L’EUROPA, IL MESSAGGIO EVANGELICO (CON LA SUA "CHARITAS" E IL SUO "RISUS PASCHALIS"), E IL CATTOLICISMO ROMANO (CON LA SUA "SFINGE" E LA SUA "PESTE"). LA ’CROCE’ (= X) DI CRISTO NON HA NIENTE A CHE FARE CON IL CROCIFISSO DELLA TRADIZIONE COSTANTINIANA...

IL CORTILE DEI GENTILI, A PARIGI, SULLE ORME DI LACAN. Una nota di Armando Torno e un’intervista a Julia Kristeva, con alcuni appunti - a cura di Federico La Sala

la grande semiologa « bulgara d’origine, francese di nazionalità, europea di cittadinanza e americana d’adozione » ripercorrerà i grandi momenti dell’umanesimo secondo questa traiettoria : Erasmo, Diderot, Sade, Freud.
jeudi 31 mars 2011.
 


Ravasi : « Per una ragione aperta al sacro »

di Armando Torno (Corriere della Sera, 25 marzo 2011)

Il Cortile dei Gentili è cominciato ieri alle 15 nella sala XI dell’Unesco, a Parigi. Dopo il primo incontro di Bologna, che sotto la torre Eiffel qualcuno ha graziosamente definito apéritif, il dialogo tra credenti e non credenti è stato avviato dai saluti delle autorità (« la ragione non riesce a fondare la fraternità », ha detto Getachew Engida, direttore generale aggiunto) ma anche dalle parole del cardinale Gianfranco Ravasi.

Utilizzando un felice tocco di retorica, il porporato ha scelto una parabola per l’esordio di questo progetto destinato a raggiungere ogni parte del mondo. Ravasi, inoltre, cita Goethe, ricorda le frasi dell’apostolo Paolo per descrivere Gesù nell’antico cortile, utilizza Wittgenstein per parlare dell’indagine e dei confini della nostra conoscenza.

Poi si succedono gli ambasciatori del Marocco, della Repubblica Ceca, del Congo, nonché Giuliano Amato, protagonista di un intervento che fa pensare. Evidenzia lo spostamento dei confini del bene e del male che è in atto, sottolinea che la democrazia non è il regno del relativismo ma è basata su valori assoluti, invita a un’alleanza tra credenti e non credenti per ridare senso ai fondamenti morali del vivere. Merita un plauso, tra gli altri, l’intervento di Fabrice Hadjadj, filosofo e scrittore, che rammenta il bisogno di ognuno di elevarsi al cielo ; inoltre, con un affondo, paragona il mistero della Parola alla volontà di potenza, invitando a cercare l’uomo non nell’efficienza ma « nell’epifania del suo volto ».

Oggi, invece, dopo le credenziali politiche e diplomatiche, il Cortile dei Gentili avrà una giornata parigina intensissima. Alle 9 si comincia alla Sorbona con personalità quali Jean-Luc Marion, Julia Kristeva e, tra gli altri, il genetista Axel Kahn ; alle 15 si passa all’Institut de France, dove gli accademici di Francia (tra loro si chiamano « immortali » ) renderanno onore all’iniziativa : da Gabriel de Broglie a Jean Clair, da Claude Dagens a Jean-Claude Casanova.

Alle 19 si terrà al Collège des Bernardins una tavola rotonda, dove Patrick de Carolis animerà un confronto sul progetto globale del Cortile. Intanto, alle 19.30 comincerà davanti a Notre-Dame un’animazione musicale, che lascerà il posto a una proiezione e alle 21 all’intervento su grande schermo di papa Benedetto XVI. Quindici minuti sono previsti per le parole del pontefice. Poi canti gregoriani, video, una danza sul « Cantico dei Cantici » e altro ancora. Sino al silenzio della notte, accolto nella cattedrale dalle meditazioni dei Fratelli di Taizé.


A FREUD, GLORIA ETERNA !!! IN DIFESA DELLA PSICOANALISI.


« Fede e umanesimo laico dialogano grazie a Freud »

intervista a Julia Kristeva,

a cura di Stefano Montefiori (Corriere della Sera, 25 marzo 2011)

Il Bisogno di credere : prepolitico, prereligioso. A questo istinto dell’uomo Julia Kristeva ha dedicato un libro (edito in Italia da Donzelli) e l’intervento che pronuncerà questa mattina, alla Sorbona, nella seconda giornata del « Cortile dei Gentili ». Uno spazio di dialogo e di confronto tra mondo religioso e intellettuali non credenti, alla ricerca dei valori comuni e della complementarità, dove la grande semiologa « bulgara d’origine, francese di nazionalità, europea di cittadinanza e americana d’adozione » ripercorrerà i grandi momenti dell’umanesimo secondo questa traiettoria : Erasmo, Diderot, Sade, Freud.

« L’opera di Freud - spiega la Kristeva - è la cerniera tra le due frontiere dell’esperienza umana : lo scatenamento delle passioni da una parte e la morale dall’altra. Solo la teoria freudiana permette di coordinare questi due aspetti ».

Ormai da qualche anno la moda del tempo, anche e soprattutto tra gli intellettuali non credenti, è demolire l’opera di Freud, accusata di essere una falsa scienza dal Libro nero della psicoanalisi (Fazi) fino agli ultimi saggi di Michel Onfray.

« Sono solo fenomeni mediatici, che non mi interessano. Non vedo come si possa affrontare la questione della religione senza tenere conto di ciò che Sigmund Freud ci insegna sull’essere umano, e cioè che l’homo sapiens è homo religiosus : il bisogno di sapere si traduce in un bisogno di credere, il sapere può decostruire il credere, ma non può esistere senza il credere. Ci siamo abituati ad attaccare l’opera di Freud perché ha detto che le religioni sono un’illusione e questo infastidisce molto gli uomini di fede ; è vero, i fenomeni religiosi talvolta portano alla nevrosi se non all’oscurantismo e all’integralismo, ma Freud non si limita a questo. Mostra anche come la psicanalisi sia la sola delle scienze umane in grado di avvicinare il fenomeno religioso in maniera delicata, riconoscendone il radicamento profondo nell’uomo. Penso che il dialogo che cominciamo in questi giorni a Parigi possa avvenire a partire da questo tipo di approccio. Con delicatezza ».

Lei come si definisce in rapporto alla religione ?

« Mi interessa l’umanesimo, la differenza tra l’umanesimo cristiano e quello dei Lumi, e come quest’ultimo può rispondere alle questioni della nostra epoca, dalla libertà sessuale al ruolo della donna, alle crisi dei giovani e del multiculturalismo. Non si tratta di distruggere la religione, come hanno tentato di fare i totalitarismi, ma neanche di accettarla : serve un lavoro di rivalutazione della memoria ».

Questo umanismo è ateo, agnostico o credente ?

« Io appartengo alla variante dell’umanesimo dei Lumi : un ateismo in senso sartriano, che è quindi un’"esperienza crudele e di lungo respiro". Cerco di continuare quel lavoro ».

Nell’intervento, Julia Kristeva citerà L’esistenzialismo è un umanesimo di Jean-Paul Sartre (Mursia) e la Lettera sull’ « umanismo » di Martin Heidegger (Adelphi).

« Sartre parla molto della libertà, l’esistenza dell’uomo precede l’essenza, ed è una libertà che si conquista con scelte e rischi ; dalla parte di Heidegger il problema è più complesso : non si pone né per Dio né contro Dio né nell’indifferentismo, ma cerca di cogliere l’uomo in rapporto al linguaggio. Ma solo Freud riesce a mettere in relazione la follia umana e il bisogno di valori. Come diceva Jung, il credere non può essere cancellato, può essere solo sublimato. Il percorso psicanalitico è in fondo un modo di sublimare questo bisogno di credere ».

Julia Kristeva crede molto nell’utilità di spazi di confronto come « Il Cortile dei Gentili », « che non può restare un’occasione isolata ». Il suo progetto è creare un’istituzione permanente, un luogo di studio che aiuti a « rispondere al malessere dell’uomo moderno in modo post-religioso, ma tenendo conto dell’apporto delle religioni ».


Sul tema, nel sito, si cfr. :

-  In principio era l’amore (charitas - non caritas !!!) : pensare l’ "edipo completo"(Freud)
-  INTERVISTA A JULIA KRISTEVA. Anche chi non crede in Dio, crede nell’amore e ciò mi pare oggi il più grande elemento di persistenza della nostra civiltà cristiana. Ma, detto questo, la studiosa ri-cade nelle braccia dell’autorità paterna (della versione cattolico-romana del cristianesimo ... ancora edipica)

-  IL PRESIDENTE SARKOZY E IL FILOSOFO J.-L. MARION : DALL’ACCOGLIENZA DELLA DIVERSITA’ ALLA DIFESA DELL’IDENTITA’, ’NAZIONALE’ E ’CATTOLICA’.

-  KANT E SAN PAOLO. COME IL BUON GIUDIZIO ("SECUNDA PETRI") VIENE (E VENNE) RIDOTTO IN STATO DI MINORITA’ DAL GIUDIZIO FALSO E BUGIARDO ("SECUNDA PAULI"). Una pagina di Kant e una nota di Federico La Sala

-  FREUD, KANT, E L’IDEOLOGIA DEL SUPERUOMO. ALLA RADICE DEI SOGNI DELLA TEOLOGIA POLITICA EUROPEA ATEA E DEVOTA.


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