segue Jakob Burckhardt, e di Le Goff).

È un luminoso ri­tratto di Goethe con approfondimenti di testi poco cono­sciuti, quali Urworte, e Gli anni di viaggio di Wilhelm Meister (Medusa), il suo testamento spirituale, insieme con il Faust II.

È anche un breviario personale, dove Hadot vive le espe­rienze di cui parlano gli stoici, Epitteto, Seneca, Marco Aure­lio, gli epicurei, Lucrezio, i cristiani, Spinoza, Goethe.

Uno dei meriti di Hadot è stato sempre dimostrare la continuità tra il pensiero greco e il cristianesimo nelle riflessioni sulla vita, sul senso del tempo umano. Goethe rappresenta que­sta continuità nel mondo moderno.

-  Pierre Hadot
-  RICORDATI DI VIVERE
-  Goethe e la tradizione degli esercizi spirituali
-  Raffaello Cortina. Pagine 174. Euro 19.50


nota

VITA E FILOSOFIA, COME MODO DI VIVERE *

In un libro intervista con J. Carlier e A. I. Davidson, Hadot spiega infatti di sentirsi filosofo dal giorno in cui, ancora adolescente, fa una particolare “esperienza della natura” che descrive come segue:

“Era calata la notte e le stelle brillavano in un cielo immenso. A quell’epoca si poteva ancora vederle. Un’altra volta fu in una stanza di casa nostra. In entrambi i casi fui invaso da un’angoscia insieme terrificante e soave, provocata dal sentimento della presenza del mondo, o del Tutto, e di me in questo mondo. [...] Credo di essere filosofo a partire da quel momento, se s’intende per filosofia questa coscienza dell’esistenza, dell’essere-al-mondo”. E da quel momento, prosegue Hadot, “ho cominciato a percepire il mondo in modo nuovo. [...] Questa esperienza ha dominato tutta la mia vita. [...] Ha dunque avuto un ruolo importante nella mia evoluzione interiore. Per altro verso, ha fortemente influenzato la mia concezione della filosofia: ho sempre considerato la filosofia come una trasformazione della percezione del mondo” (La filosofia come modo di vivere, Torino 2001, p. 23). *

*

-  Hadot, Pierre, Il velo di Iside. Storia dell’idea di natura.
-  Trad. it. di D. Tarizzo, Torino, Einaudi, 2006, pp. 332, € 25,00.
-  (Ed. or.: Le Voile d’Isis, Gallimard, Paris 2004)
-  Recensione di Moreno Montanari - 09/06/2006


Sul tema, in biblioteca e nel sito, si cfr.:

-  Federico La Sala, La mente accogliente. Tracce per una svolta antropologica, Antonio Pellicani Editore, Roma 1991.

-  Sulla spiaggia. Di fronte al mare... CON KANT E FREUD, OLTRE.
-  Un nuovo paradigma antropologico: la decisiva indicazione di ELVIO FACHINELLI

-  FOUCAULT, HADOT, PROSPERI, VATTIMO. L’ "addio alla verità" degli antichi e la coraggiosa proposta della carità ("charitas"), oggi.


Rispondere all'articolo

Forum