Gioacchino da Fiore ... e Teilhard de Chardin

IL PATRONO DELLA "RETE" E IL TEORICO DEL "DISEGNO INTELLIGENTE" : Teilhard de Chardin (1881 - 1955). Un ’vecchio’ (1998) articolo di Carlo FORMENTI, e una nota di Annamaria TASSONE BERNARDI.

mercredi 4 octobre 2006.
 

San Teilhard de Chardin

Gesuita, paleontologo e patrono della rete

di Carlo Formenti*

Che io sappia, finora nessuno ha fatto nomi per eleggere un Santo Patrono della Rete. Ma, ammettendo che esistano candidature a me ignote, mi permetto ugualmente d’avanzare la mia proposta : suggerisco che l’onore spetti a Pierre Teilhard de Chardin (1881-1955) gesuita, paleontologo ed autore d’una imponente opera filosofica sul rapporto fra scienza e teologia. Sono sicuro che il suggerimento otterrebbe, per ragioni che spiegherò oltre, l’entusiastica accoglienza degli ambienti "cyberculturali" (soprattutto francesi e americani).

Entusiasmo che, purtroppo, incontrerebbe due ostacoli insormontabili : il primo è che la Chiesa non ha beatificato Teilhard de Chardin, il secondo - ben più serio - è che non ha nessuna intenzione di farlo. Di lui, infatti, ha sempre pensato che, nel tentativo di conciliare teologia cristiana e teoria dell’evoluzione, si sia sbilanciato a favore della seconda al punto da sconfinare nell’eresia. Così al povero Teilhard de Chardin venne proibito di divulgare le proprie idee, tanto che molte opere furono pubblicate postume.

Né, una volta pubblicate, ebbero migliore accoglienza da parte degli scienziati, ma per motivi opposti : Teilhard de Chardin ha infatti coltivato l’imbarazzante talento di evidenziare la latente vocazione "religiosa" della scienza.

Ma che cos’ha scritto di così "scandaloso" il nostro gesuita, che ha tuttora il potere di irritare teologi e scienziati ? E perché sta invece vivendo un grande successo postumo nei circoli più sofisticati della cultura "wired" ? Sarebbe bello poter placare la vostra curiosità con ampie citazioni bibliografiche e abbondanti estratti.

Ma da noi, purtroppo, la "riscoperta" di Teilhard de Chardin non è ancora iniziata, per cui le sue opere, quasi tutte pubblicate molti anni fa dal Saggiatore, sono quasi introvabili. Perciò possiamo offrirvi solo un brano de "L’energia umana", che l’editore Pratiche ha ristampato nel 1997. Per fortuna viene in soccorso la Rete, mettendoci a disposizione un ampio compendio d’un testo fondamentale come "Il fenomeno umano" (si tratta d’una pagina del sito francese "Teilhard de Chardin Study Group" creato dall’Accademia di Caen, in Normandia, che organizza sei incontri annuali sul pensiero del filosofo e mette una parte dei relativi materiali a disposizione del navigatore, oltre a raccogliere contributi da parte di scienziati, filosofi e teologi).

A chi voglia approfondire ulteriormente le idee di questo libro, suggeriamo inoltre un articolo del teologo americano Philip Cunningham, ospitato da CMC Magazine.

Ma cerchiamo a nostra volta di riassumere le tesi che Teilhard de Chardin elaborò in quell’opera. L’idea centrale è che, generando la specie umana, l’evoluzione abbia creato una sorta di "cervello" del pianeta : noi non saremmo altro che un "organo" della Terra la quale, attraverso di noi, sta divenendo un’entità dotata di auto consapevolezza (un’immagine ricorre : con la comparsa della vita cosciente il mondo "estroflette un occhio per guardarsi"). Ma se il processo evolutivo diviene consapevole di sé, esso può anche "scegliere" dove andare. E secondo Teilhard de Chardin, non abbiamo che due alternative : opporci all’unificazione della coscienza planetaria, nel qual caso ci voteremmo all’estinzione, oppure assecondarlo e accelerarlo.

Verso che cosa ? Finora siamo stati "granuli di pensiero", cellule nervose sparse sul corpo del pianeta, ma negli ultimi secoli la "massa pensante" ha furiosamente accelerata la propria crescita, e soprattutto ha generato la Noosfera, termine con cui il filosofo definisce l’insieme di tecnologie, codici e sistemi di comunicazione che ricoprono il mondo come un immenso sistema pensante artificiale (Teilhard de Chardin scriveva mezzo secolo prima di Internet, ma ebbe folgoranti intuizioni sul futuro dei calcolatori, che emettevano allora i primi vagiti).

L’interazione fra Noosfera e massa pensante può trascinarci fino a un punto critico, il Punto Omega, in cui il cervello della Terra non sarà più la sommatoria di tanti piccoli sé, ma un’unica immane "sfera pensante". Visione mistica certo ma, sebbene Teilhard de Chardin dicesse che "Cristo si realizza nell’Evoluzione", palesemente eretica : la salvezza non riguarda gli individui, destinati a "tornare polvere", ma il loro sparire nella trascendenza dell’Impersonale ; la salvezza è "Amore", inteso però come consapevolezza d’essere parti di un unico Spirito in cerca di Sé Stesso.

Un Amore ricco di implicazioni politiche (fine dell’Era delle Nazioni, riassorbite nella Pace universale) ed ecologiche (i figli della Terra pronti a rientrare in grembo alla Madre che essi stessi hanno risvegliata).

Credo non vi siano più dubbi sui motivi della diffidenza che Chiesa e Scienza manifestano nei confronti di questo autore. Anche se va detto che, da quando cibernetica, termodinamica dei sistemi aperti, neuroscienze e altre discipline hanno imboccato la via della complessità, sul secondo fronte il muro di ostilità e silenzio mostra qualche crepa. E, dopo che il premio Nobel Ilya Prigogine ha rivalutato la filosofia evoluzionista di Henri Bergson (non meno "mistica" di quella di Teilhard de Chardin), non pochi hanno creduto di cogliere analogie fra le idee del nostro gesuita e quelle d’un epistemologo "laico" come Edgar Morin.

Troviamo echi di questo dibattito in altri due siti francesi di stile serio e "ufficiale" : quello della "Fondation Teilhard de Chardin", ospitato dal Museo di Storia Naturale di Parigi e suddiviso in tre sezioni : le prime due ospitano materiali su vita e opere del filosofo, la terza informazioni sulle iniziative della Fondazione ; e quello della "Association des Amis de Teilhard de Chardin", che offre gli atti dei convegni annuali organizzati dall’Associazione ed estratti da un suo Bollettino cartaceo. Interessante la pagina dei link : i siti ai quali rinvia sono pochi ma "certificati"

Diversa la ricezione di Teilhard de Chardin in America, dove il filosofo francese viene celebrato dall’ala più snob e "tecnofila" della cultura New Age come un guru. Una breve esplorazione di quest’area può partire da un articolo di Anodea Judith che mette in risalto come il concetto di Terra pensante di Teilhard de Chardin anticipi di decenni la Teoria di Gaia del biofisico James Lovelock (Cfr. "Le nuove età di Gaia", Bollati Boringhieri, Torino 1991). Di più : secondo Judith, le idee di Teilhard de Chardin sono in grado di integrare e assorbire quelle di Lovelock : se il secondo descrive il pianeta come un superorganismo che trascende l’opposizione fra materia inorganica e materia vivente, il primo regala un cervello a Gaia. E i concetti di Noosfera e Punto Omega sono una geniale anticipazione di Internet e dell’integrazione fra sistemi naturali e artificiali in una sorta di Megarete ecologica. L’articolo si trova in "Gaia Mind" ; una specie di "sito-catalogo" di New Age, con sezioni dedicate a meditazione, astrologia e vari tipi di profezie millenariste.

Più sobrio, anche se non privo di bizzarrie, il sito "Provenzano & Sons", raccomandato dai tre siti francesi "ufficiali" citati in precedenza. Si tratta di pagine curate da Joe e Dan Provenzano, padre e figlio ed entrambi ricercatori in fisica, i quali, partendo da Teilhard de Chardin, elaborano una concezione che definiscono "Filosofia dell’Energia Cosciente", con l’intento di "proiettarsi" al di là dell’insensata contrapposizione fra materialismo e spiritualismo.

Infine segnalo una pagina che, pur non essendo americana (è inserita nel magazine olandese Mediamatic), è ugualmente preziosa per capire come la cultura di cui stiamo parlando stia colonizzando l’immaginario d’Oltreoceano anche grazie ad Hollywood : mi riferisco al lungo e interessante articolo di Paul Groot che si occupa dell’influenza di Teilhard de Chardin e di altri autori sulle visioni "tecnognostiche" che alcuni registi americani diffondono attraverso i loro kolossal fantascientifici.

San Teilhard de Chardin - 25.4 ko

San Teilhard de Chardin

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http://erewhon.ticonuno.it/arch/rivi/campus/teilhard/cock.htm ________________________________________________________________________________________________________________________

POLEMICA Così Teilhard intuì il « disegno intelligente »

Nel dibattito recente sull’evoluzionismo si dimentica il gesuita scienziato, che cercò per primo di unire la scienza e la fede

di Annamaria Tassone Bernardi (Avvenire, 04.10.2006)*

Il grande tema dell’evoluzione porta finalmente sotto gli occhi di tutti il dibattito dei rapporti tra fede e ragione, e di conseguenza tra scienza e teologia. Ma è stupefacente che non si sia accennato all’apporto di un grande studioso cattolico del Novecento che dedicò un’intera vita, di scienziato di fama e di sacerdote, a riflettere sul fenomeno fin dagli anni ’20-’30.

Per primo Pierre Teilhard de Chardin si rese conto di come le ricadute della scoperta del carattere evolutivo della vita fossero destinate a farsi sentire in modo particolare in campo teologico e spirituale, perché le sue due anime di religioso e di scienziato dovettero perseguire, innanzi tutto nel suo intimo, con una ricerca sofferta, una conciliazione.

Potremmo dire che egli fu il vero pioniere della medesima ricerca che ora sta appassionando e incalzando scienziati e uomini di fede. Basandosi sulle sue scoperte paleontologiche e sui dati delle scienze fisiche e biologiche del suo tempo, ebbe grandi, sorprendenti intuizioni che oggi, alla luce dei progressi compiuti da tali scienze, non vengono certo smentite ma assorbite e portate avanti, com’è giusto che sia in un’ottica evolutiva.

Gli studi in tal senso proseguono non solo in Francia, che gli ha dato i natali, ma in vari Paesi europei (tra cui l’Italia con notevole impegno), americani, asiatici. In occasione del 50° della morte celebrato nel 2005 sono stati indetti molti convegni ad alto livello. Ricordiamo tra tutti il Convegno Internazionale all’Università Gregoriana, aperto dal cardinal Paul Poupard, e il Convegno di New York dell’aprile 2005 iniziatosi con una seduta all’Onu. In queste occasioni vi sono state relazioni di studiosi che si sono ampiamente formati sul pensiero di Teilhard de Chardin, ne hanno assunto le premesse e lo fanno evolvere.

Con semplicità ma con senso di giustizia, mi pare di dover dire : diamo onestamente spazio e riconoscimento a un pensatore così profondo, un pensatore alla Pascal (assieme al quale costituisce il vanto della città di Clermont-Ferrand in cui entrambi nacquero), un pensatore cioè « completo », che in un’epoca di gerghi specializzati fa risuonare nei suoi scritti una vera polifonia. Per una mente atta a concepire una visione complessiva del mondo, com’è stata quella di Teilhard, sarebbe stato impossibile non tentare di far convergere i fili della scienza, della filosofia, della spiritualità. Il ché è esattamente ciò che oggi, pur con rispetto della distinzione dei percorsi, si cerca di fare.

E che si attuerà, poco per volta, ma inesorabilmente, così come Teilhard preconizzava in una pagina autobiografica scritta un mese prima di morire, nel marzo 1955 : « Dappertutto sulla Terra, in questo momento, in seno alla nuova atmosfera creata dalla comparsa dell’idea di evoluzione, fluttuano, in un estremo stato di reciproca percezione, l’amore di Dio e la fede nel Mondo : le due componenti essenziali dell’Ultraumano. Le due componenti sono dovunque "nell’aria", ma in genere non abbastanza forti per combinarsi l’una con l’altra, in un medesimo individuo. In me, per puro caso (temperamento, educazione, ambiente...), trovandosi in proporzioni favorevoli, la fusione si è operata esplosivamente, ancora troppo debole per propagarsi in modo esplosivo, eppure sufficiente per dimostrare che la reazione è possibile e che, un giorno o l’altro, la catena si stabilirà ».

* presidente dell’Associazione Italiana Teilhard de Chardin


Teilhard de Chardin (1881 - 1955) *

Pierre Teilhard de Chardin nacque il 1° maggio del 1881 ad Orcines, Francia, in seno ad una famiglia numerosa (undici figli) e profondamente cristiana. Sua madre gli trasmise la pietà, e suo padre l’inclinazione verso le scienze naturali.

Dopo gli studi filosofici nella Compagnia di Gesù, insegnò fisica e chimica nel collegio gesuita del Cairo. La sua inclinazione verso la paleontologia ricevette approvazione ufficiale quando i Superiori lo spinsero ad ottenere il dottorato di ricerca (1914) a Parigi. Durante la Prima Guerra Mondiale fu mobilizzato in qualità di capo-barelliere. Tra una battaglia e l’altra compose Scritti in tempo di guerra, una riflessione profonda sul dolore fisico e spirituale delle persone e dell’umanità, che suscitò in lui una compassione cosmica. Nel 1923 iniziò le sue esplorazioni geologiche in Cina e nel resto dell’Asia, esplorazioni che configurarono il pensiero a cui Teilhard dette espressione in uno dei suoi libri più famosi : L’ambiente divino. Trovandosi in Cina durante la Seconda Guerra Mondiale (1939-1945) scrisse Il Fenomeno Umano che non poté pubblicare perché le autorità ecclesiastiche pensavano che contraddicesse l’interpretazione ortodossa del peccato originale e la gratuità della vita soprannaturale. In mezzo a queste difficoltà, i Superiori gli chiesero di abbandonare Parigi dove ricopriva alte cariche accademiche, una decisione che Teilhard accettò con profondo spirito di obbedienza. Stabilitosi a New York, dove visse il resto della sua vita, estese la sua indagine in Africa dove studiò il fossile Austrolopithecus.

Riconosciuto uomo di scienza (geologia e paleontologia), pensatore originale sintetizzò l’evoluzione (cosmica ed umana) e gesuita di profonda spiritualità (attiva e mistica nello stesso tempo), Teilhard de Chardin fu oggetto di viva controversia. Nel 1958 il Padre Generale Janssens dovette comunicare alla Compagnia di Gesù che un decreto del Sant’Uffizio imponeva alle congregazioni religiose di ritirare le opere di Theilard dalle biblioteche. Rivalutato dopo la sua morte, le sue opere sono state tradotte in moltissime lingue, ed il suo pensiero ha aiutato molti ad incontrare la fede cristiana.

Charles d’Almaghanc

* www.gesuiti.it


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