IL MONOTEISMO DELLA LEGGE MOSAICA ED EVANGELICA E LA MILLENARIA ’CATTOLICA’ (’UNIVERSALE’) CONFUSIONE TRA "DIO E MAMMONA", PER UN MONOPOLIO LAICO E DEVOTO ...

"ASCOLTA, ISRAELE": IL DIO "UNO" FONTE DELLA LIBERTA’, LA LEGGE DEL "PADRE NOSTRO", E IL DIALOGO. Una nota di Enzo Bianchi - con appunti di commento di Federico La Sala

Lodevole iniziativa quella assunta dalle edizioni il Mulino: far riflettere su «I comandamenti» (...)
sabato 15 maggio 2010.
 

[...] i comandamenti iniziano con una parola che comando non è, ma è svelamento di chi i comandamenti li offre in dono come pegno di un patto di libertà. Anzi, e qui siamo chiamati a risalire ancora più a monte, il racconto biblico del dono della Legge al Sinai non inizia nemmeno con il Nome, ma con l’invito «Ascolta, Israele!»: solo la disposizione al dialogo, il faccia a faccia tra un Io e un tu, dischiude le porte a una legge di vita per ogni «tu» che viene all’esistenza [...]

-  SIGMUND FREUD E LA LEGGE DELL’"UNO", DEL "PADRE NOSTRO". IL ‘LUPO’ HOBBESIANO, L’ ‘AGNELLO’ CATTOLICO, E “L’UOMO MOSE’ E LA RELIGIONE MONOTEISTICA”. Indicazioni per una rilettura

-  UN FALSO FILOLOGICO, ANTROPOLOGICO E TEOLOGICO. DIO e’ AMORE ("CHARITAS") non MAMMONA ("CARITAS"), COME SCRIVE BENEDETTO XVI ("Deus caritas est", 2006).
-  Così "il Dio del denaro" inganna Papa Ratzinger, e Papa Ratzinger inganna gli uomini.... e rende cieco anche Enzo Bianchi

-  MONOTEISMO, CRISTIANESIMO E DEMOCRAZIA


Il Dio Uno fonte della libertà

di Enzo Bianchi (La Stampa, 15/05/2010)

Lodevole iniziativa quella assunta dalle edizioni il Mulino: far riflettere su «I comandamenti», aiutando a discernere se sono semplici «icone del passato» oppure se ad essi ci si può riferire come a «principi validi in ogni luogo e in ogni tempo». Interrogativo non così retorico, in una stagione in cui i principi immutabili non godono di grande fortuna.

Su ciascuna delle undici «parole» - al tradizionale «decalogo» verrà infatti aggiunto il comandamento dell’amore del prossimo - un agile libretto accosta le riflessioni di due autori di formazione culturale e sensibilità diversa, così da offrire approcci complementari a tematiche che conservano ancora oggi tutta la loro attualità. E proprio l’affermazione iniziale del decalogo biblico apre la serie e dà il titolo al primo volume - Io sono il Signore Dio tuo (pp. 162, €15) - affidato alla competenza di Piero Coda e Massimo Cacciari.

L’autorevole presidente dell’Associazione dei teologi italiani percorre un itinerario molto lineare seguendo il dettato biblico e facendone emergere le costanti fondamentali, a partire dalla rivelazione del Nome di Dio, avvenuta nel quadro del «patto» stipulato con il popolo di Israele dopo la liberazione dalla schiavitù in Egitto.

Da subito siamo posti di fronte all’apparente contraddizione di un Dio proprio a un popolo particolare che si manifesta come unico Signore del mondo: «l’universalità di Dio e la sua presenza singolare a quello che diventa il suo popolo si intrecciano in modo inestricabile» nel nome stesso di Dio: «Io sono Colui che io sono» o, in modo più pregnante, «Io sono Colui che è qui con e per voi».

Questa comprensione del Dio Uno come «sorgente della libertà dell’uomo» si sviluppa attraverso gli scritti dell’Antico Testamento - dai libri storici ai profeti - e trova una manifestazione piena in quell’Abba, Padre, che Gesù ha narrato con la sua vita e verso il quale i suoi discepoli possono rivolgersi fiduciosi.

Non a caso Coda dedicherà alcune pagine proprio alle invocazioni del Padre nostro, preghiera che immette il credente «in quella relazione di fede e amore cui è appesa la speranza operosa e perseverante della fraternità e della giustizia tra gli uomini nella cornice del creato».

Dal canto suo anche Cacciari, con il denso argomentare filosofico cui ci ha abituati, sottolinea l’importanza della rivelazione del Nome come priorità indispensabile che precede qualunque comandamento: «prima della Parola sta il Chi la pronuncia, l’Io, il Soggetto che in essa si rivela». È in virtù di quell’«Io Sono» che il decalogo non si riduce a «legge morale in noi»: «se la forza di quell’Io venisse meno ... la Legge divina perderebbe il significato che deve assumere anche per la perfezione del vivere civile».

Capiamo allora perché i comandamenti iniziano con una parola che comando non è, ma è svelamento di chi i comandamenti li offre in dono come pegno di un patto di libertà. Anzi, e qui siamo chiamati a risalire ancora più a monte, il racconto biblico del dono della Legge al Sinai non inizia nemmeno con il Nome, ma con l’invito «Ascolta, Israele!»: solo la disposizione al dialogo, il faccia a faccia tra un Io e un tu, dischiude le porte a una legge di vita per ogni «tu» che viene all’esistenza.


Sul tema, nel sito, si cfr.:

-  SIGMUND FREUD E LA LEGGE DELL’"UNO", DEL "PADRE NOSTRO". IL ‘LUPO’ HOBBESIANO, L’ ‘AGNELLO’ CATTOLICO, E “L’UOMO MOSE’ E LA RELIGIONE MONOTEISTICA”. Indicazioni per una rilettura

-  UN FALSO FILOLOGICO, ANTROPOLOGICO E TEOLOGICO. DIO e’ AMORE ("CHARITAS") non MAMMONA ("CARITAS"), COME SCRIVE BENEDETTO XVI ("Deus caritas est", 2006).
-  Così "il Dio del denaro" inganna Papa Ratzinger, e Papa Ratzinger inganna gli uomini.... e rende cieco anche Enzo Bianchi

-  MONOTEISMO, CRISTIANESIMO E DEMOCRAZIA

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