AMORE E’ PIU’ FORTE DI MORTE. La lezione di Parmenide (Aristotele, Nietzsche, Russell, Freud) e del "Cantico dei cantici" e la crisi delle scienze dell’Europa e dell’Italia....

L’APOLOGIA DEL MENTITORE ISTITUZIONALIZZATO E LA FILOSOFIA ITALIANA. Nella scia di Constant, Kant, Hobbes e Mendiola. Una nota di Armando Torno su "una questione oziosa e irrisolta" - a cura di Federico La Sala

martedì 22 luglio 2008.
 



-  Ritorna l’affascinante polemica sulla falsità tra
-  Constant e Kant. E un’opera dimenticata di Hobbes

Non possiamo vivere senza menzogna

-  Ignacio Mendiola: la bugia è un rifugio.
-  Ci protegge dal mondo

di Armando Torno (Corriere della Sera, 21.07.2008)

Nel 1797 il trentenne Benjamin Constant scrive un trattatello dal titolo Delle reazioni politiche. Viene subito tradotto e ripartito in vari fascicoli da una rivista tedesca. Tra i molti nervi scoperti che l’amico di Madame de Staël si procura il piacere di toccare c’è il tema della menzogna. Da uomo del suo tempo, disilluso quanto brillante, Constant ricorda che i princìpi universali, qualora si dovessero utilizzare per le concretezze della vita, dovrebbero fondarsi su qualcosa di intermedio, insomma su un riferimento capace di concatenarli con la realtà. E, tra le molte frasi, ce n’è una che non poteva passare inosservata: «Dire la verità è un dovere, ma solo nei confronti di chi ha diritto alla verità».

Apparentemente sembra una teoria come molte altre di quel periodo ma, mettendo a punto la cosa, Constant non riesce a trattenersi dal criticare Immanuel Kant e, in particolare, alcune sue riflessioni. Tra le quali c’era la seguente: «Persino di fronte a degli assassini che vi chiedessero se il vostro amico, che loro stanno inseguendo, si sia rifugiato in casa vostra, la menzogna sarebbe un crimine ». Era noto - e lo è ancora ai nostri giorni - che per il sommo pensatore bisogna dire la verità in ogni situazione. Sempre e comunque.

La replica non si fa attendere. Kant risponde, ribattendo punto per punto (come fece Origene contro il pagano Celso), con uno scritto dal titolo Su un presunto diritto di mentire per amore dell’umanità. Per dirla in breve, il tedesco non si muove di un millimetro. Tra le sue parole vale la pena ricordare: «Chi dunque mente, per quanto buone siano le sue intenzioni, ha l’obbligo di assumersi le responsabilità delle conseguenze che ne derivano»; e ancora: «È pertanto un sacro precetto della ragione - precetto che si impone incondizionatamente ed è irriducibile a ogni ordine di convenienza - essere veritieri (onesti) in ogni dichiarazione». Ora, chi volesse conoscere quella polemica e prendere atto dei testi, trova in un delizioso libretto, firmato Kant-Constant e dal titolo Il diritto di mentire, quanto desidera. La curatrice, Sabrina Mori Carmignani, merita una menzione per il saggio introduttivo e la confezione del piccolo volume edito da Passigli.

Pagine che sollevano una questione irrisolta da millenni: già Agostino aveva scritto il De mendacio, dove distingueva e catalogava le bugie, mentre sette secoli prima di lui Eubulide di Mileto (ripreso da Aristotele) elaborò il «Sofisma del mentitore». Che, nella prima formulazione, suonava così: «Se menti dicendo di mentire, nello stesso tempo menti e dici la verità ». Lo hanno ripreso i logici del Novecento.

L’argomento sarebbe una questione oziosa e irrisolta della filosofia se non fosse tornato di grande attualità. O meglio, per dirla con i francesi, «è nel vento». Prova ne è la traduzione italiana, uscita da Tropea, di un brillante saggio di Ignacio Mendiola, Elogio della menzogna. In esso si afferma una verità incontestabile: sulla menzogna sono state dette molte bugie. Gli esempi riportati si sprecano e il sociologo basco ne prende a prestito dal cinema, dalla letteratura e dalle esperienze esistenziali. Che sarebbe l’amore senza la bugia?

Mendiola rivendica il nostro diritto a mentire. Per lui Pinocchio non esiste ma di questo burattino abbiamo bisogno, come del principe azzurro e del lupo cattivo, giacché tra le braccia delle loro menzogne abbiamo trascorso ore serene e sonni beati. Ma lasciamogli la parola: «La menzogna è una protezione contro il mondo, un costrutto che ci salvaguardia dall’inclemenza del nonsenso, un rifugio che deve essere costruito anche da chi ripudia la menzogna, perché nella verità risiede solo l’inesistente occhio di Dio». Non si esprime da credente, ma i suoi argomenti sono perfetti per la vita che dobbiamo sopportare.

Si dovrebbe infine parlare di menzogna culturale, dell’inganno dell’arte e dell’architettura, del fondamentale ruolo della bugia in politica, in economia e nella società della comunicazione di oggi (senza menzogna ci sarebbe la Tv?), ma preferiamo segnalarvi un ultimo libro che indirettamente soffia sull’argomento.

Si tratta della Historia Ecclesiastica di Thomas Hobbes, che ha appena visto la luce presso l’editore parigino Honoré Champion con il testo critico latino, la versione inglese e una formidabile introduzione di 300 pagine di Patricia Springborg dell’ateneo di Sydney (esce con il contributo della Libera Università di Bolzano). Quest’opera, in forma di carme elegiaco, che non ha mai trovato rilievo negli studi su Hobbes, è forse lo scritto più virulento e polemico del filosofo inglese. Alla base c’è la condanna del potere papale, ma i versi sono permeati da una domanda inquietante, espressa sovente in forma di satira: quante menzogne ha avuto bisogno la Chiesa nella storia?

Come si fa a rispondere? Hobbes non ne offre l’elenco. E poi, tutto sommato, per chi ha fede non è particolarmente importante.


Sul tema, nel sito, si cfr.:

-  Europa. Italia, 2008 .....
-  NUOVO GOVERNO. FEDELTA’ ALLA REPUBBLICA E ALLA COSTITUZIONE. Giuramento di Berlusconi, Bossi e tutti gli altri Ministri. In Parlamento un solo partito e un solo urlo: "Forza Italia"!!!

-  EUROPA. ITALIA, 2008 ....
-  ULTIMA NOTIZIA. Una riunione di grandi intellettuali (uomini e donne) delle Accademie e delle Università della Penisola ha deciso all’unanimità di approvare il nuovo inno "nazionale": "Forza Italia"!!! Per l’avvio del nuovo anno scolastico e del nuovo anno accademico..... è prevista la presenza di tutti i Premi No-bel del Mondo.

-  IL GOLPISMO DEL MENTITORE. PER "SOPRAVVIVENZA", UN CITTADINO RUBA IL NOME DI TUTTO UN POPOLO E LO USA PER FONDARE IL PROPRIO PARTITO-STATO... E PROCLAMA "URBI ET ORBI" DI LAVORARE PER IL PARTITO DEL POPOLO DELLA LIBERTA’ ...
-  NELL’ITALIA RIEDUCATA DA MEDIASET LA PAROLA E LA REALTA’ "ITALIA" E’ PROPRIETA’ PRIVATA DEL PARTITO E I VECCHI CODICI OVVIAMENTE VANNO CANCELLATI.
-  Una nota di Franco Cordero

-  "La freccia ferma" (Elvio Fachinelli) e "La banalità del male" (Hannah Arendt). A "Regime leggero", verso la catastrofe...
-  IL BERLUSCONISMO E IL RITORNELLO DEGLI INTELLETTUALI. Dal 1994 al 2008: "Gran brutta aria, regime ancora no"!!!

-  TEOLOGIA "CATTOLICA", POLITICA, E FILOSOFIA "PAGANA". IL TEOLOGO FRANCESCO BRANCATO CERCA DI "INQUIETARE" I FILOSOFI ITALIANI (Cacciari, Givone, Natoli, Severino, Sgalambro, Vattimo e altri) E DI PORTARLI NELLA RICCA E SFARZOSA CASA DEL "DEUS CARITAS" DI PAPA RATZINGER.

-  EUROPA, EVANGELO E COSTITUZIONE...
-  LO STATO LIBERALE E POST-SECOLARE, IL CATTOLICISMO DELLE RELIGIONI E I PRESUPPOSTI DELLA COSTITUZIONE ITALIANA. UN PATTO PER QUALE LAICITA’?
-  Una riflessione del costituzionalista Ernst-Wolfang Bockenforde


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