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CONTRO LONDRA (E CONTRO OXFORD), BENEDETTO XVI ATTACCA L'"EQUALITY BILL" E CERCA DI IMPORRE LA "VERITA'" DEL SUO "CARO-PREZZO" ("CARITAS")!!! Ma il Tamigi non è il Tevere. Una nota di Lazzaro Pietragnoli - a cura di Federico La Sala
CHARITY, CHARITAS, AMORE: IL NOME DI DIO, L’ EVANGELO, E L’EUROPA. MENTRE IL "PADRE NOSTRO" DA’ A TUTTI E A TUTTE EGUALMENTE LA SUA GRAZIA (gr.: "CHARIS") E I SUOI DONI (gr. : "CHARITAS") ...

CONTRO LONDRA (E CONTRO OXFORD), BENEDETTO XVI ATTACCA L’"EQUALITY BILL" E CERCA DI IMPORRE LA "VERITA’" DEL SUO "CARO-PREZZO" ("CARITAS")!!! Ma il Tamigi non è il Tevere. Una nota di Lazzaro Pietragnoli - a cura di Federico La Sala

Benedetto XVI è intervenuto sull’Equality Bill (...) invitando i vescovi d’oltremanica a combattere «con zelo missionario» l’approvazione di questa legge.
mercoledì 3 febbraio 2010.
 


Ma il Tamigi non è il Tevere

di Lazzaro Pietragnoli (Europa, 3 febbraio 2010)

Un intervento “a gamba tesa” del papa nelle vicende di politica interna non è qualcosa a cui sono abituati sulle sponde del Tamigi, soprattutto quando l’argomento in discussione non riguarda l’educazione o le attività benefiche, ambiti nei quali alle diverse chiese presenti in Gran Bretagna viene garantito un notevole livello di autonomia.

Benedetto XVI è invece intervenuto sull’Equality Bill, che accorpa e riorganizza tutta la legislazione anti-discriminatoria del Regno Unito e che è attualmente in discussione nel parlamento inglese, invitando i vescovi d’oltremanica a combattere «con zelo missionario» l’approvazione di questa legge.

Si tratta, secondo le parole del papa, di una serie di norme che impongono «limitazioni ingiuste alla libertà di agire secondo il proprio credo alle comunità religiose» e che violano «la legge naturale su cui si fonda e per mezzo della quale è garantita l’uguaglianza di tutti gli esseri umani». Il capo della chiesa cattolica ha voluto usare parole decise contro questa legislazione, parole che assumono un significato ancora più forte nel contesto in cui vengono scandite. Si tratta della visita ad limina apostolorum dei vescovi inglesi e gallesi, il tradizionale incontro quinquennale che il papa tiene in Vaticano con i prelati di un determinato paese per valutare la situazione della Chiesa in quella realtà.

In particolare, gli strali del pontefice si sono indirizzati contro due singole norme: quella già in vigore che impedisce alle agenzie di adozione di discriminare le coppie di possibili genitori sulla base del loro sesso (equiparando quindi le coppie omosessuali a quelle eterosessuali) e quella che propone di togliere alle istituzioni religiose il diritto di non assumere personale (per posizioni laiche) sulla base delle loro tendenze sessuali. La presa di posizione del papa tedesco ha causato una ridda di reazioni negative, non solo da parte delle organizzazioni per i diritti degli omosessuali e di gruppi che si battono per l’uguaglianza, ma anche da parte di deputati ed eurodeputati di ogni parte politica.

Sebbene il portavoce del governo non sia voluto intervenire nella questione, dichiarando che Gordon Brown ha rispetto per il pontefice e che ogni commento ulteriore sarebbe poco opportuno, ci ha pensato l’europarlamentare laburista e cattolico Stephen Hughes a ribadire con forza le ragioni della sua parte politica (che tradizionalmente è molto vicina alla Chiesa di Roma, in contrasto con i Tory, che sono legati alla chiesa anglicana). «I leader religiosi dovrebbero combattere le ineguaglianze, non perpetrarle», ha dichiarato l’europarlamentare, aggiungendo che il papa, invece di attaccare la Gran Bretagna, «dovrebbe impegnarsi per applicare in Vaticano la legislazione antidiscriminatoria europea».

L’attacco di Benedetto XVI avviene a pochi mesi dalla sua visita ufficiale in Gran Bretagna, la prima di stato dai tempi dello scisma di Enrico VIII e la seconda in assoluto dopo il viaggio di Giovanni Paolo II nel 1982. Quello che, a prima vista potrebbe sembrare semplicemente un piccolo sgarbo istituzionale (criticare il governo che ti ha appena invitato) è invece probabilmente parte di una visione generale che tende a voler costruire una presenza più forte della chiesa cattolica in Gran Bretagna.

Per quanto la comunità cattolica sia numericamente esigua (appena 5 milioni di persone, meno del 10% della popolazione) la sua presenza è consistente, non solo per la gestione di circa duemila scuole, alcune delle quali tra le più affermate e di migliore qualità del paese, ma anche per la sua attività caritatevole e di assistenza.

Negli ultimi decenni, però, la secolarizzazione della società inglese ha fatto sì che le istituzioni religiose tradizionali siano state soppiantate da analoghe istituzioni laiche e che contestualmente siano cresciute e si siano diffuse forme di religiosità più radicali, come ad esempio i movimenti pentecostali (l’unico movimento religioso che ha visto aumentare notevolmente i propri membri nel corso degli ultimi anni).

Vinta la battaglia del riconoscimento ufficiale e della sua istituzionalizzazione anche in Gran Bretagna, la chiesa cattolica inglese deve ora combattere una battaglia per limitare la penetrazione di questi nuovi gruppi all’interno dei propri fedeli, e per questo anche il papa sta radicalizzando le posizioni: da un lato, contrastando il sacerdozio femminile apre le porte agli anglicani che vivono con disagio questa innovazione, dall’altro, combattendo matrimoni e adozioni gay e attaccando il secolarismo, cerca di parlare e trattenere la parte più tradizionalista dei fedeli cristiani.


SUL TEMA, NEL SITO, SI CFR.:

PACE IN TERRA: LA BUONA NOVELLA E "IL NATALE" ILLUMINATO DALL’ INFINITA E PLURALE GRAZIA DI DIO ("CHARITAS"). L’INNO ALLA "CARITA’" DI SAN PAOLO. Testo (1 Corinzi 13) in italiano, latino, inglese

LA CHIESA DEL SILENZIO E DEL "LATINORUM". Il teologo Ratzinger scrive da papa l’enciclica "Deus caritas est" (2006) e, ancora oggi, nessuno ne sollecita la correzione del titolo. Che lapsus!!! O, meglio, che progetto!!!

The name of God. The theological and philological mistake by Pope Benedict XVI in the headline of his first Encyclical.

EUROPA ED EVANGELO. LA ’CROCE’ (= X) DI CRISTO NON HA NIENTE A CHE FARE CON IL CROCIFISSO DELLA TRADIZIONE COSTANTINIANA E CATTOLICO-ROMANA.

BUONA-NOVELLA: DIO E’ AMORE. "IL VANGELO CHE ABBIAMO RICEVUTO" NON E’ L’EVANGELO!!! DALL’AFRICA, UNA SOLLECITAZIONE A BENEDETTO XVI ("DEUS CARITAS EST", 2006) A RETTIFICARE IL NOME ... SANT’AGOSTINO, DOTTORE DELLA GRAZIA ("CHARIS"): "ECCO DA DOVE COMINCIA L’AMORE" ("ECCE UNDE INCIPIT CHARITAS").

PIRANDELLO E LA BUONA-NOVELLA. DALL’ITALIA, DALLA SICILIA, DA AGRIGENTO, DA BONN, DA ROMA, DA MILANO, DA NAPOLI, DA SAN GIOVANNI IN FIORE, E DA GERUSALEMME: UN "URLO" MAGISTRALE PER BENEDETTO XV ... E BENEDETTO XVI. Basta con la vecchia, zoppa e cieca, famiglia cattolico-romana, camuffata da "sacra famiglia"!!!


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