L’apologia del berlusconismo - malattia senile del cattolicismo (laico e religioso)

UNA LEZIONE TEOLOGICO-POLITICA DI BAGET BOZZO SU OGNI PROGETTO DI "RIFONDAZIONE COMUNISTA" FUTURA CHE SI VUOLE COME PARTITO. Avanti o popolo alla riscossa. Il populismo trionferà: "Forza Italia"!!! - con una nota di Federico La Sala

domenica 27 luglio 2008.
 


Berlusconi, il volto e il vuoto

di GIANNI BAGET BOZZO (La Stampa,26/7/2008).

Dal ‘94 ad oggi le elezioni politiche, e persino quelle regionali e locali, sono state vissute come un referendum pro o contro Berlusconi. Il volto di una persona è diventato il messaggio: un fatto singolare nella democrazia, che ha indotto a spiegare Berlusconi come il frutto di un potere personale, delle sue proprietà televisive, del suo carattere di comunicatore e imbonitore. Il voto sulla persona è stato vissuto dai partiti come un sequestro della democrazia storicamente legata ai partiti e quindi, per questo, illegittimo.

Nel 2008 le cose sono andate diversamente. Il partito democratico ha posto fine all’esperienza Prodi e ha proposto il suo messaggio in termini di cooperazione politica con il centrodestra. Le elezioni hanno determinato la sconfitta del Pd e la scomparsa della sinistra antagonista. E’ caduta la forza politica alternativa a Berlusconi ed egli è diventato, come persona, il titolare della legittimità politica senza alternative: una situazione che ricorda quella della Dc dopo le elezioni del ‘48. Perché tanto consenso attorno a un volto, un consenso che non ha mai investito l’insieme dei partiti di centrodestra in quanto tale, ma è rimasto legato alla persona, inscindibile da essa?

Questo crea un problema politico obiettivo perché non può essere una soluzione ma chiede una spiegazione: perché Berlusconi è diventato il volto della politica italiana.

Ciò indica che alla base di questo vi è un problema di Stato e non di governo. Un uomo solo riguarda il caso di emergenza, non una soluzione stabile. L’elettorato del centrodestra è nato da una crisi di Stato e non da questione di scelta politica, è nato da una crisi del consenso attorno alla Costituzione del ‘48 e allo Stato che su di essa si fondava. La crisi del consenso costituzionale si manifesta nel ‘92-‘93 con due eventi: l’autoscioglimento dei partiti democratici occidentali che avevano guidato la democrazia italiana di fronte al comunismo e il sorgere di un problema indipendentista del nord espresso da Bossi. Ciò ha alterato il consenso attorno allo Stato, perché era impossibile far decadere il partito cattolico, il partito socialista e il partito liberale, che avevano retto la storia della democrazia italiana del Novecento e porre il Pds come chiave della legittimità politica. La Costituzione del ‘48 supponeva il consenso dei partiti antifascisti che ne erano mallevadori, la sua costituzione materiale. La loro pluralità e differenza era la base della legittimità politica della Costituzione. Il documento stesso era un compromesso politico: e supponeva che i partiti fondatori, nella loro diversità, rimanessero la base politica dello Stato.

La riduzione al solo Pds dei partiti antifascisti creava un vuoto politico, non sul piano del governo, ma sul piano dello Stato, cioè sul piano dell’accettazione della Costituzione come base politica della Repubblica.

A ciò si aggiunge il fatto che l’indipendentismo padano (che aveva allora figura etnica e si richiamava alla tradizione celtica del nord Italia come base di una differenza radicale) metteva in crisi l’impianto del sistema politico italiano fondato sulla centralità della questione meridionale.

Poteva un partito rispondere a un tale stato di eccezione politica, quando tutte le tradizioni politiche diverse da quella comunista erano dissolte e vi era un vuoto obbiettivo, un vuoto che corrispondeva alla sfida indipendentista del Nord?

Ci voleva un volto, perché non c’erano più i partiti. Perché questo sia stato quello di Berlusconi non si può spiegare, esso è un fatto e non vi è dubbio che ciò corrisponde a un carisma politico, a una capacità di interpretare il popolo oltre i partiti. Berlusconi fu un evento straordinario, non prevedibile e quindi non facilmente giustificabile. Non entrava nella logica della politica e si pensava che non entrasse nelle regole della democrazia.

Invece la tesi di Berlusconi fu quella di rappresentare la sovranità popolare e il suo potere costituente di un ordine politico diverso da quello dei partiti antifascisti ormai distrutto. Solo il volto di un uomo poteva coprire il vuoto politico delle istituzioni. E ciò avvenne mediante l’alleanza con la Lega Nord e con l’Msi si creando così un’alternativa alla sinistra che non era mai esistita prima e che era assai diversa dalla Democrazia cristiana e dal Partito socialista.

Berlusconi ha rappresentato questo ruolo evitando ogni carattere salvifico persino autorevole, ha messo in luce la sua persona, non il suo carisma, lo ha fatto nelle sue debolezze, persino femminili, presentandosi come l’italiano medio, come rappresentante e non come salvatore.

Il fatto di difendere la sua proprietà televisiva non gli ha nuociuto: anzi ha mostrato che egli era un potere della società e che poteva quindi bilanciare poteri istituzionali proprio perché aveva roba. Ciò che venne sentito come un difetto dai suoi oppositori, venne sentito come un vantaggio da parte del suo popolo.

Don Giuseppe Dossetti disse che, con la Costituzione del ‘48, il popolo italiano aveva abbandonato il suo potere costituente, Berlusconi mostrò che non era così e si pose come alternativa alla Costituzione del ‘48, entrando in conflitto con tutti i poteri di garanzia dal Quirinale, alla Corte Costituzionale, al Csm. Toccò così un difetto essenziale della Costituzione del ‘48: quello di fondare i poteri di garanzia e non quelli di governo.

Sovranità popolare contro Costituzione rigida: questa è l’essenza del dilemma berlusconiano che otterrebbe la sua perfezione se si rivedesse l’art. 138 e si riconoscesse che il popolo ha un potere costituente che né i partiti e né gli organi di garanzia istituzionale possono espropriare.



GLI INTELLETTUALI ITALIANI (ATEI E NO, DEVOTI E NO) E L’APOLOGIA DEL BERLUSCONISMO - LA MALATTIA SENILE DEL CATTOLICESIMO, DEL CATTOLICISMO VATICANO E ITALICO.

QUESTO articolo DI BAGET BOZZO

E’ - TRADOTTO IN "POLITICA" - una affidabile sintesi del DISCORSO "TEOLOGICO" (PIU’ CAMUFFATO ED ASTUTO) DELLE GERARCHIE DEL VATICANO E DELLA CEI CHE HANNO APPOGGIATO E APPOGGIANO L’ASSALTO DI "FORZA ITALIA" ALL’ITALIA.

Il discorso è chiaro. Per loro il nemico è la Costituzione, lo stesso messaggio evangelico - Dossetti e lo stesso popolo italiano!!!

"Avanti popolo, alla riscossa..": "Forza Italia"!!! Il populismo trionfera’... -Berlusconi è l’uomo della Provvidenza, il Volto del Signore!!!

Queste le alte e mistiche "ragioni" della "sacra alleanza" (atea e devota) della “mammasantissima” religiosa (“Forza Chiesa cattolica”) e della “mammasantissima” laica (“Forza Italia").

Del messaggio evangelico, di Francesco d’Assisi, Patrono d’Italia, e di Dante, Padre della Lingua italiana.... e della nostra stessa Costituzione, questi - come recitano le loro preghiere e indicano i loro gesti quotidiani (dal basso in alto e dall’alto in basso) - non sanno che farsene è solo monnezza da riciclare per i loro affari e per i loro "caritatevoli" investimenti - per il loro Dio ("caritas": tutto a caro-prezzo!!!).

Federico La Sala


Xanti Schawinsky, Sì, 1934  - 776.6 Kb

Xanti Schawinsky, Sì, 1934


SUL TEMA, NEL SITO, SI CFR.:

-  ITALIA. RISULTATI ELETTORALI E SENSO DELLO STATO "PRESENTE".CHI VINCE? VELTRONI O BERLUSCONI (O BERTINOTTI)? UNA VITTORIA "SCHIACCIANTE"!
-  Nel loro cuore, dal Primo all’ultimo cittadino, tutti hanno già espresso il loro voto: "Forza Italia"!!!
-  Che colpo!!! Un trionfo ....

-  "La freccia ferma" (Elvio Fachinelli) e "La banalità del male" (Hannah Arendt). A "Regime leggero", verso la catastrofe...
-  IL BERLUSCONISMO E IL RITORNELLO DEGLI INTELLETTUALI. Dal 1994 al 2008: "Gran brutta aria, regime ancora no"!!!

-  Ricordando Lucio Colletti - A GALVANO DELLA VOLPE, IN MEMORIA. Il suo (e nostro) limite, come quello di Galilei, Hegel e Marx, è l’aver letto l’"Inferno" e non "tutto Dante". Una nota di Michele Prospero

-  ITALIA 25 LUGLIO 2008. IL GIALLO DELL’ESTATE ORMAI DURA DAL 1994...
-  GOVERNO DI EMERGENZA "NAZIONALE" - CONTRO L’ITALIA!!! FERMARE IL GIOCO SUBITO. A ROMA, UN GOLPE DI SOLE ESTIVO.
-  DIMISSIONI IMMEDIATE DEL PRESIDENTE DEL PARTITO DI "FORZA ITALIA"!!!

-  CIO’ CHE LA GERARCHIA VATICANA E LA CEI NON HA ANCORA CAPITO DELLA COSTITUZIONE ITALIANA E DELL’ITALIA.

-  "AVREMMO BISOGNO DI DIECI FRANCESCO DI ASSISI". LA RIVOLUZIONE EVANGELICA, LA RIVOLUZIONE RUSSA, E L’ "AVVENIRE" DELL’UNIONE SOVIETICA E DELLA CHIESA CATTOLICA.
-  Le ultime riflessioni di Lenin raccolte da Viktor Bede

-  SINODO DEI VESCOVI 2008: L’ANNO DELLA PAROLA DI DIO - AMORE ("CHARITAS") O MAMMONA ("CARITAS")?!
-  Fatto sta che la prima enciclica di Papa Benedetto XVI (Deus caritas est, 2006) è per Mammona.

-  VERITA’ E RICONCILIAZIONE. PAPA RATZINGER A SYDNEY, PER LA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU’: "IL RE E’ NUDO"!!!
-  NON SOLO DEVE CHIEDERE PERDONO ALL’AUSTRALIA E ALL’ITALIA E AL "PADRE NOSTRO", MA CAMBIARE STILE DI VITA!!!
-  Gesù, che non era schizofrenico, non si travestiva da imperatore. Una nota di Roberto Monteforte


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