COSMOLOGIA E ANTROPOLOGIA. AL DI LA’ DI NEWTON, CON KANT - E ARTHUR S. EDDINGTON ...

ALBERT EINSTEIN, LA MENTE ACCOGLIENTE. L’universo a cavallo di un raggio di luce (non di un manico di scopa!). Una nota - di Federico La Sala

Interrogato da Sir Karl Raimund Popper che lo ha fermato un momento e gli ha chiesto: ma, scusa, che stai facendo, mi sembri Einstein-Parmenide; egli, sempre un po’ con la testa tra le nuvole, sorrise (...)
mercoledì 11 novembre 2015.
 

PER EINSTEIN

di Federico La Sala

[...] Per l’Occidente tutto e non solo, il tempo - concepito come una linea che proiettata all’infinito s’incurva e diventa cerchio - avvolge, tenendolo fermo, lo spazio-sfera. È, simbolicamente, ii serpente che mangia se stesso - avvolto attorno alla sfera. Da Parmenide a Nietzsche (con la dovuta differenza), è sempre un identico mondo. Compreso Einstein.

Questo eccezionale "fanciullo" ci ha portato molto, molto innanzi, ma poi distrattosi si è fermato affascinato a giocare in tondo con la luce e si è dimenticato dell’altro ancora che c’era tutto intorno e fuori. Interrogato da Sir Karl Raimund Popper che lo ha fermato un momento e gli ha chiesto: ma, scusa, che stai facendo, mi sembri Einstein-Parmenide; egli, sempre un po’ con la testa tra le nuvole, sorrise, e, rimase alquanto sopra pensiero - la testa gli girava ancora per la corsa sul suo curvo rotondo-infinito-finito...

Einstein, però, sapeva ben altro. Bastava un pizzico di pazienza in più da parte di Popper... ma questi aveva fretta, doveva andare via a continuare il suo lavoro di falsificazione delle parmenidee dei “saggissimi” e non ascoltò la risposta di Einstein. Ancora confusa, ma la più grande: Dio non gioca a dadi...

Invero, egli non ha mai giocato con Parmenide ed Eraclito, al tavolo buio del “caso” e della “Necessità” 8.

Anzi, si può dire, a cavallo del raggio di luce (non a cavallo del manico di scopa!) ha capito, amato e aspettato i suoi compagni che si attardavano. Forse proprio per questo Einstein aveva uno Spinoza nel cuore. Popper l’ha visto e ha pensato che vi fosse un solo spino: è stato frettoloso, ha visto solo quello della necessità e non - il più importante - quello della libertà 9 [...].

-  [Note]:

-  8. J. Monod, Il caso e la necessità, Milano, Mondadori, 1970.
-  9. K. Popper, Poscritto aIIa logica della scoperta scientifica, II, Milano, Il Saggiatore, 1984, pp. 97 e ss. In questa direzione interpretativa, cfr. Y. Elkana, Antropologia della conoscenza, Bari, Laterza, 1989, pp. 104 e ss., in particolare. In tale opera, egli prospetta - ”per imprimere alla scienza una direzione nuova” - una concezione epistemologica non più ispirata al modello tragico del dramma greco, ove le cose avvengono secondo necessità, ma al modello del teatro epico, in cui - come da una riflessione di Walter Benjamin, a riguardo - tutto “può andare a finire così, ma può anche andare a finire in tutt’altro modo” (pp. 172-173).

[...]"Einstein era una-roccia, ma non restò di sasso. Fattosi coraggio, fece un passo avanti e saltò a cavallo di un raggio di luce. Era ora. Quante pietre avevano bloccato la strada e indurito i cuori... (p. 200).


SUL TEMA, NEL SITO, SI CFR.:

-  DA "LA MENTE ACCOGLIENTE": CON KANT E FREUD, OLTRE. Un nuovo paradigma antropologico: la decisiva indicazione di ELVIO FACHINELLI

-   CREATIVITA’: KANT E LA CRITICA DELLA SOCIETA’ DELL’UOMO A "UNA" DIMENSIONE. Da Emilio Garroni, una sollecitazione a svegliarsi dal sonno dogmatico.


A KANT, IL RICONOSCIMENTO DI ARTHUR S. EDDINGTON

CONTRARIAMENTE A QUANTO ’PONTIFICAVA’ DEWEY NEL 1929 E HEIDEGGER NEL 1933, COSI’ SCRIVEVA, NEL 1939, ARTHUR S. EDDINGTON, L’ASTRONOMO E IL FISICO RELATIVISTA, CHE "NEL 1919 ORGANIZZO’ LE DUE FAMOSE SPEDIZIONI DI RILEVAMENTO DELL’ECLISSE SOLARE CHE FORNIRONO LA PRIMA CONFERMA SPERIMENTALE DELLA FORMULA DELLA RELATIVITA’ DI EINSTEIN PER LA DEVIAZIONE DELLA LUCE IN CAMPO GRAVITAZIONALE":

"Non è consigliabile, penso, tentare di descrivere una filosofia fondata sulla scienza con le etichette dei sistemi filosofici più vecchi. Accettare una tale etichetta, farebbe sì che lo scienziato prendesse parte a controversie per cui non ha alcun interesse, anche se non le condanna come completamente senza significato. Ma se fosse necessario scegliere una guida tra i filosofi del passato, non ci sarebbe nessun dubbio che la nostra scelta cadrebbe su Kant. Non accettiamo l’etichetta kantiana, ma, come riconoscimento, è giusto dire che Kant anticipò in notevole misura le idee a cui siamo ora spinti dagli sviluppi moderni della fisica"

Cfr. Arthur S. Eddington, Filosofia della fisica, Prefazione di Maurizio Mamiani, Bari, Laterza, 1984, p. VII, e pp. X-XI.


-   EINSTEIN E 60 NANOSECONDI. "Alla velocità del neutrino". Una nota di Piergiorgio Odifreddi, sui clamorosi risultati di uno studio del Cern e dell’Infn guidato dal fisico italiano Antonio Ereditato
-  Sgombriamo subito il campo da un’interpretazione sensazionalistica, che è circolata ad arte insieme alla notizia dell’esperimento. La relatività di Einstein non prevede affatto che la velocità della luce non possa essere superata! Lo si dice continuamente, ma questo non significa che sia vero (...)


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