PASQUA DI RESURREZIONE, 2009 : "AMORE E’ PIU’ FORTE DI MORTE" (Cantico dei cantici). DIO E’ AMORE (Charitas) - non "MAMMONA" (Benedetto XVI, "Deus caritas est") !!!

L’ULTIMO PAPA CEDE IL PASSO A ZARATHUSTRA : "CHI AMA, AMA AL DI LA’ DEL PREMIO E DELLA RIVALSA". Una pagina di Nietzsche - a cura di Federico La Sala

lundi 13 avril 2009.
 


-  L’INCONTRO DELL’ ULTIMO PAPA CON ZARATHUSTRA *

-  [...] quell’uomo seduto l’aveva scorto ; e non diversamente da chi si imbatte in una felicità inattesa, s’alzò e andò diritto come un razzo verso Zarathustra.

-  Sia chi tu sia, vagabondo - gli disse - porgi aiuto ad un disgraziato, un cercatore, un vecchio uomo, ché altrimenti gli capita qualche guaio !
-  Questo mondo mi è estraneo e lontano, e vi ho sentito anche ululare delle belve ; e colui che mi avrebbe potuto offrire un rifugio non c’è più.
-  Stavo cercando l’ultimo uomo pio, un santo ed anacoreta, che, solo nella sua foresta, non abbia udito ancora nulla di ciò che oggi sa ognuno.

-  Che cosa sa oggi ognuno ? - chiese Zarathustra. Su per giù questo, che il vecchio Dio a cui un giorno ognuno credeva, non c’è più ?

-  Tu lo dici - rispose turbato il vecchio. - E io che ho servito questo vecchio Dio fino all’ultima ora ! Ma ora sono fuori servizio, senza Signore, e tuttavia non sono libero, né allegro neanche per una ora, neppure se mi perdo nei ricordi.
-  Perciò sono salito su queste montagne, per farmi infine da me stesso una festa di quelle che garbavano ai vecchi papi e padri della chiesa : perché, se lo vuoi sapere, io sono l’ultimo papa ! Una festa, dico io, di pie ricordanze e servizi divini.
-  Senonché, ora è morto anche lui, l’uomo più pio, quel santo della foresta che continuamente lodava il suo dio con canti e mormorii.
-  Non l’ho trovato più, quando ho ritrovato la sua capanna ; però c’erano dentro due lupi che ululavano lamentando la sua morte, perché tutti gli animali lo amavano. Allora me ne sono andato.
-  Son dunque venuto invano in queste foreste e montagne ? ho pensato. Allora il mio cuore si è deciso a cercarne un altro, il più religioso di tutti coloro che non credono in Dio ; cioè a cercare Zarathustra !

-  Così parlò il vecchio, e guardò con occhio attento colui che gli stava davanti ; ma Zarathustra afferrò la mano del vecchio papa e stette a lungo a guardarlo ammirato.
-  Vedi là, tu, santità - esclamò poi - che mano bella e lunga ! È la mano di un individuo che ha sempre dispensato benedizioni. Ma ora la tiene stretta colui che tu cerchi, cioè io, Zarathustra.
-  Io stesso sono l’ateo Zarathustra, che parla, e chi è più ateo di me che io possa rallegrarmi di quanto egli mi dice ?
-  Così parlò Zarathustra e penetrava con i suoi sguardi i pensieri e i segreti interiori del vecchio papa.

-  Infine questi incominciò a dire : Chi più lo amava e possedeva, ecco che più lo ha perduto : ecco, sono forse ora io stesso di noi due il più ateo ? Ma chi potrebbe di ciò rallegrarsi ?

-  Tu l’hai servito fino in fondo - chiese Zarathustra pensoso, dopo un profondo silenzio. - Sai tu come morì ? È vero ciò che si dice, che sia morto di compassione, per aver visto come l’uomo pendeva sulla croce, e non aver sopportato che l’amore per l’uomo divenisse il suo inferno e infine la sua morte ?

-  Il vecchio papa non rispose, ma guardò obliquo con un’espressione dolorosa e cupa.

-  Lascialo andare - disse Zarathustra dopo una lunga meditazione, durante la quale sempre teneva l’occhio fisso nell’occhio del vecchio. Lascialo andare ; ormai non c’è più. E anche se ti fa onore che tu non dica se non bene di questo morto, tuttavia sai altrettanto bene quanto lo so io chi egli era, e che percorse degli strani sentieri.

-  Detto a tre occhi - disse argutamente il vecchio papa (perché era cieco da un occhio) - nelle cose di Dio ne so più io dello stesso Zarathustra ; e può ben essere così. Il mio amore ha servito a lui per tanti anni, la mia volontà ha fatto sempre quanto lui voleva. Un buon servitore sa tutto, e sa anche le cose che il suo padrone spesso nasconde a se stesso.
-  Era un Dio nascosto, pieno di segreti. Per dir la verità, ad avere un figlio ci arrivò per vie traverse. Alla soglia del suo Credo ci sta un adulterio.
-  Chi lo celebra come un dio d’amore non ha una grande opinione dell’amore. Non voleva forse questo dio fare anche il giudice ? Ma chi ama, ama al di là del premio e della pena.
-  Quando era giovane, questo dio asiatico era duro e vendicativo e si costruì un inferno a tutto divertimento dei suoi cari.
-  Alla fine divenne vecchio e tenero e frollo e compassionevole, più simile ad un nonno che ad un padre, ma rassomigliante più di tutto ad una vecchia nonna tentennante. - Stava lì, cadente, nell’angolo della sua stufa, lamentandosi delle sue gambe deboli, stanco di tutto, senza più volontà, finché un giorno venne meno per la sua troppa compassione.

-   Tu, vecchio papa - insinuò a questo punto Zarathustra - hai visto tutto ciò con i tuoi occhi ? Perché potrebbe essere andata così : così, ma anche in altro modo. Quando gli dèi muoiono, muoiono sempre di specie diverse di morte.
-  Tuttavia ! Così o in altro modo, così o cosà, è finito ! A me faceva schifo sia a sentirlo che a vederlo ; non potrei dir niente di peggio su di lui.
-  Io amo tutto ciò che guarda e parla schietto e chiaro. Ma lui - tu lo sai, vecchio prete, perché qualcosa del tuo tipo, del tipo del prete, in lui c’era - era malfido.
-  Ed anche poco chiaro. E come se la prendeva con noi, quel borbottone, perché non lo comprendevamo bene ! E allora, perché non parlava più chiaro ?
-  E se la colpa era delle nostre orecchie, perché non ci aveva dato delle orecchie più adatte a cornprenderlo ? E se dentro ci avevamo il cerume, chi ce l’aveva messo ?
-  Troppe cose gli sono andate male a quel vasaio ; si vede che non ci sapeva fare abbastanza !
-  Ma che poi si vendicasse anche sui suoi vasi e sulle sue creature, perché gli erano riusciti male, questo poi è proprio un peccato contro il buon gusto.
-  C’è il buon gusto anche nella pietà religiosa : alla fine, esso esclamò : ’Via, con un dio di questo genere ! Meglio nessun dio, meglio crearsi il destino con le proprie mani, meglio esser pazzo, meglio esser noi stessi dio !

-  Ma che sento ! disse a questo punto il vecchio papa aguzzando le orecchie. - O Zarathustra, tu sei più religioso di quanto credi, con la tua miscredenza ! Qualche dio dentro di te ti ha convertito al tuo ateismo.
-  Non è la stessa tua religiosità che non ti lascia più credere ad un dio ? La tua enorme schiettezza ti condurrà anche al di là del bene e del male !
-  Vedi un po’ che cosa ti fu mai risparmiato ? Tu hai occhi e mani e bocca, che sono predestinate a benedire dall’eternità. Non si benedice soltanto con la mano.
-  In tua prossimità, anche se tu vuoi essere il più ateo di tutti, io subodoro un sentore dolciastro d’incenso che proviene da lunghe benedizioni : e mi fa sentire bene e male insieme.
-  Lasciami essere tuo ospite, o Zarathustra, per una sola notte ! In nessun luogo della terra potrò star tanto bene come con te !

-  Amen ! Così sia ! soggiunse Zarathustra con grande meraviglia. - Lassù è la strada che conduce alla caverna di Zarathustra.
-  Volentieri ti condurrei io stesso, santità, perché amo tutti gli uomini religiosi, ma ora un grido angoscioso mi richiama lontano da te.
-  Nel mio regno nessuno deve trovarsi male ; la mia caverna è un buon porto. E mi è molto caro accogliere ogni essere triste rimettendolo in piedi e su saldo terreno.
-  Ma chi può togliere dalle spalle la tua malinconia ? Sono troppo debole per questo. A lungo invero dovremmo aspettare, finché qualcuno ti risvegliasse il tuo dio.
-  Questo vecchio dio appunto non vive più : è definitivamente morto.

* Si cfr. : F. Nietzsche, Così parlò Zarathustra, parte IV, "Fuori servizio" [o "A riposo"].


* SUL TEMA, NEL SITO, SI CFR, :

-  TERREMOTO DEI VALORI E CREPUSCOLO DEGLI IDOLI : "DIO NON E’ CATTOLICO" (Carlo Maria Martini). E L’AMORE ( "CHARITAS") NON E’ MAMMONA (Benedetto XVI, "Deus caritas est", 2006) !!! Fine del cattolicesimo-romano, del "platonismo per il popolo" ...
-  TUTTO TREMA. NIETZSCHE DICE A RATZINGER CHE IL SUO DIO (Benedetto XVI, "Deus caritas est", 2006) E’ MORTO, MA IL VECCHIO PAPA NON CAPISCE E CONTINUA A PREDICARE CONTRO IL VENTO !!! Note e commenti di Bruno Gravagnuolo, Franco Volpi, Gian Guido Vecchi (e il testo dell’omelia)

-  LA COMPETENZA ANTROPOLOGICA E TEOLOGICA DEL VATICANO E’ "PREISTORICA". Il "romanzo familiare" edipico della chiesa e della cultura cattolico-romana è finito

-  RATZINGER ’A SCUOLA’ DEL VISIONARIO SWEDENBORG. Una nota di Leonard Boff e una di Immanuel Kant


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