[...] è difficile mantenere la calma quando si scorre la lista di mirabilia che ci attendono fra quattro anni: il moto di rotazione della terra s’invertirà, il sole si fermerà in cielo per un’intera giornata e poi sorgerà ad ovest, i poli magnetici subiranno un brusco slittamento, ci saranno eruzioni e terremoti, ci sfioreranno nubi galattiche, pianeti e asteroidi con nomi di deità egizie (Niburu, Aphopis). Insomma ci sarà poco da stare allegri. Per fortuna, dopo la notizia cattiva c’è quella buona (ecco spiegato il sorriso di Braden e d’altri profeti del 2012): dopo lo spavento, quelli fra noi che esisteranno ancora saranno sottoposti ad una Grande Pulizia (con le maiuscole) prodotta dal cambiamento della frequenza vibratoria di tutta la materia. La nostra carne, addizionata di un supplemento di Dna, produrrà un «corpo di luce» che ci farà diventare molto spirituali, pressoché disincarnati, altruisti, ecologisti, tendenzialmente matriarcali e inoltre poco interessati alle differenze fra i sessi (che l’Unione Europea ci stia preparando con la sua gender philosophy?) [...]
SAN PIETRO ROSSO DI VERGOGNA: PAPA E CARDINALI SOTTO IL CUPOLONE DI LUCIFERO.
2012, incubo apocalisse
di MARIO A. IANNACCONE (Avvenire, 02.04.2008).
L’apocalisse il 21 dicembre del 2012? Ci credono milioni di persone, per lo più legate al variegato universo del New Age. Uno dei più seguiti profeti di questo nuovo millenarismo è Gregg Braden. Barba brizzolata, capelli un po’ indisciplinati come si conviene ad un profeta, devotissimo a Madre Terra (rigorosamente con le maiuscole), scrive libri e tiene affollate conferenze in giro per il mondo che iniziano con un’ammonizione severa: «negli ultimi duemila anni abbiamo smesso di vivere in simbiosi con Madre Terra». È stato un errore gravissimo, perché le lontre sono diminuite, e noi umani siamo sempre di più e sempre più egoisti. Ma ora tutto ciò «sta per finire» perché «stiamo per entrare nella nuova Età della Luce». Dunque secondo Braden le cose stanno per migliorare? Sì e no. Non senza contraccolpi, comunque, perché prima della rivelazione apocalittica e della beatitudine dovremo passare attraverso una grande tribolazione. Quando entra nei dettagli Braden sorride: sì, certo, le sue profezie sono allarmanti, ma l’angoscia va scacciata perché il messaggio, in fin dei conti, è positivo.
Sarà. E tuttavia è difficile mantenere la calma quando si scorre la lista di mirabilia che ci attendono fra quattro anni: il moto di rotazione della terra s’invertirà, il sole si fermerà in cielo per un’intera giornata e poi sorgerà ad ovest, i poli magnetici subiranno un brusco slittamento, ci saranno eruzioni e terremoti, ci sfioreranno nubi galattiche, pianeti e asteroidi con nomi di deità egizie (Niburu, Aphopis). Insomma ci sarà poco da stare allegri. Per fortuna, dopo la notizia cattiva c’è quella buona (ecco spiegato il sorriso di Braden e d’altri profeti del 2012): dopo lo spavento, quelli fra noi che esisteranno ancora saranno sottoposti ad una Grande Pulizia (con le maiuscole) prodotta dal cambiamento della frequenza vibratoria di tutta la materia. La nostra carne, addizionata di un supplemento di Dna, produrrà un «corpo di luce» che ci farà diventare molto spirituali, pressoché disincarnati, altruisti, ecologisti, tendenzialmente matriarcali e inoltre poco interessati alle differenze fra i sessi (che l’Unione Europea ci stia preparando con la sua gender philosophy?).
Il lettore può chiedersi a questo punto chi sia questo Gregg Braden e donde derivi queste conoscenze: Braden è un geologo, figlio di quel William Braden che insegnava a trovare Dio con l’Lsd negli anni Sessanta. I segni dei tempi (riscaldamento globale in primis, rivolta della natura, impazzimento dei delfini) a lui paiono molto eloquenti. Ma la rivelazione principale gli è arrivata meditando sugli insegnamenti della civiltà Maya, e in particolare dal suo calendario che s’interromperebbe, misteriosamente, proprio nel fatidico solstizio d’inverno del 2012. Il condizionale però è d’obbligo perché gli archeologi avvertono che l’interruzione è dovuta alla sparizione della civiltà Maya e della sua casta sacerdotale, che ha impedito l’aggiornamento del calendario.
Le teorie, le ansie, le predizioni sul 2012 stanno producendo una cospicua massa di libri e un’attività frenetica sul web. Un centinaio di volumi sono stati pubblicati in lingua inglese soltanto negli ultimi tre/quattro anni, e qualcuno inizia a filtrare, tradotto, anche da noi. Prepariamoci all’alluvione. Esistono differenti predizioni sull’apocalisse del 2012: alcune s’ispirano ai cicli indù, agli Inca, all’Antico Testamento, all’immancabile Nostradamus, alla Teosofia e persino alle apparizioni di Fatima; altre ancora ai culti dei dischi volanti oppure ad ipotesi scientifiche più o meno eretiche. Per qualcuno arriveranno gli extraterrestri (già ci stanno parlando con i cerchi del grano, no?), il Maitreya o Buddha dei tempi ultimi, un «Cristo» che poco ricorda il Signore atteso di nuovo dai cristiani. Comunque sia, le ansie e le speranze di tutti sono concentrate sull’anno 2012, data di un nuovo millenarismo nel quale il Cristianesimo e i suoi Novissimi sono generalmente assenti o interpretati in modo tanto eterodosso da risultare irriconoscibili. L’appuntamento con l’apocalisse del 2012 si propone, insomma, come un laicissimo giudizio universale, dove la separazione del loglio dal grano non sarà opera di Gesù al secondo ritorno, ma dalla capacità del «peccatore» di adeguarsi o meno alla giusta «frequenza vibratoria» dell’universo. Un giudizio impersonale, dunque, governato, al limite, da intelligenze aliene, quelle che ci hanno collocato sulla terra e che ora ci soccorrono. Sebbene alcune tragedie passate, come i suicidi di massa della setta di Heavens’Gate (1997) o quella del Tempio Solare (1994-1995), non siano estranee al tema (basti pensare che nell’esoterismo neotemplare già cinquant’anni fa si citava il 2012 come data cruciale), l’attesa della data fatidica non sembra destinata a tramutarsi in un’angoscioso panico, anche se non è affatto escluso che in gruppi minori, caratterizzati da dottrine di separatezza e guidati da personalità forti, si possano riprodurre eventi drammatici come già nel passato.
Quando la data arriverà e passerà, ci verrà detto probabilmente che l’umanità non era pronta o che la «Grande Invocazione» (la preghiera- invocazione che risuona di più nel mondo New Age) ci ha risparmiato tribolazioni e seccature. Intanto, dopo che Mel Gibson nel suo Apocalypto aveva alluso al vero legame fra la nostra apocalisse e quella dei Maya (la corruzione morale che porta al sacrificio umano più o meno mascherato), Michael Bay, il tycoon più fracassone di Hollywood, ha già messo il cappello sopra il tema (e non è il solo) annunciando l’avvio della produzione di un kolossal che s’intitolerà, guarda un po’, 2012 la guerra delle anime.
Sul tema, nel sito, si cfr.:
SAN PIETRO ROSSO DI VERGOGNA: PAPA E CARDINALI SOTTO IL CUPOLONE DI LUCIFERO.
"TEBE": IN VATICANO NON C’E’ SOLO LA "SFINGE" - C’E’ LA "PESTE"!!!
"IL TEMPO CHE RESTA": UNA DOMANDA DI GIORGIO AGAMBEN A UNA CHIESA PERSA NEL TEMPO.
DAL DISAGIO ALLA CRISI DI CIVILTA’: FINE DEL "ROMANZO" EDIPICO DELLA CULTURA CATTOLICO-ROMANA.
I supermercati sono stati presi d’assalto. Cancellata la maggior parte dei voli nei tre principali aeroporti
Annullati anche numerosi treni tra la capitale americana e New York
Usa, la neve copre la costa est
Washington attende "la tempesta perfetta"
ROMA - Dalla Virginia al South Carolina è allerta neve. In particolare a Washington dove si attende la "tempesta perfetta". Ovvero quella che si sta abbattendo in queste ore sulla costa est degli Stati Uniti. Con il servizio meteorologico nazionale chiede agli automobilisti di non mettersi in strada per le prossime 24 ore. A Washington, su cui secondo le previsioni potrebbe abbattersi la più violenta tempesta degli ultimi 90 anni, sono già caduti 25 cm di neve. I supermercati sono stati presi d’assalto in previsione di una paralisi dei trasporti e, soprattutto, del Super Bowl, la finale del campionato di football che si gioca domenica. Cancellata la maggior parte dei voli nei tre principali aeroporti della zona di Washington-Baltimora e nello scalo internazionale di Filadelfia. Annullati anche numerosi treni tra la capitale americana e New York. Molte le case rimaste al buio per guasti ai cavi dell’elettricità e ieri numerose scuole ed uffici pubblici, inclusi quelli del governo, sono stati costretti a chiudere quattro ore prima del previsto. a peggiore bufera che Washington ricordi risale al 1922, quando il manto bianco arrivò a quota 71 centimetri.
PARLA "L’ECOLOGISTA ERETICO" JAMES LOVELOCK
L’ultimo miliardo di uomini
James Lovelock, 90 anni, è un medico, chimico e biologo inglese
Il padre della teoria di Gaia sul riscaldamento globale: "Nel 2010 vicini all’estinzione"
di STEPHEN LEAHY
TORONTO. Man mano che il clima si riscalda e aumenta la concentrazione di carbonio nell’atmosfera, il futuro appare funesto, molto più delle peggiori previsioni del Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico (IPCC)». Parola di James Lovelock. Chimico, medico e biofisico, Lovelock è il padre della teoria di Gaia, che descrive il pianeta come un organismo vivente, un complesso sistema in cui tutti i componenti della biosfera e dell’atmosfera interagiscono per regolare e sostenere la vita. Personaggio dalle idee spesso controverse, Lovelock gode di ampio riconoscimento presso la comunità scientifica. Come inventore, è titolare di almeno 50 brevetti, tra cui i primi apparecchi per individuare i clorofluorocarburi, i gas responsabili dell’assottigliamento della cappa di ozono, e i residui di pesticidi nell’ambiente.
Mr. Lovelock, perché critica il Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico?
«Non che non possa contare su scienziati eccellenti. Ma i suoi modelli informatici non rendono conto della risposta della biosfera all’aumento della temperatura causata dal riscaldamento globale, né registrano la risposta delle foreste o degli oceani alla maggiore concentrazione di biossido di carbonio. E non sono ancora in grado di tracciare un modello dell’autoregolazione della Terra. L’osservazione dei dati rivela che l’aumento del livello dei mari è di molto superiore e che lo scioglimento dell’Artico procede ad un ritmo molto più elevato rispetto alle previsioni dell’IPCC».
La Terra ha già raggiunto il punto climatico più critico?
«Sì, la Terra si sta già muovendo verso una fase più calda, in risposta ai cambiamenti che abbiamo provocato trasformando gran parte della superficie del pianeta, e aggiungendo CO2 nell’atmosfera. Non dimentichiamo poi che un tempo la Terra era già ricoperta quasi interamente di foreste, che erano una parte importante del sistema regolatore della vita del pianeta. Secondo la teoria di Gaia, prima o poi in futuro si produrrà un cambiamento repentino verso un nuovo clima, che potrà essere di 5 o 6 gradi Celsius più caldo di oggi. Secondo le mie stime potremmo avere circa 20 anni per prepararci».
Come sarà il nuovo clima?
«Le aree tropicali e subtropicali saranno troppo calde e secche per coltivare cibo o mantenere la vita umana. La gente sarà costretta ad emigrare verso i poli, verso luoghi come il Canada. Entro la fine del secolo ci sarà meno di un miliardo di persone. La mia speranza è che a quell’epoca saremo ormai civilizzati, e che gli abitanti del Nord del pianeta accetteranno di ospitare una quantità inimmaginabile di “rifugiati climatici”».
Lei dipinge un quadro funesto per il futuro. Davvero non ci sono speranze?
«Siamo sopravvissuti all’ultima era interglaciale, quando il ghiaccio ricopriva gran parte dell’America del Nord e dell’Europa, e il livello dei mari era di 120 metri più alto rispetto ad oggi. Il primo passo è smettere di credere ciecamente che l’unica cosa che possiamo fare sia ridurre la nostra impronta di carbonio, e cominciare i preparativi per adattarci a quello che verrà».
Lei sta dicendo che non dovremmo cercare di ridurre le emissioni di carbonio?
«Non sto dicendo che non possiamo far nulla. Dico che molte delle alternative “verdi”, come l’energia eolica, non hanno che un valore simbolico. La Germania è leader mondiale (dopo gli Stati Uniti) quanto all’energia eolica, eppure le sue emissioni di carbonio sono aumentate. Ciò che dovremmo fare è proteggere tutte le foreste che restano, riportare buona parte delle terre coltivabili allo stato naturale, utilizzare gli oceani per catturare carbonio e ricavare il cibo da una qualche forma di biosintesi».
L’energia nucleare è un’alternativa migliore rispetto all’energia eolica o solare?
«Il nucleare è l’unica fonte di energia pratica e a basso tenore di carbonio. La protesta degli ecologisti è insensata. Il biossido di carbonio è molto più pericoloso, come stiamo cominciando a capire. L’energia nucleare è più sicura di altre, e le preoccupazioni sullo smaltimento delle scorie sono infondate. In Francia, le scorie radioattive di 25-30 anni sono immagazzinate in un’area ben protetta, delle dimensioni di una piccola sala concerti».
Cosa pensa della geoingegneria, che manipola il clima della Terra per neutralizzare gli effetti del riscaldamento globale?
«Credo che valga la pena prendere in esame soluzioni come quella dell’immissione di aerosol di zolfo nella stratosfera per riflettere parte del calore solare verso lo spazio, per poter raffreddare il pianeta».
Come siamo finiti in una situazione così critica, in cui tutte le specie sono in pericolo?
«È come la calma prima della seconda guerra mondiale, in Gran Bretagna, quando ero giovane. Nessuno ha fatto niente, finché non sono cominciate a cadere le bombe. In realtà non ci rendiamo conto del cambiamento climatico, che la maggior parte di noi considera solo una teoria. Spero che quando ci sarà il primo grande disastro climatico resteremo uniti, come se stessero invadendo il nostro paese».
2012 e tentativi di fuga
Se ne parla da un po’. In modo definitivo, certo, scettico o derisorio. Si spande come peste, tra quelli che ci credono , un’inquietudine sterile e una paura sorda. Emozioni che servono soltanto a bloccare il processo di evoluzione personale. Tutti quelli che ne parlano si preoccupano di come salvarsi dall’imminente sciagura che minaccia il pianeta Terra.
E allora circolano in rete "mappe del mondo futuro" , luoghi della Terra nei quali sarebbe possibile scampare al disastro annunciato per venerdì 21.12. 2012.
C’è chi prenota un biglietto aereo per il Perù, chi compra terre in Messico o in Sardegna, chi sta costruendo (dicono) bunker sotterranei , chi cerca la "salvezza" allontanandosi da luoghi fisici considerati a rischio. Ma il progetto della partenza per quei luoghi è, ovviamente, previsto per il week end del solstizio invernale con il quale il calendario dei Maya conclude il ciclo attuale della nostra era .
Io faccio parte di quelli che ci credono.Ma per chi ci crede il discorso non può esaurirsi nella ricerca della propria incolumità fisica. Il discorso è più ampio, coinvolge tutto il nostro Essere. Comporta una profonda modifica del proprio modo di rapportarsi al Divino Siamo già in piena catastrofe planetaria. Chi non se ne è accorto ?
Già negli ultimi anni abbiamo assistito a frequenti tsunami, terremoti, eruzioni di vulcani , inondazioni, morti per calamità naturali, carestie. Il processo di cui parlano i Maya è già in atto . E se il 2012 non fosse altro che l’ultimo giorno utile al cambiamento di rotta?
Il calendario Maya non dice nulla di più rispetto a ciò che già sappiamo dai Vangeli. Gesù però non indica una data. "Quanto poi a quel giorno o a quell`ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre." ( Marco, 13,32 ) Gesù parla di un Tempo, 34" In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo accada"(Mt 24,34) . E se quel tempo fosse ENTRO il 2012 , fine del ciclo attuale indicato dai Maya? Se "questa generazione" di cui parla Gesù fosse quella dei Pesci, ( simbolo del Cristianesimo) che precede l’ annunciata era dell’Acquario ? ( Il calcolo delle Ere si fa a ritroso rispetto ai segni dello Zodiaco)
Rivendico con orgoglio le mie radici Cristiane e riporto alcuni passi del nuovo Testamento :
15 Quando dunque vedrete l`abominio della desolazione, di cui parlò il profeta Daniele, stare nel luogo santo - chi legge comprenda -, 16 allora quelli che sono in Giudea fuggano ai monti, 17 chi si trova sulla terrazza non scenda a prendere la roba di casa, 18 e chi si trova nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. 19 Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni. 20 Pregate perché la vostra fuga non accada d`inverno o di sabato. 21 Poiché vi sarà allora una tribolazione grande, quale mai avvenne dall`inizio del mondo fino a ora, né mai più ci sarà. 22 E se quei giorni non fossero abbreviati, nessun vivente si salverebbe; ma a causa degli eletti quei giorni saranno abbreviati. 23 Allora se qualcuno vi dirà: Ecco, il Cristo è qui, o: E` là, non ci credete. 24 Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profeti e faranno grandi portenti e miracoli, così da indurre in errore, se possibile, anche gli eletti. 25 Ecco, io ve l`ho predetto. 26 Se dunque vi diranno: Ecco, è nel deserto, non ci andate; o: E` in casa, non ci credete. 27 Come la folgore viene da oriente e brilla fino a occidente, così sarà la venuta del Figlio dell`uomo. 28 Dovunque sarà il cadavere, ivi si raduneranno gli avvoltoi.
Il ritorno di Cristo 29 Subito dopo la tribolazione di quei giorni,
il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
gli astri cadranno dal cielo
e le potenze dei cieli saranno sconvolte.
30 Allora comparirà nel cielo il segno del Figlio dell`uomo e allora si batteranno il petto tutte le tribù della terra, e vedranno il Figlio dell`uomo venire sopra le nubi del cielo con grande potenza e gloria. 31 Egli manderà i suoi angeli con una grande tromba e raduneranno tutti i suoi eletti dai quattro venti, da un estremo all`altro dei cieli. 32 Dal fico poi imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che l`estate è vicina. 33 Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che Egli è proprio alle porte. 34 In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto questo accada. 35 Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. 36 Quanto a quel giorno e a quell`ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre. 37 Come fu ai giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell`uomo. 38
Per chi ci crede, ciò che conta è purificare il cuore. Abbandonare l’avidità, l’egoismo, le ipocrisie , il tornaconto personale. Il luogo dove trovare la "salvezza" è in noi stessi. Il destino di ciascuno di noi dovrà compiersi, qualunque sia la nostra volontà rispetto al nostro futuro. E l’unico destino che possiamo scegliere è decidere da che parte stare . Come ci si può fidare di chi cerca di fare proseliti per comprare terre nei luoghi considerati "sicuri" ? Che fiducia dare a chi parla di "fine dei tempi" e poi, nei rapporti interpersonali , continua ad ingannare, a dividere, a seminare zizzania , a tradire, a mentire, a fingere . Gente che offende e non sa chiedere scusa, gente che agisce di nascosto pur di continuare a fare ciò che ritiene utile a se stessa, gente confusa, ammiccante , interessata alle questioni materiali che riguardano i propri "affari" e convinta di poter guidare alcuni verso il cambiamento epocale che ci aspetta.
Attenzione: si sta compiendo un altro grande inganno globale .
Il senso dell’annunciata "fine" imminente è strumentalizzato da quelle correnti di pensiero che , anzichè puntare l’accento sulla trasformazione interiore spirituale che in noi dovrebbe avvenire, banalizzano e sottostimano ciò che l’evento realmente significa. Pensare di individuare un luogo fisico che ci metta al riparo da ciò che DEVE compiersi, è - oltre che illusione - un modo per dimostrare di non aver compreso che ciò che occorre in questo periodo di rivoluzione è un totale cambio di punto di vista. Tentare di salvare la propria pelle e i propri oggetti materiali da trasferire nel luogo prescelto, avere a cuore soltanto la vita dei propri cari e non dell’umanità in generale, continuare a credere di avere un motivo in più degli altri esseri umani per non essere spazzati via da un’eventuale catastrofe è cecità spirituale. Mitomania, presunzione, orgoglio . Quasi fosse più importante salvare il nostro misero e limitato corpo rispetto alla nostra infinita Anima.
FAENZA ( RAVENNA ) / 14-01-2010
TERREMOTO, SCOSSA PREVEDIBILE? PER BENDANDI ERA POSSIBILE / Bendandi previde un grande sisma: un terremoto apocalittico nel 2012 *
Si possono prevedere i terremoti? Bendandi diceva di essere in grado di prevedere le scosse di terremoto - Raffaele Bendandi, detto anche l’uomo dei terremoti, nacque a Faenza il 17 ottobre 1893.
Bendandi diceva di aver scoperto come si producono i terremoti e disse di saper predire una scossa di terremoto.
La sua teoria era abbastanza semplice da un punto di vista concettuale: se l’attrazione lunare causa maree e spostamenti sulla Terra, immaginiamoci di cosa può essere capace l’attrazione esercitata dal Sole, congiunto alle posizioni particolari di alcuni pianeti.
Queste fortissime attrazioni sarebbero in grado di spostare le masse semiliquide ubicate nelle profondità terrestri.
Bendandi morì nel 1979 e i suoi studi non furono mai accettati dalla scienza ufficiale, anche se nell’ambiente molti scienziati ebbero modo di elogiare gli studi di Raffaele Bendandi.
Infatti molti eventi sismici furono in effetti previsti dal Bendandi, con precisione impressionante per quanto riguardava la data del sisma (quasi sempre indovinava il giorno esatto).
Meno precisa, invece, era la collocazione dell’evento sismico che veniva previsto dentro un’area troppo vasta per poter rendere utili ed attendibili tali predizioni.
Bendandi, attraverso il suo metodo, ha anche predetto una scossa di terremoto devastante per la città di Roma e aree limitrofe per il giorno 11 maggio 2011, e un altro sisma di dimensioni ancora più apocalittiche per tra il 5-6 aprile 2012, quando parecchie scosse di terremoto colpiranno a macchia di leopardo tutta la terra.
In questa ultima predizione, tra l’altro, molti vedono anche le catastrofiche profezie Maya per il 2012.
Uno Notizie Faenza (Ravenna )
Nordcorea: buio e silenzio, ma regime spera nel 2012
Tutti a piedi, freddo polare, il cambio moneta ha complicato la vita *
PYONGYANG - Buio. Silenzio. Gente che cammina per strada a qualsiasi ora del giorno e della notte. Ed un traffico di automobili che all’ora di punta è meno intenso di quello in una città italiana nel giorno di ferragosto. Sono questi, più degli agiografici e grandiosi monumenti in bronzo al ’Grande Leader’ Kim Il Sung illuminati a giorno anche di notte, i segni caratteristici all’inizio del 2010 di una Pyongyang che vuole guardare al futuro.
La mancanza in Nordcorea di elettricità (per la massima parte viene dirottata alle fabbriche), fa sì che i lampioni delle strade rimangano spenti. Per cui, al calar del sole la gente cammina al buio, anche in piena notte, ai bordi delle strade extraurbane. E praticamente al buio circolano anche gli affollatissimi vecchi filobus elettrici, solitamente illuminati da un’unica e fioca lampadina in coda. L’illuminazione pubblica sono i fari delle poche auto che circolano, dirette da belle e truccatissime vigilesse che, al centro degli incroci principali, sfidano temperature polari protette solo da un collo di pelliccia. Di macchine nella capitale nordcoreana se ne vedono davvero poche, con un traffico scarso che non ci si aspetterebbe di trovare in una città dell’emisfero settentrionale.
"Anche se le automobili oggi sono tante di più rispetto a dieci anni fa: il traffico cresce di mese in mese", fa notare un’imprenditrice italiana che qui a Pyongyang ha investito in joint venture con il regime di Kim Jong Il in una pizzeria. I nordcoreani stringono ancora la cinghia. Lo ammettono i loro stessi dirigenti politici incontrando una delegazione di parlamentari italiani giunta a Pyongyang per il decennale delle relazioni diplomatiche con Roma.
A deputati e senatori, guidati da Osvaldo Napoli (Pdl), viene fatto notare da Kim Yong Il, alto dirigente del Partito dei lavoratori, che il freddo delle sale degli incontri ufficiali non è voluto, ma conseguenza della necessità di risparmiare energia malgrado il clima siberiano. Tuttavia, viene assicurato che il 2012, centenario della nascita del ’Grande Leader’ i cui ritratti campeggiano in ogni angolo e fanno capolino dai distintivi che ogni nordcoreano indossa al petto, sarà l’anno della svolta: per allora, a condizioni normali, il regime punta a raggiungere l’autosufficienza alimentare ed energetica. Una meta, viene spiegato, ritardata dalle carestie degli ultimi anni che hanno duramente colpito la popolazione. Emergenze alla cui soluzione ha contribuito anche l’Italia, e per questo le autorità nordcoreane manifestano continuamente gratitudine al nostro Paese. Ma la situazione in Nordcorea è comunque difficile; E a rendere ancora più complicata la vita dei 23 milioni di nordcoreani ci ha pensato il cambio della valuta deciso dal regime alla fine dell’anno.
L’obiettivo primario della riforma era quello di imporre la circolazione della sola moneta nazionale fermando quelle estere; ma il regime puntava anche a limitare quell’embrione di economia di mercato che in questo Paese socialista si stava lentamente sviluppando. Il risultato è, invece, che c’é una grande confusione: è stato posto un limite alla quantità di vecchia moneta da poter convertire in nuova così da "livellare" il Paese. Ma il vero problema è che per giorni e giorni i negozi sono rimasti chiusi, anche se i magazzini sono pieni di roba: non era, infatti, possibile vendere finché non fosse stato fissato dalle autorità il valore della valuta. Così la gente entrava nel grande magazzino davanti alla stazione centrale: guardava la merce e non la comprava perché, anche volendo, non gliela vendevano.
La situazione ora nella capitale si va normalizzando, e gli abitanti di Pyongyang sono tornati sulle strade, con i fiori in mano, per salutare i ragazzi che ripercorrono ’lunga marcia’ dal nord al sud del Paese compiuta da Kim Il Sung a 14 anni durante la lotta partigiana contro il Giappone invasore. Ma é dura, e la gente continua a camminare a piedi su e giù per le strade in attesa di un domani migliore. E i diritti umani? Il presidente del Presidium Kim Yong Nam (che esercita le funzioni di Capo dello Stato) non ne parla con i parlamentari italiani che gli chiedono di conoscere la situazione; il viceministro degli Esteri sottolinea che in materia gli Usa non possono dare lezioni ai nordcoreani. Chi qui vive, però, parla di punizioni collettive e di campi di detenzione al nord, sulle montagne. Ma nessuno, di questo, può o vuole dare conferme.
* Ansa, 22 gennaio 2010, 20:50