USCIRE DALLA PREISTORIA. In principio era il Logos ("Deus charitas") - non il "Logo" ("Deus caritas est": Benedetto XVI, 2006) dell’Imperatore cattolico-romano!!!

IL GRANDE PERICOLO E’ IL MONOTEISMO. RAIMON PANIKKAR DENUNCIA LA DIMENSIONE PREISTORICA DEL DISCORSO SULLA "VERITA’ ASSOLUTA" E SUL "DIO" DELLE GERARCHIE DELLE RELIGIONI RIVELATE - a partire dalla gerarchia della chiesa cattolico-romana. Una segnalazione di don Aldo Antonelli - a cura di Federico La Sala

giovedì 11 ottobre 2007.
 

KANT: USCIRE DAL MONDO, E NON RICADERE NELL’ILLUSIONE DI "DIO", CONCEPITO COME L’“UOMO SUPREMO”! La “Prefazione” della “Storia universale della natura e teoria del cielo”.


-  IL tempo del perdono e la logica del nemico

-  di Raimon Panikkar *

[...] E’ necessario rilevare che gli scontri di civiltà, storicamente, hanno a che fare con il proble­ma della verità e del suo possesso esclusivo. Non si può negare, infatti, che in nome della verità si siano fatti crimini spaventosi e trovate giustifica­zioni orribili. Noi non siamo i padroni della Verità. Citando San Tommaso: «chi ha trovato la Verità è posseduto dalla verità, non ne è il padrone». La verità ci possiede. La verità è relazione, è sempre un essere con l’altro, altri­menti non è verità. La verità assoluta è una contraddizione, proprio perché la verità è relazione.

Il grande pericolo, e qui non vorrei scandalizzare nessuno, è il monotei­smo. Il monoteismo pensa che Dio è la Verità, perché il monoteismo pensa un Dio isolato, un Dio solo. Non è così in tutti i monoteismi, la questione è molto complessa, ma vi è questo co­stante pericolo: benché io non possie­da la Verità, c’è un Dio che la possiede e questo Dio ce l’ha rivelata. Non mi convince il monoteismo. Penso che il monoteismo non sia cristiano, perché il cristianesimo crede nella Trinità.

Ma anche per la mistica dell’Islam ci sono tre realtà: l’amore, l’amante e l’a­mato. Per la Cabala sono tre le cose in-create da Dio: la Torà, la Legge e il po­polo. La Trinità è molto più estesa, an­che nelle religioni cosiddette mono­teiste, di quanto non si creda. Pur rico­noscendo che in nome della verità as­soluta si sono fatti tantissimi crimini, dico questo: quella non è la verità.

Una verità che io immagino come assoluta, togliendole quindi ogni rela­zione - che è l’essenza della verità - per definizione non è verità, nemme­no quella che viene presentata come divina. Quindi smascherare questa piaga dell’umanità è un progresso, che è necessario operare in questo mo­mento storico. Dove il contrario non è l’indifferenza, non è affermare che la verità non esiste. La verità esiste, ma è relativa: a noi, ad una mente, a qual­siasi cosa..

A questo proposito devo dire subito ai puritani, non per consolarli ma per chiarificare, che la relatività che io di­fendo e di cui sono convinto, non è il relativismo, dove tutto è uguale. La relatività non è relativismo: la verità è re­lativa. Ma per superare il relativismo non si deve cadere nell’assolutismo. Il rimedio sarebbe peggio della malattia. Il relativismo non va bene, ma la rela­tività implica di non perdere la misura umana. Non si progetta su un punto omega infinito.

E’ la nostra vita quella che conta e la mia verità (per essere sincero direi la mia convinzione, e sono convinto pienamente di tutto quello che dico) non la assolutizzo perché può esserci un punto di vista diverso e un’angolatura differente. Quindi, pur riconoscendo che, in nome della ve­rità, si sono commessi grandi crimini, io ancora difendo l’idea della verità co­me relazionalità e non come assoluti­smo. L’uomo isolato, solo - e la solitu­dine dell’uomo contemporaneo è una malattia dell’anima - non regge, non può respirare, non esiste. Ha bisogno dell’altro, l’altro come portatore di un messaggio. Come dice la tradizione musulmana: «lo sconosciuto può es­sere un angelo».

Dobbiamo aiutarci reciprocamente e essere consapevoli, proprio nel con­fronto tra culture e spiritualità diverse, che la verità non è possesso personale, io non sono l’unico essere buono di questo mondo, l’unico che capisce co­s’è la verità. Abbiamo necessità di comprendere che la verità, forse, «quando cade dal cielo, sulla terra si rompe in cento pezzi, un pezzetto a di­sposizione di ciascuno».

*

Su Repubblica di oggi [09.10.2007, p. 23], anzi di ieri, visto che è già passata la mezzanotte, viene pubblicato un intervento di Raimond Panikkar, di cui, se vi ricordate, già altre volte ho avuto modo di proprovi qualche riflessione.

Vi propongo solo quella parte in cui si osa, in maniera alta e magistrale, porre il punto interrogativo sul tema della "Verità Assoluta" e del "monotesimo".

Buona lettura

Aldo [don Antonelli]


Sul tema, nel sito, si cfr.:

-  "Deus caritas est": la verità recintata!!!

-  L’ILLUMINISMO, OGGI. LIBERARE IL CIELO. Cristianesimo, democrazia e necessità di "una seconda rivoluzione copernicana"

RATZINGER ’A SCUOLA’ DEL VISIONARIO SWEDENBORG. Una nota di Leonard Boff e una di Immanuel Kant

IL CIELO NON E’ VUOTO, MA NEMMENO E’ OCCUPATO DALL’IMPERATORE COSTANTINO E DAL SUO ESERCITO!!!

-  Il cattolicesimo-romano e i suoi scheletri nell’armadio.

-  La Fenomenologia dello Spirito ... dei "Due Soli". Ipotesi di rilettura della "Divina Commedia".

-  Il disegno "intelligente" degli scienziati "cattolici" e la loro vecchia e "diabolica" alleanza.

-   L’ARCHIVIO DEGLI ERRORI: L’ "IO SONO" DI KANT E L’ "IO SONO" DELL’"UOMO SUPREMO" DEI "VISONARI" DELLA TEOLOGIA POLITICA ATEA E DEVOTA.


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