BUONA-NOVELLA: DIO E’ AMORE. "IL VANGELO CHE ABBIAMO RICEVUTO" NON E’ L’EVANGELO!!! DALL’AFRICA, UNA SOLLECITAZIONE A BENEDETTO XVI ("DEUS CARITAS EST", 2006) A RETTIFICARE IL NOME ...

SANT’AGOSTINO, DOTTORE DELLA GRAZIA ("CHARIS"): "ECCO DA DOVE COMINCIA L’AMORE" ("ECCE UNDE INCIPIT CHARITAS"). UN FILM E UN’EDIZIONE ONLINE DELLE OPERE. Note di Armando Torno e Roberta De Monticelli - a cura di Federico La Sala

(...) dal X al XIII libro delle Confessioni si gettano insieme le fondamenta e gli archi portanti della nostra mente, o se preferite della civiltà e della cultura europea. E cristiana, certo.
lunedì 1 febbraio 2010.
 

GRECIA - Una sede della

GRECIA - Una sede della "Caritas greca".


Agostino santo dell’età globale

di Armando Torno (Corriere della Sera, 28 gennaio 2010)

Agostino di Ippona domenica e lunedì ritornerà sul piccolo schermo in due puntate (il Papa le ha viste in anteprima). Non soltanto: è già con tutti i suoi scritti in rete. La casa editrice Città Nuova, promotrice dell’iniziativa, ha da poco terminato la pubblicazione completa del testo e della traduzione in oltre 70 volumi; ora sono in corso gli indici e le opere attribuite. Ci saranno poi i complementi iconografici e altro che è allo studio. È una mole di oltre 50 mila pagine, che ha coinvolto più di ottanta studiosi. Per farsene un’idea, Agostino è come se avesse scritto 100 volte la Divina Commedia con le necessarie chiose e 300 volte I promessi sposi. In questo oceano di cultura le celebri Confessioni assomigliano a una capocchia di spillo.

Non è esagerato credere che Agostino sia il genio del cristianesimo: nei suoi scritti è passata quasi ogni idea della Chiesa e le sue pagine hanno filtrato il patrimonio antico. È altresì vero che l’immensa opera del santo ha lasciato traccia in Heidegger o Einstein, ha ispirato Lutero e anche molta Riforma cattolica; Voltaire lo compulsava minuziosamente per confutarlo (su una pagina di Agostino nasce la celebre battuta: «Avete letto i Padri della Chiesa? Sì, ma me la pagheranno!») e persino i libertini lo hanno utilizzato quale modello per conoscere meglio il proprio io, come sottolinea il fascinoso saggio di Laurence Tricoche-Rauline, Identité(s) libertine(s) (Honoré Champion, Parigi 2009). I mistici lo hanno venerato, i Papi studiato (in particolare Benedetto XVI), un romanziere quale Julien Green affermava: «Sant’Agostino non delude mai... è sempre in anticipo sui tempi in cui si legge». Karl Jaspers ne I grandi filosofi (Longanesi) lo colloca tra i creatori del pensiero occidentale, insieme a Platone e Kant.

Dunque, Agostino online. Abbiamo incontrato, per meglio focalizzare l’evento, Remo Piccolomini, attuale direttore della Nuova Biblioteca Agostiniana, Franco Monteverde, redattore dei volumi nonché artefice degli indici, e Lorenzo Boccanera, ingegnere elettronico di Tolentino, curatore tecnico del sito. All’indirizzo www.augustinus.it è possibile scegliere oltre l’italiano, l’inglese, il francese, lo spagnolo, il tedesco. Vi sono due motori di ricerca che consentono una navigazione nel testo simile a quella che Google propone con le notizie. Il tutto si va perfezionando e arricchendo di giorno in giorno: partì nel 2000 e nel 2005 si arrivò a 100 mila contatti; per quest’anno se ne prevedono 3 milioni (tra l’altro non si dimentichi che, sino al 1986, le opere di Agostino venivano ancora stampate dall’editrice Città Nuova di Roma in piombo).

Se Lorenzo Boccanera si considera un «amanuense moderno», Franco Monteverde legge e rilegge continuamente l’opera del santo. Ha cominciato a costruire gli indici con i mitici foglietti e gli schedari sul tavolo (come facevano i catalogatori sino a qualche lustro fa) e ora procede con gli strumenti più avanzati. Non ha dubbi: «Agostino sa spiegare le grandi verità della fede anche agli analfabeti. È sempre sorprendente, anche se lo si rilegge più volte. E poi attira e conduce con amore chi lo interroga, quasi prendendolo per mano».

Remo Piccolomini, che ha raccolto la grande eredità di Agostino Trapè - fondatore del progetto editoriale nel 1954 e uno dei grandi studiosi dell’opera del Padre della Chiesa - confida: «Agostino non è un autore qualsiasi. In lui si trova tutto: c’è il giovanotto che conosce un’esistenza brillante e c’è il santo; è un cittadino del mondo e non soltanto un colto, inoltre è moderno perché le sue pagine lo fanno sentire ancora vivo nelle idee. Papini sosteneva che è uno degli uomini che non riescono a morire».

Va anche detto che l’impresa di Città Nuova non ha eguali al mondo. Gli spagnoli hanno tentato qualcosa di analogo, ma l’edizione della Bac (Biblioteca de autores cristianos) manca di sussidi, indici, non prevede l’iconografia e la cura non può certo gareggiare con l’incredibile apparato di note che si trova nell’italiana.

Inoltre l’Agostino online sta offrendo suggerimenti: si può capire qual è l’argomento più cercato e quello che vale la pena approfondire per la sua attualità, si possono organizzare controlli sull’opera che mai furono possibili con la sola memoria umana e si riescono perciò a chiarire non pochi punti dell’immenso lascito. Che è importante per teologia, filosofia, storia e letteratura, senza contare che nemmeno la politica può permettersi il lusso di ignorarlo.


Agostino una vita da romanzo

di Roberta De Monticelli (la Repubblica, 28 gennaio 2010)

Una fiction è una fiction. E può toccare l’uno o l’altro polo dell’invenzione: vi porterà in casa un Agostino del tutto finto ma pieno di azioni ed emozioni, come si conviene a una fiction avvincente, oppure un Agostino soltanto possibile, ma più "verisimile" di un ritratto dal vero, se il possibile poetico, come pensa Aristotele, ha in sé una necessità che le storie vere, accidentali come sono, non hanno quasi mai. Di questa fiction giudicherà lo spettatore.

Noi vogliamo solo indicargli almeno due aspetti che fanno di quest’uomo vissuto più di mille e seicento anni fa un interlocutore contemporaneo per i nostri dubbi - certamente più di molti vescovi che vivono oggi. Perché Agostino, certo, oltre che il massimo padre della Chiesa d’Occidente, fu anche un vescovo, e dotato di un potere ben diverso da quello di un vescovo moderno, in quell’epoca di enormi rivolgimenti geopolitici, di crolli e rifusioni di tutte le strutture del governo materiale e morale delle società umane. Quanto grande fu il filosofo, e - come sempre è il pensiero - lontano da ogni violenza, luminoso nel dubitare e sereno nell’argomentare, contemplativo anche nella passione della ricerca, tanto sconcertante fu il vescovo. Fu un persecutore di "eretici", e fu spietato.

Chi legge le Confessioni ci troverà tutto l’essenziale della vita umana: l’infanzia e l’adolescenza, il livore e l’amore, il lutto, l’amicizia, l’ambizione, l’ebbrezza dell’intelligenza e i tormenti dell’anima, i viaggi, le strade e le città dell’Impero, le élite e il popolo, il conflitto interiore, la scelta radicale, il tempo, la memoria e Dio. Eppure dal punto di vista degli eventi e dell’azione in realtà non succede molto neppure nei libri della ricerca, prima della grande svolta della conversione e della breve primavera di una vita nuova, prima del ritorno nell’Africa natìa e dell’assunzione delle responsabilità ecclesiali.

Ma in quegli ultimi libri, autobiograficamente, possiamo dire, "pacificati", dove quanto a fatti ed eventi non succede più nulla, quanto al pensiero teologico e metafisico succede tutto. Là, dal X al XIII libro delle Confessioni si gettano insieme le fondamenta e gli archi portanti della nostra mente, o se preferite della civiltà e della cultura europea. E cristiana, certo.

Ma sono proprio gli aspetti sorprendenti e incredibilmente ancora tanto ignoti della teologia e della spiritualità agostiniana che vorremmo qui ricordare al lettore, e che troviamo tanto contemporanei ai nostri dubbi. Eccoli.

Il primo aspetto è la sovrana libertà con cui Agostino invita ognuno a leggere e interpretare la Bibbia. "Nutre la mente solo ciò che la rallegra", scrive Agostino. Questa frase si trova nel XIII libro delle Confessioni, il libro dedicato, precisamente, allo Spirito. Oggi, quando alcuni fondamentalisti non solo americani imperversano ancora, contro Darwin e per una curiosa lettura cosmogonica della Bibbia, è bene ricordarlo: il libro XIII, l’ultimo, delle Confessioni di Agostino è un’esegesi della Genesi che applica radicalmente il principio dello spirito che ravviva dove la lettera uccide, che cioè si presenta come un’esegesi "spirituale", e qui possiamo agevolmente sostituire questo termine con "simbolica" o "allegorica". La creazione vi viene interpretata come un’offerta di senso, ovvero come il mondo quale appare all’uomo nuovo, all’uomo rinnovato o "ricreato" - all’uomo "rinato dallo spirito". Ma appunto, la prospettiva che ci interpella è che in questa chiave la creazione viene letta come ri-creazione, come un rinascere dell’anima all’esperienza delle cose e degli uomini: dove ogni cosa appare più vicina alla sua essenza, e si ritrova un senso "trascendente" - cioè che va al di là di quello ovvio, scontato - a ogni azione, a ogni gesto quotidiano.

E le cose proseguono tutte nell’invisibile, oltre il senso logoro delle parole che le dicono. Direbbe un grande poeta contemporaneo, Mario Luzi: il mondo è dato come allo stato nascente, ogni cosa nel «presente pullulante dell’origine continua». Questo libro agostiniano si presenta in effetti come una grandiosa teoria dell’ispirazione. Nell’anima, è l’accensione amorosa in cui si incontrano la potenza della memoria e l’attualità dell’esperienza: l’incontro da cui nasce la parola viva. Il "frutto" dello spirito è allora la fioritura, la proliferazione quasi, di senso e di immagini, la "foresta di simboli" della nostra vita in cui il testo, la Scrittura, si trasforma sotto la penna di Agostino. Dante farà eco a questa teoria dell’ispirazione: Io mi son un, che quando/amore spira, noto, ed a quel modo/ch’ei ditta dentro vo’ significando.

Il secondo aspetto dell’attualità di Agostino riguarda le pagine più famose delle Confessioni: quelle sull’eternità e il tempo. Il tempo nasce col mondo, è solo una sua dimensione, come pensano i fisici oggi. «Non c’è mai stato un tempo in cui non c’era il tempo». Ancora una volta, ci volevano i fondamentalisti americani a fare della poesia dei sette giorni della creazione una sorta di primitiva cosmogonia. Il solido e quadratissimo Tommaso d’Aquino, invece, ben istruito da Agostino, ci avverte che la questione del quanto e del come dello spazio-tempo, quindi se siano finiti o infiniti, e come siano venuti a contenere ciò che contengono, non è certamente di pertinenza della teologia - e del resto la novità della scoperta scientifica, la novità rispetto all’ordinariamente concepibile, è uno degli aspetti del mondo visto come creazione.


Sul tema, in rete, si cfr.:

MONSIGNOR RAVASI, MA NON E’ POSSIBILE FARE CHIAREZZA? SI TRATTA DELLA PAROLA FONDANTE E DISTINTIVA DELLA FEDE CRISTIANA!!! DIO E’ AMORE ("Charitas") O MAMMONA ("Caritas")?! Ha dimenticato l’esortazione di Papa Wojtyla ("Se mi sbalio, mi coriggerete")?!

PER CARITA’!!! Prof. Giovanni Reale, si svegli dal sonno dogmatico!!! L’amore evangelico è "charitas", non "caritas"!!! Alcune note - a cura di Federico La Sala

PROBLEMI DI ESTETICA (E NON SOLO). I VOLTI DELLA GRAZIA.



COMUNICAZIONE AL SITO: WWW.AGUSTINUS.IT, RELATIVA AL TESTO LATINO DELLE OPERE DI SANT’AGOSTINO:

-  Da: Federico La Sala
-  Inviato: lunedì 1 febbraio 2010 18.23
-  A: ’info@augustinus.it’
-  Oggetto: Segnalazione errori su www.augustinus.it


Segnalazione errori: 4689 volte “caritas” ... invece di “charitas”.

Charissimus "AUGUSTINUS" ....

Se poi vorrai darci dei consigli per migliorare la sostanza e la qualità del nostro sito, te ne saremo assai grati....”.

Ecco, alcune note.... Mi auguro che giungano gradite e accolte in spirito di carità:

http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=4661

http://www.lavocedifiore.org/SPIP/article.php3?id_article=4662

M. cordiali saluti e buon-lavoro

Federico La Sala


SANT’AGOSTINO (Cattedrale di Nardò, sec. XV) - 180.3 Kb

SANT’AGOSTINO (Cattedrale di Nardò, sec. XV)


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