MEDICINA E ILLUMINISMO KANTIANO. L’OMEOPATIA E IL CORAGGIO DI SERVIRSI DELLA PROPRIA INTELLIGENZA ("SAPERE AUDE!": KANT, 1784). "ORGANON DELL’ARTE DEL GUARIRE": "AUDE SAPERE" (HAHNEMANN, 1819).

C. F. SAMUEL HAHNEMANN: CRITICA DELLA RAGIONE MEDICA. LINEE-GUIDA PER DIVENTARE MEDICI RESPONSABILI (SENZA VIRGOLETTE). Alcune sue pagine (del 1825) tutte da rimeditare - a c. di Federico La Sala

La migliore occasione per esercitare e perfezionare la nostra capacità di osservazione è fornita dall’istituire esperimenti con farmaci su noi stessi.
mercoledì 28 maggio 2014.
 


L’OSSERVATORE MEDICO (frammento)

di C.F. Samuel Hahnemann *

Per essere in grado di osservare bene, il medico deve possedere, cosa che in genere non si riscontra nemmeno in grado modesto, la capacità e l’abitudine di annotare scrupolosamente e correttamente i fenomeni che si verificano nelle malattie naturali e quelli che avvengono negli stati morbosi evocati artificialmente dai farmaci, quando essi vengano sperimentati sul corpo sano e l’abilità di descriverli con le espressioni più appropriate e naturali.

Per arrivare a percepire con esattezza quanto deve essere osservato nei pazienti, dobbiamo dirigere ogni nostro pensiero sull’argomento in questione, uscire da noi stessi e, per così dire, aderire con tutto il nostro potere di concentrazione ad esso, cosicché niente di quanto si verifica, che abbia a che fare con il soggetto e che sia rilevabile dai sensi, possa sfuggirci.

Bisogna per un po’ sospendere voli pindarici, idee fantasiose e congetture, come anche è necessario abolire ogni ragionamento artificioso, le interpretazioni forzate e la tendenza a voler spiegare tutto. Il dovere di chi osserva è unicamente quello di annotare i fenomeni ed il loro andamento, la sua attenzione deve essere all’erta, niente di ciò che avviene deve sfuggire alla sua osservazione, anzi egli deve comprendere ciò che osserva esattamente com’è.

La capacità di osservare non è affatto una facoltà innata; deve essere acquisita principalmente con la pratica attraverso l’affinamento e la fine regolazione della percezione dei sensi e cioè, esercitando una critica severa delle impressioni rapide che ci vengono dagli organi esterni e, allo stesso tempo, è doveroso mantenere tranquilla sobrietà e fermezza di giudizio, unitamente ad un costante dubbio circa il nostro potere di comprensione.

L’importanza del compito deve orientare le energie del nostro corpo e della nostra mente verso l’osservazione; una grande pazienza, sostenuta dal potere della volontà, ci deve sostenere in questa direzione fino a che l’osservazione non sia completata.

Per educarci ad acquisire questa facoltà, è utile familiarizzarsi con i migliori scritti dei Greci e dei Latini, da cui ricevere un orientamento del pensiero e del sentire, come anche proprietà e semplicità nell’espressione delle proprie sensazioni; l’arte di ritrarre la natura è anch’essa utile perché esercita ed affina il nostro sguardo e gli altri sensi, perché insegna a formarsi una vera concezione degli oggetti e a rappresentare ciò che osserviamo in modo vero e puro, senza aggiunta di fantasia. La conoscenza della matematica, inoltre, ci offre il necessario rigore nella formazione del giudizio.

Così attrezzato l’osservatore medico non può mancare di portare a compimento il suo scopo, specialmente se ha costantemente davanti agli occhi l’elevata dignità della sua missione - in quanto rappresentante del Padre misericordioso e Protettore per dare aiuto alle Sue umane creature, attraverso il risanamento del loro organismo devastato dalla malattia.

Le sensazioni che così largamente differiscono tra loro e le innumerevoli varietà delle sofferenze dei diversi tipi di pazienti, sono molto lontane dall’essere state descritte secondo la loro divergenza e varietà, secondo la loro peculiarità, la complessità dei dolori costituita dai vari tipi di sensazioni, la loro intensità, la loro forma; così lontana è stata la descrizione dall’esser accurata e completa, che noi troviamo tutte queste infinite varietà di sofferenze affastellate insieme sotto pochi, scarni, insignificanti termini generali come sudorazione, calore, febbre, mal di testa, mal di gola, crampi, asma, tosse, malattia di petto, fitta nel fianco, mal di pancia, dispepsia, mal di schiena, coxalgia, crisi emorroidaria, disordini urinari, dolori agli arti (definiti secondo la fantasia gottosi o reumatici), malattie della pelle, spasmi, convulsioni eccetera.

Con simili superficiali espressioni, l’innumerevole varietà delle sofferenze del paziente è stata annullate nelle cosiddette osservazioni, in modo tale che - ad eccezione di qualche sintomo grave, straordinario, in questo o quel caso di malattia - quasi ogni affezione che si pretende descritta, assomiglia alle altre come i punti sulla faccia di un dado o come si rassomigliano l’un l’altro, per piattezza e mancanza di carattere, i vari dipinti di un imbrattatele.

La principale delle vocazioni umane, mi riferisco all’osservazione del malato e delle infinite varietà degli stati alterati della salute, è stata perseguita in tal modo, superficiale e trascurato da coloro che dispregiano il genere umano, perché in questo modo non si pone il problema di distinguere le peculiarità degli stati morbosi, né quello di scegliere l’unico rimedio appropriato alla specifica circostanza del caso.

Il medico coscienzioso che con serietà si applica ad afferrare la malattia da curare nella sua peculiarità per essere capace di opporle il giusto rimedio, procederà molto più attentamente nel suo lavoro per discernere ciò che deve essere osservato; il linguaggio non avrà mai parole adatte a descrivere l’innumerevole varietà dei sintomi di uno stato morboso; nessuna sensazione, per quanto peculiare sia, potrà sfuggirgli, dato che ha avuto l’opportunità di riconoscerla nelle sue sensazioni evocate dal farmaco sperimentato su se stesso; egli si sforzerà di esprimere a parole un’idea di questo con l’espressione più appropriata, per essere capace, nella sua pratica, di confrontare l’accurato ritratto del quadro morboso con il farmaco ad azione simile, con il quale, soltanto, come egli sa, può essere effettuata la cura.

E’ così in verità che soltanto l’osservatore scrupoloso può giungere a curare veramente le malattie.

Egli sa che l’osservazione, in campo medico deve essere condotta con spirito sincero e devoto, come al cospetto di Dio che tutto vede. Giudice dei nostri pensieri segreti e che la registrazione deve essere effettuata con una coscienza retta così da poter essere comunicata al mondo, nella consapevolezza che nessun bene terreno è più degno del nostro zelo nell’applicarsi a preservare la vita e la salute dei nostri propri simili.

La migliore occasione per esercitare e perfezionare la nostra capacità di osservazione è fornita dall’istituire esperimenti con farmaci su noi stessi.

Evitando ogni altra influenza medicinale e impressioni mentali disturbanti in questa importante operazione, lo sperimentatore, dopo aver assunto il farmaco, deve tendere tutta la sua attenzione verso ogni alterazione della sua salute che si verifica su di lui e dentro di lui, per osservarle e correttamente registrarle, con sentimenti sempre vigili ed i propri sensi sempre in allerta.

Perseverando in questa accurata indagine su tutti i cambiamenti che avvengono dentro e su di lui, lo sperimentatore raggiunge la capacità di osservare ogni sensazione, per quanto complesse siano, che egli sperimenta dal farmaco che sta provando; tutto, persino le più sottili ombre di alterazioni della sua salute; egli deve registrare le distinte variazioni di esse in espressioni adatte ed adeguate.

Solo a questo punto è possibile per il principiante compiere osservazioni pure, corrette e ininfluenzate, in quanto egli sa che non ingannerà se stesso, che non c’è nessuno che può raccontare nulla di falso ed è egli stesso che sente, vede e rileva ciò che accade dentro e su di lui. Così egli acquisirà la possibilità di essere in grado di compiere accurate osservazione sugli altri.

Per mezzo di queste pure ed accurate indagini, si diviene consapevoli del fatto che la sintomatologia nel sistema medico ordinario è descritta in modo molto superficiale e che la natura è solita alterare l’uomo nel suo stato di salute ed in tutte le sue sensazioni e funzioni (con le malattie o con i farmaci) secondo modalità infinitamente varie e dissimili, cosicché una singola parola o un’espressione generale sono totalmente inadeguate a descrivere le sensazioni morbose e i sintomi, spesso di carattere molto complesso, se vogliamo ritrarre realmente, veramente e perfettamente le alterazioni della salute che incontriamo.

Nessun ritrattista è mai stato così negligente da trascurare le spiccate peculiarità nelle fattezze di una persona di cui desideri effettuare un ritratto o da considerare sufficiente fare un paio di cerchi rotondi sotto la fronte a guisa di occhi, tracciare tra di loro una linea diretta dall’alto verso il basso, sempre nello stesso modo, a guisa di naso e, sotto, mettere una fessura di traverso alla faccia che dovrebbe stare per la bocca di questa persona o di qualsiasi altra: nessun ritrattista, lo affermo, è pervenuto a delineare il viso umano in un modo così rozzo e trascurato; nessun naturalista ha mai lavorato in questo modo nel descrivere le creazioni della natura, in tal modo mai hanno agito zoologi, botanici o geologi.

Soltanto la semiologia della medicina convenzionale è arrivata a lavorare in questo modo nel descrivere i fenomeni morbosi.

* S. Hahnemann, L’osservatore medico (frammento),
-  in: Sergio Segantini - Maria A. Marchitiello, La medicina dell’esperienza ed altri scritti minori di Samuel Hahnemann, Traduzione di Maria A. Marchitiello, Editorium, Milano, 1993, pp. 223-230.


IPOTESI PER UN APPROFONDIMENTO. NOTA

-  HAHNEMANN E LA RIVOLUZIONE COPERNICANA IN MEDICINA.
-  "ORGANON DELL’ARTE DEL GUARIRE" - "AUDE SAPERE" (HAHNEMANN, 1819)

Per una generale collocazione delle preziose indicazioni del "frammento" di Hahnemann (in particolare dell’"uscire da noi stessi", della capacità di osservare se stessi e gli altri senza ingannarsi - a partire dall’as-saggiare (sàpere), dagli "esperimenti con farmaci su noi stessi" - "come al cospetto di Dio", e del medico come "rappresentante del Padre misericordioso", ecc.) all’interno dell’orizzonte filosofico dell’illuminismo di Kant, nel sito, si cfr:

-  LA SCUOLA, IL WEB, E LA LEZIONE DI KANT. "SAPERE AUDE!": IL CORAGGIO DI SERVIRSI DELLA PROPRIA INTELLIGENZA E L’USCITA DALLO STATO DI MINORITA’ .....
-  IL MONDO COME SCUOLA, LA FACOLTA’ DI GIUDIZIO, LA CREATIVITA’, I NATIVI DIGITALI, E L’ATTIVISMO CIECO NELLA CAVERNA DI IERI E DI OGGI. Materiali per riflettere

Federico La Sala


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