Cristianesimo ed omosessualità
Silenzi di tomba.
di Agenzia Adista
Per farlo santo, il vaticano tenta di occultare l’omosessualità del card. Newman *
34557. LONDRA-ADISTA.
Era stata la sua "ultima e imperativa volontà": essere sepolto nella stessa tomba dove riposava il suo amico e compagno di una vita, p. Ambrose St. John. E così era avvenuto: nel 1890 il card. John Henry Newman, figura monumentale della teologia cattolica nell’Inghilterra vittoriana, convertitosi dall’anglicanesimo a 44 anni, fu tumulato nel piccolo cimitero degli Oratoriani, congregazione a cui apparteneva, nella città di Rednal. Ora però la sua pace viene turbata dal Vaticano che, in vista della prossima beatificazione - il cui annuncio è previsto per la fine di quest’anno - intende traslarne le spoglie a Birmingham, in una tomba, si dice, che sia più adeguata alla dignità di un beato.
Immediata è stata la protesta dei movimenti per i diritti gay. Lo spostamento della tomba sarebbe "un atto di profanazione religiosa e di vandalismo morale" per l’attivista Peter Tatchell, che all’Ecumenical News International ha ribadito che "Newman ha ripetutamente detto che voleva essere sepolto accanto al suo partner di una vita, Ambrose St. John. Nessuno ha dato il permesso di opporsi ai desideri di Newman". Lo scopo reale dell’operazione, afferma, è di "coprire l’omosessualità di Newman e ripudiare il suo amore per un uomo. È un atto di vergognosa disonestà e un tradimento personale da parte della Chiesa cattolica omofoba".
E mentre certa parte della stampa cattolica si affretta a dar voce a chi assicura che il rapporto tra i due era di semplice amicizia (come ha fatto Avvenire nell’edizione del 26/8), restano inconfutabili le parole che lo stesso Newman scrisse alla morte di St. John, nel 1875: "Ho sempre pensato che non vi fosse lutto paragonabile a quello di un marito o di una moglie, ma mi risulta difficile credere che ve ne sia uno maggiore del mio". Avvenire riferisce invece quanto dichiarato alla Bbc da Austin Ivereigh, ex consigliere del card. Cormac Murphy O’Connor, primate della Chiesa cattolica d’Inghilterra e Galles: le proteste dei gay sono "sciocchezze" e l’esumazione del corpo di Newman "è parte del processo che porta alla canonizzazione". Per p. Edoardo Aldo Cerrato, procuratore generale della Confederazione degli Oratori di San Filippo Neri, che Newman sia sepolto accanto a St. John è dovuto al fatto che il cimitero "è un fazzoletto di terra". Il governo britannico, nel frattempo ha dato la sua autorizzazione a traslare la salma del cardinale, mentre a Birmingham è già stato allestito un sarcofago di marmo nell’Oratorio di San Filippo Neri, dove Newman visse fino alla fine.
Nato nel 1801, Newman fu alla guida del "Movimento di Oxford" che cercava le radici cattoliche della fede in Inghilterra, poi si convertì e fu ammesso alla Chiesa cattolica nel 1845 e ordinato due anni dopo. Divenuto cardinale nel 1879 su istanza di mons. William Ullathorne da papa Leone XIII, Newman - secondo le parole pronunciate dall’allora card. Joseph Ratzinger nel 1990, in occasione del centenario della morte - fu "l’uomo della coscienza". "Il segno caratteristico del grande dottore nella Chiesa - affermò allora Ratzinger - mi sembra essere quello che egli non insegna solo con il suo pensiero e i suoi discorsi, ma anche con la sua vita, poiché in lui pensiero e vita si compenetrano e si determinano reciprocamente. Se ciò è vero, allora davvero Newman appartiene ai grandi dottori della Chiesa, perché egli nello stesso tempo tocca il nostro cuore e illumina il nostro pensiero".
Prima di lui, già Paolo VI, durante il Concilio Vaticano II, ebbe modo di ricordare la figura del teologo come moderno dottore della Chiesa: era una guida sicura - disse - per tutti coloro che "sono alla ricerca di un preciso orientamento e di una direzione attraverso le incertezze del mondo moderno", anticipando riflessioni ed orientamenti di cui il Concilio si fece interprete.
Nel 1979, poi, nel centenario dell’elevazione cardinalizia di Newman, papa Wojtyla - che nel 1991 lo avrebbe dichiarato Venerabile e nel 2001 avrebbe ricordato il bicentenario della nascita - ricordava i tratti distintivi di Newman attribuendogli "profonda onestà intellettuale, fedeltà alla coscienza ed alla grazia, pietà e zelo sacerdotale, devozione alla Chiesa di Cristo ed amore per la sua dottrina, incondizionata fiducia nella Provvidenza ed assoluta obbedienza al volere di Dio". (ludovica eugenio)
Articolo tratto da
ADISTA
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* Il Dialogo, Martedì, 02 settembre 2008
Sul tema, nel sito, si cfr.:
LA CHIESA ANGLICANA SORPASSA LA CHIESA "CATTOLICA". Il cattolicismo "andropologico" romano è finito
LA CHIESA DEL SILENZIO E DEL "LATINORUM". Il teologo Ratzinger scrive da papa l’enciclica "Deus caritas est"(2006) e, ancora oggi, nessuno ne sollecita la correzione del titolo. Che lapsus!!! O, meglio, che progetto!!!
Reso noto il programma del viaggio che si svolgerà dal 16 al 19 settembre
Il Papa nel Regno Unito per beatificare John Henry Newman
A un mese dal suo inizio, sono stati messi a punto gli ultimi dettagli della prossima visita del Papa nel Regno Unito. Il programma definitivo reso noto mercoledì 18 agosto dalla Sala Stampa della Santa Sede conferma quello già anticipato nelle settimane scorse, offrendo gli orari e le tappe dell’itinerario del Pontefice nelle quattro giornate - da giovedì 16 a domenica 19 settembre - che egli trascorrerà in Gran Bretagna.
Nel suo diciassettesimo viaggio internazionale, che avrà come tema Cor ad cor loquitur, "Il cuore parla al cuore" - ispirato al motto cardinalizio di John Henry Newman - Benedetto XVI visiterà quattro città: Edimburgo, Glasgow, Londra e Birmingham. Sedici in tutto i discorsi previsti, comprese omelie e saluti. "Il programma è molto ricco, intenso, articolato" ha commentato il direttore della Sala Stampa, il gesuita Federico Lombardi, presentando ai microfoni della Radio Vaticana i momenti più importanti della visita. A cominciare dall’incontro con la regina Elisabetta ii, in programma nella mattina di giovedì 16.
Il Papa - che partirà dall’aeroporto di Roma Ciampino poco dopo le 8 - giungerà intorno alle 10.30 allo scalo internazionale di Edimburgo, dove avrà luogo l’accoglienza ufficiale. Quindi raggiungerà il palazzo reale di Holyroodhouse per la cerimonia di benvenuto. Successivamente la visita alla regina: un momento - ha sottolineato Lombardi - che "si attende con grande intensità ed emozione". Al termine, nel parco del palazzo reale, il Pontefice pronuncerà il primo discorso rivolgendosi alle autorità del Paese. La mattinata si concluderà con il pranzo nella residenza arcivescovile.
Nel pomeriggio di giovedì Benedetto XVI si trasferisce a Glasgow, dove presiede la prima messa del viaggio nel Bellahouston park. Sarà un momento di preghiera e di spiritualità molto importante per i cattolici del Paese, anche in considerazione del fatto che proprio quel giorno ricorre la festa di san Ninian, patrono ed evangelizzatore della Scozia. A conclusione della celebrazione, dall’aeroporto internazionale di Glasgow, il Papa partirà alla volta di Londra, dove giungerà in serata.
La successiva giornata di venerdì comincerà con la messa celebrata in privato dal Pontefice nella cappella della nunziatura apostolica a Wimbledon. Quindi, alle 10, l’incontro con il mondo dell’educazione cattolica del Paese, nella cappella e nel campo sportivo del Saint Mary’s university college, a Twickenham. Subito dopo, nella Waldegrave drawing room dello stesso college, Benedetto XVI rivolgerà un discorso ai capi e ai responsabili delle altre comunità religiose presenti nel Paese.
La visita all’arcivescovo di Canterbury, nel Lambeth palace, aprirà il pomeriggio di venerdì. Poco dopo le 17, il viaggio vivrà uno dei suoi momenti più significativi con l’incontro tra il Papa e gli esponenti della società civile, del mondo accademico, culturale e imprenditoriale, i membri del corpo diplomatico e i leader religiosi, nella Westminster hall. Sarà un’occasione di riflessione per tutte le componenti più attive e autorevoli della società inglese, alle quali il Pontefice rivolgerà un discorso ad ampio raggio, che toccherà i temi più attuali della vita sociale e culturale del Regno Unito. Anche la successiva celebrazione ecumenica, che avrà luogo nella Westminster abbey, costituirà un momento importante di verifica e di dialogo nei rapporti tra la comunità cattolica e la comunione anglicana.
L’incontro con il primo ministro David Cameron, nel palazzo arcivescovile, sarà il primo di una serie di colloqui che Benedetto XVI avrà, nella mattina di sabato 18, con i maggiori esponenti politici inglesi. Dopo il premier il Papa vedrà il vice primo ministro Nick Clegg e il leader dell’opposizione. Alle 10 la messa del Pontefice nella cattedrale del Preziosissimo sangue di nostro Signore Gesù Cristo.
Nel pomeriggio, alle 17, dopo la visita alla casa di riposo St Peter’s residence, il momento centrale del viaggio - la beatificazione del cardinale Newman - avrà un prologo suggestivo nella veglia di preghiera che Benedetto XVI presiederà nell’Hyde park. Nel suo discorso il Papa anticiperà quelli che saranno i temi spirituali e pastorali dell’omelia del giorno successivo, domenica 19, quando - dopo essersi congedato dalla nunziatura apostolica - partirà in elicottero dal Wimbledon park alla volta dell’eliporto nei pressi del Cofton park di Rednal, a Birmingham, dove celebrerà la messa e proclamerà beato il grande pensatore e teologo.
La mattinata di domenica si conclude con la visita all’oratorio di San Filippo Neri, che sorge a Edgbaston, e il pranzo con i vescovi di Inghilterra, Galles e Scozia, e con i membri del seguito papale nel refettorio della Francis Martin house dell’Oscott college. Agli stessi presuli Benedetto XVI rivolgerà un discorso nell’incontro previsto nel primo pomeriggio, prima di raggiungere l’aeroporto internazionale di Birmingham, dove avrà luogo la cerimonia di congedo. La partenza è prevista intorno alle 18.45, mentre l’arrivo allo scalo romano di Ciampino avverrà alle 22.30.
Il Regno Unito si prepara dunque ad accogliere Benedetto XVI a quasi trent’anni dalla precedente visita di Giovanni Paolo II, che si svolse dal 28 maggio al 6 giugno 1982. "I viaggi di quest’anno del Santo Padre, quello di Malta, del Portogallo, di Cipro - ha evidenziato padre Lombardi - sono stati viaggi molto positivi. Noi ci auguriamo che anche questo viaggio sia veramente una manifestazione della bellezza, della positività del servizio del Santo Padre nella società, tanto più in tempi in cui abbiamo anche avuto momenti di contestazione. L’auspicio è di poter ripresentare con efficacia il lato positivo, fondamentale che la Chiesa dà a una società di oggi, una società moderna, pluralistica, diciamo pure secolarizzata, che non dimentichi ma che anzi sappia apprezzare in modo nuovo il contributo positivo che la fede offre".
Quanto, infine, agli aspetti più strettamente organizzativi, c’è da registrare un ulteriore chiarimento da parte del direttore della Sala Stampa della Santa Sede sulla questione dei "biglietti" previsti per partecipare ad alcuni degli avvenimenti della visita, come la veglia di preghiera in Hyde park. Già il coordinatore del viaggio papale, monsignor Summersgill, nei giorni scorsi aveva puntualizzato che si tratta, in realtà, di un contributo non obbligatorio per i fedeli. Padre Lombardi ha precisato che "gli impegni organizzativi della visita sono naturalmente di chi invita" e, di conseguenza, "il Vaticano non ha stabilito nulla di questo". Si tratta - ha spiegato - "di modalità organizzative affrontate sul luogo dalla Chiesa locale, ma tenendo conto di tutti i molti vincoli di carattere organizzativo imposti dalle autorità civili".
In questo senso, i principali eventi pubblici della visita prevedono la predisposizione di mezzi di trasporto adeguati agli spostamenti di una gran massa di fedeli e la realizzazione di adeguate misure di sicurezza, tra le quali un pass particolare e un piccolo kit logistico per ogni partecipante. Da qui deriva la richiesta di un piccolo contributo a ogni gruppo che si organizza per prendere parte all’avvenimento.
* ©L’Osservatore Romano - 20 agosto 2010
intervista
Newman paladino della coscienza
Il grande pensatore, che sarà beatificato a settembre, cambiò la teologia con una nuova visione storica. Parla il biografo Gilley
«Era critico verso il cattolicesimo liberal: per lui le religioni non erano tutte uguali. Rivalutò molto il ruolo dei classici»
DA LONDRA SILVIA GUZZETTI (Avvenire, 28.07.2010)
Sheridan Gilley, autore del saggio Newman and his age, ovvero Newman e il suo tempo , pubblicato dall’editore Darton, Longman and Todd, è uno dei più importanti esperti del famoso teologo che il Papa beatificherà il prossimo 19 settembre a Cofton Park, vicino al cimitero dell’Oratorio di Birmingham dove Newman venne sepolto il 19 agosto 1890.
All’accademico di Oxford, diventato poi pastore anglicano e infine ricevuto nella Chiesa cattolica nell’ottobre del 1845, Gilley ha anche dedicato una serie di articoli e interventi a convegni. Professore di teologia all’università inglese di Durham dal 1978 al 2002, Gilley è uno specialista del cristianesimo e dell’identità irlandese in epoca vittoriana.
Professor Gilley, perché per Benedetto XVI Newman è così importante, tanto che ha deciso di beatificarlo personalmente?
«Perchè Newman è uno dei più grandi teologi del diciannovesimo secolo. Il pensiero ma anche l’azione di Newman ebbero un impatto pubblico notevole. Il suo tentativo di ricattolicizzare la Chiesa di Inghilterra, che partì dall’università di Oxford, dove Newman insegnava, provocò una reazione pubblica molto ampia».
Perché era così famoso che le sue vicende spirituali, il suo passaggio al cattolicesimo per esempio, diventavano un fatto pubblico?
«Penso che molti, atei, anglicani e cattolici potessero ritrovarsi in Newman: egli stesso era stato prima ateo, poi anglicano per poi passare alla Chiesa cattolica. Io stesso ero anglicano, nel 1993 sono diventato cattolico e ho ritrovato molti dei miei problemi in Newman. Fra l’altro va anche detto che scriveva in un modo meraviglioso. Era un grande divulgatore e la sua autobiografia spirituale, l’Apologia pro vita sua, è stata letta da migliaia di persone».
Quale fu la sua importanza come teologo?
«La grandezza di Newman sta nel fatto che ha studiato i primi Padri della Chiesa e ha saputo spiegare come, da quel nucleo centrale del Vangelo e della Bibbia, si siano sviluppate le altre fondamentali dottrine cristiane. Nel Saggio sullo sviluppo della dottrina cristiana Newman ha messo a punto un metodo rivoluzionario per spiegare lo sviluppo degli insegnamenti cristiani dando loro una prospettiva storica. Per lui gli insegnamenti contenuti nel Nuovo Testamento impiegano secoli per svilupparsi, attualizzarsi e diventare dottrine e a questa evoluzione contribuiscono spiritualità e liturgia. Per esempio il credo niceno, secondo il quale Gesù è vero uomo e vero Dio, non è una serie di dottrine che vanno comprese solo con la ragione, ma è uno sviluppo spirituale, dell’insegnamento e della liturgia».
Come si trovò Newman nella Chiesa cattolica?
«Si sentiva molto lontano dal partito degli ultramontanisti, forte a quell’epoca, che propugnavano un’autorità fortissima del Papa. Quando nel 1870 venne proclamata l’infallibilità del Papa, Newman S pensava che il momento fosse sbagliato. Eppure l’interpretazione che Newman dette di quella dottrina, i limiti che, secondo lui, l’infallibilità del Papa doveva avere, furono quelli accettati dalla Chiesa cattolica».
Che cosa avrebbe detto di quello che sta succedendo oggi nella Chiesa anglicana d’Inghilterra che si sta dividendo tra chi è a favore e chi è contro l’ordinazione delle donnevescovo?
«Newman era contro una concezione dipendente dal liberalismo che pensa che tutte le religioni si equivalgono e credeva fermamente nell’autorità. Direbbe che quello che sta succedendo dipende dal fatto che la Chiesa di Inghilterra non ha una singola autorità vivente, un centro vivo di autorità come la Chiesa cattolica. Per Newman la Chiesa era altrettanto importante di Gesù ed essenziale al cristianesimo».
Newman viene spesso presentato come il campione della coscienza contro l’autorità. Che cosa ne pensa?
«Penso che sia una interpretazione sbagliata. La sua famosa frase ’brindo alla coscienza prima e poi al Papa’ non è stata letta in modo corretto ed è stata usata spesso per dire che Newman preferiva, all’autorità del Papa, quella della coscienza. In realtà Newman è convinto che la coscienza, nella quale crede profondamente, lo porterà sempre alla Chiesa e ad accettare quello che la Chiesa presenta come vero».
Che cosa pensava Newman del rapporto tra fede e cultura?
«Credeva che per il cristianesimo è difficile mettersi in rapporto con la cultura nella quale vive. Da un lato il cristianesimo deve vivere nel mondo e trovarsi a suo agio in esso perché il mondo è stato creato da Dio. Nello stesso tempo però il cristianesimo deve redimere il mondo. Newman era profondamente consapevole del rischio di essere troppo amici del mondo, ma anche di quello di volerlo cristianizzare a tutti i costi».
Che idea aveva Newman dell’università?
«Newman, che fu rettore dell’Università cattolica di Dublino dal 1851 al 1857, pensava che l’obiettivo principale di una università fosse la diffusione della cultura più che l’insegnamento della religione. Aveva anche una idea della cultura piuttosto elitaria, tipica dei tempi nei quali viveva. Lo scopo dell’istruzione universitaria era, secondo Newman, di dare, a una particolare sezione della popolazione, accesso alla tradizione classica. Secondo Newman la cultura era soprattutto cultura classica, filosofia, greco e latino ed era questo che costruiva il gentiluomo o la persona colta».
Che cosa pensa dell’ipotesi tanto sbandierata di recente da alcuni media che egli fosse omosessuale, giustificata dal fatto che abbia voluto essere sepolto col suo amico Ambrose St. John al quale era molto legato?
«È una polemica inesistente. Era infatti normale all’epoca che si sviluppassero fortissimi legami tra uomini e che essi volessero essere sepolti insieme. Newman aveva anche molte amiche donne, ma a quel tempo, negli ambienti di Oxford, la maggioranza di insegnanti erano uomini e quindi inevitabilmente si sviluppavano forti amicizie tra uomini. Chi ha studiato il Newman giovane e adolescente si rende conto benissimo che era assolutamente eterosessuale».