MARTIN LUTERO RITORNA A ROMA. Al padre della Riforma protestante, che visitò Roma nel 1510, la capitale dedica due giornate e forse pure una strada... Una nota di Roberto Monforte

venerdì 8 ottobre 2010.

Martin Lutero, che gettò le basi della laicità

Al padre della Riforma protestante, che visitò Roma nel 1510, la capitale dedica due giornate e forse pure una strada...

di Roberto Monteforte (l’Unità, 08.10.2010)

Celebrare Martin Lutero a Roma, nella città del Papa, la capitale della cattolicità. Quello che forse sino a ieri era impensabile, ora è possibile. Non per provocazione, ma quasi a sottolineare l’apertura al confronto della capitale. L’occasione è un anniversario: i cinquecento anni della visita del padre della Riforma protestante a Roma, avvenuta nel 1510.

Due e non a caso distinti i momenti per ricordarlo. Quello «laico», legato all’attualità del suo pensiero, si terrà lunedì 11 ottobre presso la sala della Protomoteca in Campidoglio. Il secondo, invece, religioso, sarà la celebrazione ecumenica e intereligiosa prevista per il 31 ottobre presso il Tempio valdese di piazza Cavour. Data non casuale: è quella in cui Lutero presentò le sue 95 tesi ed è considerata la nascita della Chiesa Luterana.

L’UTILE ERESIA

Non deve stupire che in tempi come questi, in una Europa che ricerca la sua anima, ci si interroghi sul contributo dato dal teologo «eretico» per eccellenza alla costruzione dell’identità dell’uomo contemporaneo.

Non si devono forse anche al suo insegnamento quella separazione tra Stato e Chiesa, quell’affermazione della libertà religiosa e di coscienza che è alla base della moderna idea di laicità?

Lo chiarisce il teologo e storico valdese Paolo Ricca che ieri con Dora Bognandi della Chiesa Avventista, il pastore luterano Jens-Martin Kruse e la coordinatrice dell’iniziativa «Lutero a Roma», Anne marie Dupré con il direttore della rivista Confronti, Gian Maria Gillio, ha presentato l’iniziativa. La mattina incontro con gli studenti. Nel pomeriggio confronto sull’attualità del suo pensiero.

L’obiettivo è guardare all’oggi. Non solo approfondire il valore storico della proposta di Lutero, che portò «alla frattura della cristianità occidentale», alla nascita delle Chiese riformate e ad una stagione di radicale cambiamenti anche nella Chiesa di Roma, con il Concilio di Trento e con la Controriforma.

Il teologo Ricca attualizza la provocazione di Lutero. Invita ad interrogarsi su cosa posa rappresentare oggi «la buona notizia cristiana». Su cosa si costruisce «attorno a questo annuncio di verità e di libertà». È un invito a riavviare il confronto ecumenico osserva fattosi negli ultimi anni più difficile. «Non vi è più alcun tavolo nazionale dove confrontarci con la Chiesa italiana. E non si aiuta l’ecumenismo quando ciascuno pretende di parlare per tutti». I temi da approfondire non mancano dal fine vita, all’aborto, all’educazione religiosasu cui verificare convergenze o dissensi.

L’appuntamento «Lutero a Roma» dovrebbe servire anche a questo. A riconoscere quanto la cultura contemporanea, l’idea stessa di laicità, sia debitrice nei confronti del monaco agostiniano. Per questo le Chiese della Riforma hanno chiesto all’amministrazione capitolina di intitolare una strada a Martin Lutero.


SUL TEMA, NEL SITO, SI CFR.:

-  IL NOME DI DIO. L’ERRORE FILOLOGICO E TEOLOGICO DI PAPA BENEDETTO XVI, NEL TITOLO DELLA SUA PRIMA ENCICLICA. Nel nome della "Tradizione"

-   95 TESI? NE BASTA UNA SOLA!

-  "ORCOD...", URBI ET ORBI. LA "NUOVA" TEOLOGIA DEI "DUE PAPI"

-  PER RATZINGER, PER IL PAPA E I CARDINALI, UNA LEZIONE DI GIANNI RODARI. L’Acca in fuga

PER UNA RIMEDITAZIONE DELLA "LIBERTA’ DEL CRISTIANO" DI LUTERO, LA LEZIONE E LA VIA DI KANT: USCIRE DALLA CAVERNA, E NON RICADERE NELL’ILLUSIONE DI “DIO” CONCEPITO COME “UOMO SUPREMO”. Note per una rilettura della “Storia universale della natura e teoria del cielo”


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